Vaccino contro l’Hiv: dalla Fondazione Gates 4,5 milioni di euro per svilupparlo entro 5 anni

Si torna a puntare su un vaccino contro l’Hiv. Se infatti la società californiana Vir Biotechnology nel 2024 condurrà un trial (inserito da Nature tra gli 11 che avranno un impatto importante nel corso dell’anno) sul suo VIR-1388, un vaccino per la prevenzione dell’infezione da Hiv, dall’altra la Fondazione Bill e Melinda Gates ha finanziato con un grant da 4,5 milioni di euro un progetto che punta a sviluppare entro 5 anni il primo vaccino preventivo contro il virus dell’Aids. Lo studio globale sarà coordinato dal virologo Rogier Sanders dell’University Medical Center (Umc) di Amsterdam nei Paesi Bassi.
Ottimismo
“Speriamo di essere in grado di sviluppare un vaccino preventivo progettando e testando immunogeni che inducano anticorpi neutralizzanti anti-Hiv” ha spiegato Sanders, nel cui gruppo lavorano anche scienziati dell’università di Stanford, del Weill Cornell Medical College e dell’università della Louisiana, Usa. “Finora nessuno ci è riuscito” ricorda. “Però negli ultimi tempi qualcosa è cambiato e c’è molto ottimismo”.
Gli anticorpi neutralizzanti
I motivi dei fallimenti che si sono susseguiti dagli anni ’80 in poi, come ricorda il virologo, derivano dal fatto di non essere stati in grado di indurre anticorpi neutralizzanti, tantomeno ampiamente neutralizzanti contro l’Hiv. Negli ultimi tempi però sono stati compiuti alcuni progressi. Diversi studi di fase I hanno dimostrato la possibilità di indurre anticorpi ampiamente neutralizzanti che possano fare da “scudo” all’infezione da virus dell’Aids. Il team diretto da Sanders intende quindi sfruttare questo passo avanti per mettere a punto un vaccino mirato a specifiche cellule immunitarie in grado di produrre anticorpi neutralizzanti anti-Hiv.
Il targeting della linea germinale
Le speranze dei ricercatori sono riposte in particolare in un nuovo approccio detto “targeting della linea germinale”, che si basa sull’attivazione di cellule immunitarie che hanno il potenziale per crescere e produrre anticorpi anti-Hiv. Uno studio pubblicato su Science da un altro gruppo di ricerca ha prodotto risultati promettenti. L’équipe di Sanders invece punta su una strategia “priming” che permetterebbe di guidare queste cellule germinali a svilupparsi in cellule adulte capaci di produrre anticorpi più forti e numerosi contro il virus dell’Aids, in grado di evitare l’infezione da Hiv come si chiede a un vaccino preventivo efficace.
Eliminare l’hiv
“Pensate alle cellule immunitarie umane come a una squadra di calcio giovanile. Si reclutano i talenti in erba per poi trasformali in giocatori da Mondiale”, è la metafora scelta dal virologo olandese. Di recente il suo team ha fatto un altro passo avanti, testando in fase I tra New York, Washington e Amsterdam un vaccino sperimentale disegnato secondo questo approccio. “Speriamo alla fine di riuscire a sviluppare un vaccino efficace contro le numerose varianti dell’Hiv – auspica Sanders – e che questo porrà fine al carico di sofferenza che il virus continua a causare”.
Ancora oggi infatti sono 40 milioni le persone con Hiv nel mondo, di cui due terzi nel continente africano. Nel 2022 il virus ha fatto registrare oltre 1,3 milioni di contagi, uccidendo più di 600mila malati. Dopo la tubercolosi, quella da Hiv è la seconda infezione più mortale nel pianeta.


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