Urso annuncia il piano “salva-Holostem”: acquisizione da Enea Tech ma a tre condizioni

piano salva Holostem acquisizione Enea Tech
Pubblicato il: 29 Novembre 2023|

Holostem – società che da anni lavora allo sviluppo di terapie avanzate per dare una speranza ai “bambini farfalla”, affetti da epidermolisi bollosa – almeno per il momento è salva. Ad annunciarlo il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo alla Camera a un’interrogazione sull’azienda biotech con sede a Modena che rischiava la liquidazione. La soluzione individuata sarebbe la già palesata acquisizione della società da parte della Fondazione Enea Tech, a cui il ministro ha dato il via libera, subordinandola però a tre inderogabili condizioni.

Le tre condizioni

I punti fissati da Urso, prevedono prima di tutto l’immediato ingresso in Holostem di un adeguato e qualificato management. A seguire, entro sei mesi dall’acquisizione, l’elaborazione di un piano industriale che evidenzi chiaramente le strategie volte al contenimento dei costi e all’incremento del fatturato aziendale. E, in terzo luogo, l’impegno della società a ricercare investitori privati e partner industriali, finalizzandone l’ingresso nella compagine societaria entro un congruo termine dall’acquisizione e avvalendosi a tal proposito del supporto di Invitalia

Un mercato poco sostenibile

Nei giorni scorsi era scattata una maxi mobilitazione per fermare il conto alla rovescia che avrebbe portato entro la fine del mese il polo alla liquidazione. Urso, dopo aver annunciato il raggiungimento di una soluzione, è voluto entrare nel dettaglio di come verrà messa in sicurezza l’azienda biotech. E ha ricordato le tappe che hanno portato fino ad oggi.

“Il gruppo Chiesi, leader in Italia, che nel 2022 ha registrato un fatturato di 2,7 miliardi di euro ponendosi al primo posto nel nostro Paese per ricerca e sviluppo farmaceutico, ha ritenuto di assumere il 30 novembre dello scorso anno la decisione di mettere in liquidazione la società ritenendola evidentemente non sostenibile alla luce di una perdita annuale media negli ultimi anni pari a 8,3 milioni”, ha ripercorso Urso.

Il ruolo di Fondazione Enea Tech e Biomedical

In tale contesto secondo il ministro, poteva apparire logico l’ingresso di un partner industriale con una forte esperienza nella commercializzazione dei farmaci o in subordine quella di dar vita ad un soggetto non profit che avrebbe sostenuto Holostem nella sua meritoria attività con donazioni liberali. La società ha invece optato per la manifestazione di interesse formalizzata ad aprile del 2023 da un soggetto pubblico, la Fondazione Enea Tech e Biomedical.

“Tale Fondazione, va però detto – chiarisce Urso – nei suoi circa 4 anni di vita non ha sviluppato uno specifico know-how sulla valorizzazione industriale e commerciale della ricerca farmaceutica e anzi a oggi non ha dato corso ad alcun progetto”.

Una soluzione compatibile con gli aiuti di stato

Urso ha infine voluto precisare che la Fondazione Enea Tech e Biomedical ha informato molto tardivamente il ministero sia dell’avvenuta manifestazione di interesse che del merito della stessa offerta, di fatto trasmettendo le carte solo il 26 settembre scorso. Conclude il ministro: “Appena sono venuto a conoscenza delle criticità inerenti all’acquisizione di Holostem, ho dato immediatamente disposizione gli uffici di trovare comunque una soluzione che garantisse la sostenibilità e fosse compatibile col regime sugli aiuti di Stato”. Arrivando così alla soluzione avviata e annunciata oggi, e alle condizioni poste.

Nella foto il Centro di Medicina Rigenerativa “Stefano Ferrari”. Crediti omonima pagina Facebook 

Tag: chiesi / epidermolisi bollosa / holoclar / Holostem / Valline /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE

Most favored nation: l’impatto possibile del “prezzo dell’America”

Big Pharma è costretta a privilegiare il mercato Usa e l’Europa rischia di perdere innovazione se resta soltanto un’area che regolamenta e gestisce contenendo la spesa. Nel Vecchio Continente i farmaci arriveranno più tardi, arriveranno meno investimenti, meno trial e scenderà ancora di più il peso strategico

Esg

L’Esg non basta più: serve coraggio per determinare impatto

Per Mario Calderini, docente alla School of Management del Politecnico di Milano, la grammatica ambientale, sociale e di governance muove decine di migliaia di miliardi ma ha prodotto poche trasformazioni reali. Occorre perseguire un bisogno sociale per il quale mercato non vede profitto, lasciando che l’innovazione ricomponga il conflitto

RUBRICHE
FORMAZIONE