Credifarma: la crisi della finanziaria dei farmacisti a un passo dalla soluzione

medicinali scaduti
Pubblicato il: 10 Aprile 2015|

Dopo il via libera, due giorni fa, da parte dell’assemblea dei soci al progetto di riqualificazione validato dal CdA del 25 marzo scorso, manca solo il sì della Banca d’Italia per mettere fine alla brutta “crisi” che dai mesi scorsi travaglia Credifarma, la finanziaria dei farmacisti impegnata da oltre 28 anni in un ruolo di calmiere del mercato finanziario a vantaggio dei titolari di farmacia. Il via libera al business plan – spiega un articolo del Mattinale dell’Ordine dei farmacisti di Roma –  sarà definitivo solo dopo che, per maggiore sicurezza, il consiglio di amministrazione ne avrà ulteriormente verificato e confermato la solidità e la compatibilità con le norme vigenti.

La nuova Credifarma prevede una sorta di ritorno alle origini, concentrando attività e servizi nell’ambito del recupero dei crediti Ssn e delle anticipazioni sulle Dcr.  In base all’accordo raggiunto dai soci (Federfarma al 66%, Bnl e Unicredit  a dividersi il restante 33%) gli asset creditizi, con le attività a medio e lungo termine, sono stati infatti ceduti alle due banche socie di minoranza senza cessioni di ramo d’azienda: gli istituti si sono limitati a rilevare le attività, accettando di assorbire anche dieci dipendenti (dei 60 totali) della società finanziaria di categoria. Altri 10 dipendenti circa lasceranno Credifarma grazie a un programma di incentivazioni, mentre i restanti 40 resteranno alle dipendenze della società. Dopo l’ultimo passaggio di riverifica in consiglio di amministrazione, convocato  per il prossimo 17 aprile, il piano sarà inoltrato, probabilmente nel corso della stessa giornata, alla Banca d’Italia per la definitiva validazione.

Credifarma ha annunciato  in una nota l’intenzione di riproporsi ai propri clienti di sempre come una società  “più snella, informaticamente più avanzata, più veloce nel fornire una risposta a tutte le esigenze della propria clientela” e pur sempre animata da un atteggiamento “più cooperativistico che speculativo, tipico quest’ultimo dei suoi competitors sul mercato finanziario”grazie al quale “continuerà a favorire l’accesso al credito per la propria clientela, garantendo l’assistenza legale per il recupero crediti verso il Servizio sanitario nazionale, servizio che nessun’altra finanziaria di settore offre ai propri clienti, tanto da aver recuperato per loro conto circa il 70% degli interessi pagati.”

“Qualche osservatore – né apocalittico né integrato, ma semplicemente attento ai dati di realtà – fa però notare che le condizioni di mercato, rispetto ai lontani anni ’80 e ’90, sono profondamente mutate, a partire proprio dal dato (strutturale, per l’attività di Credifarma) della correntezza dei pagamenti delle Asl alle farmacie, ormai pressoché a regime in quasi tutta Italia, fatte salve le immancabili eccezioni” – sottolinea la nota del Mattinale. -“Quella di mantenere sostenibile l’attività (con una struttura di 40 dipendenti) dedicandosi in via pressoché esclusiva al core business dei crediti Ssn è dunque una scommessa che Credifarma  potrà vincere soltanto a una condizione: il sostanzioso aumento dei clienti farmacisti”. La stima sul fabbisogno è  di almeno 500 nuovi clienti all’anno e la   presidente Federfarma,  Annarosa Racca ha già annunciato l’impegno del sindacato “ad a impegnarsi con ogni mezzo per il rilancio della finanziaria”.

Un impegno tanto più necessario alla luce delle novità contenute nel Ddl Concorrenza pronto all’esordio  dell’iter parlamentare, che come è noto spalanca le porte all’ingresso di soci di capitale nella titolarità dei presìdi.

Tag: Annarosa Racca / Federfarma /

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