Sindrome metabolica, funziona l’opzione naturale

Pubblicato il: 10 Marzo 2021|

Sindrome metabolica: accanto alla prevenzione molto si può fare con un approccio terapeutico basato sull’impiego di dispositivi medici a base di sostanze naturali. Una ricerca del 2020 uscita su Nature Scientific Reports illustra ad esempio l’efficacia di un complesso macromolecolare naturale capace di agire con un meccanismo d’azione fisiologico (non-farmacologico) e di creare un gel in grado di sequestrare sia i carboidrati che i lipidi, rendendoli meno disponibili sia per l’assorbimento da parte dell’intestino che per i batteri costituenti la flora intestinale.

Gli effetti sull’assorbimento di carboidrati e grassi

Grazie a tale strategia si riduce la quantità e la velocità di assorbimento dei carboidrati e dei grassi grazie alla capacità delle molecole di legarsi a questi nutrienti, sequestrandoli. Ciò peraltro favorisce anche un migliore utilizzo dei nutrienti da parte del fegato, promuovendo il riassesto di glicemia, colesterolemia, trigliceridemia e una diminuzione della circonferenza addominale, i principali parametri da controllare in caso di sindrome metabolica. Tutto questo, quindi, determina un beneficio a livello sistemico, cioè di tutto l’organismo. La ragione di questo tipo di approccio parte da un’evidenza: agire sugli stili di vita e su quelli alimentari è fondamentale, ma talvolta non sufficiente: le sostanze naturali validate scientificamente in questo contesto rappresentano pertanto un’opzione valida, scientificamente supportata.

Cos’è la sindrome metabolica

Condizione complessa, e spesso non ancora ben compresa dai pazienti, la sindrome metabolica non è una malattia ma un insieme di fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare patologie cardiovascolari, cerebrali e diabete. Perché si possa parlare di sindrome metabolica, occorre che siano presenti almeno tre parametri metabolici alterati tra: elevata circonferenza addominale, glicemia elevata, elevati valori di trigliceridi, pressione arteriosa elevata ed elevati livelli di colesterolo Ldl e bassi di Hdl. L’International Diabetes Federation è giunta alla descrizione della sindrome metabolica proprio dall’associazione di questi singoli parametri metabolici.

Un fenomeno molto diffuso

Uno studio italiano concluso nel 2012 ha chiarito inoltre come la sindrome metabolica evolva nel tempo: ne ha valutato la prevalenza in 635 soggetti obesi tra i 19 e i 75 anni dimostrando come inizialmente si presenti un solo parametro metabolico fuori controllo, come la circonferenza addominale elevata, a cui con il passare del tempo si affiancano poco per volta anche gli altri squilibri che portano ad esempio la comparsa di ipertensione, ridotto colesterolo HDL, trigliceridi alti e iperglicemia fino ad arrivare alla Sindrome metabolica vera e propria. Peraltro si tratta di un fenomeno molto diffuso: in Italia risponde ai criteri della sindrome metabolica ben una persona su quattro. In termini percentuali il 33 per cento di chi ha più di 45 anni presenta questa condizione, che del resto è sempre più diffusa anche in età pediatrica e tra gli adolescenti. Tra le cause di questo incremento ci sono ovviamente la cattiva alimentazione e una scarsa attività fisica, fattori che favoriscono la sindrome metabolica a tutte le età.

Prevenzione e attenzione al microbiota

La prevenzione passa dunque da una sana alimentazione e da un corretto stile di vita: niente fumo né alcol e regolare attività fisica, necessaria a tenere sotto controllo il peso corporeo e in particolare la circonferenza addominale. Queste regole andrebbero peraltro insegnate fin dalla tenera età per evitare manifestazioni precoci. Da tempo inoltre si indaga anche il ruolo del microbiota intestinale, sempre più spesso considerato un vero e proprio “organo metabolico” in grado di favorire l’accumulo, l’utilizzo o l’eliminazione dei nutrienti. Studi hanno dimostrato ad esempio come un’alimentazione ad alto contenuto di grassi possa alterare il rapporto tra le diverse specie batteriche naturalmente presenti nell’intestino, favorendo così un più elevato assorbimento dei grassi ingeriti. Ciò dà luogo a una maggiore permeabilità intestinale, che comporta il passaggio non fisiologico verso il sangue di diverse sostanze infiammatorie.
In collaborazione con Aboca

Tag: Aboca / Integratori / integratori alimentari /

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