Eli Lilly Italia compie 60 anni: nuovi investimenti a Sesto Fiorentino

Pubblicato il: 10 Luglio 2019|

Eli Lilly festeggia 60 anni di presenza in Italia e continua a investire nel nostro Paese. Tra il 2018 e il 2019 sono stati “scommessi” 65 milioni di euro sullo stabilimento di Sesto Fiorentino per la realizzazione di una nuova linea produttiva. È questo uno dei dati principali emersi oggi dall’evento “Da 60 anni insieme, per la vita”, organizzato al Lilly Campus alle porte di Firenze per il “compleanno” dell’azienda. Negli ultimi 14 anni l’azienda, prima per export farmaceutico in Italia, ha investito sul sito produttivo 517 milioni di euro (560 incluso il 2019).

Più produzione

La nuova linea produttiva sarà pronta entro l’inizio del 2020. Nello stabilimento si producono dal 2009 analoghi dell’insulina umana da Dna ricombinante e dispositivi di somministrazione. “Questo sito manifatturiero – commenta Cristiano Demolli, direttore del sito di produzione Lilly Italia – ha attirato continui investimenti dalla casa madre ed è arrivato a produrre più del 50% del totale mondiale delle insuline Lilly e di autoiniettori di un antidiabetico di ultima generazione, esportandone il 98% in circa 70 paesi, europei e extra-europei”.

Il capitale umano

Nel sito produttivo di Sesto Fiorentino lavorano circa 700 addetti, ma in tutta Italia Eli Lilly conta 1.100 dipendenti. In quest’area della Toscana per ogni posto di lavoro dell’azienda farmaceutica se ne generano altri sei nell’indotto. Festeggiando i suoi primi 60 anni l’aziende vuole porre l’accento su alcuni valori fondanti, fra cui – appunto – la valorizzazione del capitale umano.

“Il personale è altamente qualificato. Il 56% ha un titolo di laurea, con una formazione continua media annua di 6mila ore per il totale del personale”, sottolinea Roberto Pedrina, direttore delle risorse umane Italy Hub. “C’è anche una forte componente femminile, il 45% degli occupati, contro una media del 25% dell’intero comparto manifatturiero. E il 39% dei quadri e dirigenti sono donne”.

Numerose le iniziative di welfare aziendale per migliorare la qualità del lavoro. Dalla flessibilità di orario al congedo per i papà, dal “lavoro agile” al check-up per tutti, dai centri estivi per i figli all’impianto sportivo. Politiche che hanno consentino all’azienda di ottenere diversi riconoscimenti internazionali.

Multiculturalità e inclusione

Altro valore che l’azienda rivendica con orgoglio è la multiculturalità. All’interno del mondo Lilly, l’Italia è capofila di un “hub” di 19 affiliate tra Italia, Russia, Europa centrale e dell’est e Israele, dove vivono 500 milioni di abitanti con 17 lingue, 5 alfabeti, 13 monete, 12 fusi orari”. “Oggi l’affiliata italiana – continua Pedrina – soffia le sue prime 60 candeline con un personale multiculturale. Sono 17 le nazionalità rappresentate”. L’approccio “inclusivo” non guarda solo ai passaporti dei dipendenti:“Valorizziamo la diversità culturale, ma anche di genere e di generazione”, sottolinea Pedrina.

Lo conferma l’ad e presidente di Lilly Italy Hub, Huzur Devletsah: “Lavoriamo per garantire equità di accesso al lavoro e pari opportunità, declinate nel venire davvero incontro alle reali esigenze di ognuno, indipendentemente da genere, età, nazionalità, religione, abilità fisiche e inclinazione sessuale”. Per la manager turca, “le persone sono il patrimonio aziendale più importante”. E sono protagoniste di un percorso di crescita: “Negli anni abbiamo cercato di innescare un circolo virtuoso tra lo sviluppo del nostro capitale umano e la crescita degli investimenti produttivi, perché se cresciamo noi, cresce la nostra comunità e cresce il Paese. È dall’insieme d tre punti chiave (integrazione culturale, innovazione, collaborazione pubblico-privato) che l’azienda e il sistema Paese tutto possono trarre i massimi vantaggi, anche in termini di reputazione”, conclude Devletsah. Alla reputazione delle aziende farmaceutiche è dedicata una ricerca del Censis, sostenuta da Eli Lilly, i cui risultati sono stati presentati in occasione dei 60 anni dell’azienda.

“Fare sistema”

Di “fare sistema” parla Concetto Vasta, direttore Public Affairs dell’azienda, con un riferimento al dialogo tra industria del farmaco e governo: “Crediamo molto nel dialogo, abbiamo bisogno di un Paese che ‘faccia sistema’. In questi dieci anni abbiamo intrapreso un cammino di investimenti in Italia. La parte industriale c’è e anche le istituzioni devono dare un segnale. Siamo convinti che ci siano ancora tutte le condizioni per continuare a investire qui”.

Impegno in ricerca

Eli Lilly Italia si presenta al 60esimo compleanno pensando già al futuro. E il futuro è ricerca: “L’impegno nella ricerca di Lilly Italia – commenta Gianluca D’Anzeo, direttore medico dell’Italy Hub – per sostenere lo sviluppo della scienza e l’innovazione del farmaco si sta concentrando in immunologia, diabetologia, neurologia e oncologia, con un investimento annuo di circa 15 milioni di euro. Gli studi clinici attivi nel 2019 sono 74 di cui ben 9 in fase Ib/II”. I trial coinvolgono oltre 300 centri e circa 1.500 pazienti.

Tag: Eli Lilly Italia / Sesto Fiorentino /

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