Dl Enti locali: sarà ancora il pay back della discordia?

Pubblicato il: 22 Giugno 2016|

Quindici giorni per determinare le quote provvisorie del pay back a carico delle aziende farmaceutiche dal 2013 al 2015; altri 15 giorni per i versamenti nelle casse dei governi locali del 90% degli importi attesi per il primo biennio e dell’80% di quelli riferiti al 2015; assegnazione della quota definitiva entro  il 15 settembre; conguaglio entro il 15 ottobre. Ma per la nuova governance si può attendere fino al 31 dicembre.

Queste, grosso modo, le scadenze contenute all’articolo 21 del Dl Enti locali approvato due giorni fa dal Consiglio dei ministri che tenta di risolvere l’intricato limbo dei payback farmaceutici rischiando (si dice) di prolungarlo all’infinito. Il provvedimento è esploso a ciel sereno pochi giorni dopo che il Tavolo interministeriale, riconvocato alla Salute, non è (ancora) riuscito a trovare la quadra su governance e vecchi merletti. Sotto la lente la proposta avanzata a suo tempo dalle Regioni – che sta sullo stomaco alle aziende – e una ulteriore proposta dello Sviluppo che complicherebbe il tutto (5 tetti e chi più ne ha più ne metta). La Salute avrebbe probabilmente gradito una proposta di mediazione più commestibile, condividendo senz’altro con lo Sviluppo l’idea  che una trattativa  inattaccabile sul pay back potesse essere avviata solo dopo aver raggiunto una linea condivisa sulla governance.

A far rompere gli indugi dovrebbero essere state le pressioni da parte dei governi locali – interessati ad incassare al più presto i teorici “pagherò” già inseriti in bilancio – e l’evidente convinzione dell’Economia di poter contare stavolta su una base dati inttaccabile.

Secondo la bozza d’entrata del Ddl il meccanismo delineato per i ripiani 2013-2014-2015 prevede che l’Aifa debba rendere accessibile alle aziende tutti i dati che saranno presi come base di calcolo della spesa territoriale ed ospedaliera, consentendo alle stesse la presentazione di istanze di rettifica. Tenuto conto di queste ultime l’Aifa dovrebbe pubblicare nei 15 giorni successivi  il monitoraggio della spesa farmaceutica territoriale ed ospedaliera in cui si accerta il superamento dei tetti assegnando a ciascuna azienda la quota provvisoria di ripiano. Il calcolo definitivo sarebbe reso noto entro entro metà settembre per consentire  entro il 15 ottobre tutte le operazioni di conguaglio, a debito o a credito, sulla base degli importi versati a titolo provvisorio.

Tra le news “forti” del meccanismo delineato dalla bozza d’entrata dell’articolo 21 del Dl la punizione per le aziende che non saldano nei tempi previsti, che si vedrebbero ridurre i listini dei farmaci sotto brevetto fino a copertura della cifra corrispondente, aumentata del 20%. Inoltre il percorso tracciato si applicherebbe anche con riferimento al superamento del fondo innovativi, modificando le misure introdotte dalla Stabilità 2015 e prevedendo che se il fatturato di un farmaco innovativo è superiore a 300 milioni, la quota di sforamento del suddetto fondo è per il 50% a carico dell’azienda titolare di AIC relativa al medesimo farmaco e per il restante 50% a carico di tutte le aziende in proporzione dei fatturati relativi ai medicinali non innovativi coperti da brevetto.

Percorso a sé per il ripiano 2016 che vivrebbe i seguenti appuntamenti clou: assegnazione del budget provvisorio entro 15 giorni dall’entrata in vigore del Dl; assegnazione del budget definitivo entro il 30 settembre 2016; definizione per ciascuno dei tetti della quota di eventuale sfondamento e  indicazione delle quote a carico delle aziende da parte di Aifa entro il 31 ottobre;  definizione dello sfondamento definitivo da parte di Aifa entro il 28 febbraio 2017; versamento delle relative quote da parte delle aziende entro il 15 marzo 2017.

La base dati sarà pure inattaccabile, ma le aziende hanno già fatto sapere di essere pronte ad intasare di nuovo i Tribunali per salvarsi da una cura che sembra peggiore della malattia.

 

Tag: Dl Enti locali / Economia / pay-back / Regioni / salute / sviluppo /

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