“Le migliori evidenze scientifiche dovrebbero guidare tutte le decisioni che riguardano la salute delle persone: di conseguenza, nessun professionista sanitario può fare a meno di strumenti e competenze per ricercare e valutare criticamente la letteratura biomedica”. Così la Fondazione Gimbe, che oggi a Bologna ha tenuto la sua 12esima Conferenza nazionale, motiva la serie di iniziative rivolte ai giovani professionisti della sanità nell’ambito del programma Gimbe4Young.

“Dalle attività di monitoraggio indipendente del nostro osservatorio – spiega Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe – emerge che, ad eccezione di lodevoli eccezioni, metodi e strumenti dell’Evidence-based Practice (EBP) non sono stati introdotti in maniera sistematica nella formazione universitaria del medico e delle professioni sanitarie. Per tale reazione abbiamo assegnato al Segretariato italiano studenti in medicina (Sism) la borsa di studio Gioacchino Cartabellotta per condurre uno studio ad hoc, finalizzato a valutare l’insegnamento dell’Evidence-based Medicine nei Corsi di Laurea in Medicina, attraverso un’analisi sistematica dei programmi formativi e survey strutturate con gli studenti”.  Ma non è l’unica iniziativa. In occasione della Conferenza è stato consegnato l’EBP core curriculum europeo a 30 laureati e specializzandi under 32, selezionati tra oltre 300 candidati per partecipare al corso di formazione Evidence-based Practice grazie alle borse di studio che la Fondazione Gimbe ha erogato per il quarto anno consecutivo.  Inoltre, grazie al sostegno incondizionato di Assogenerici, a settembre prenderà il via la Summer School Gimbe sulla metodologia dei trial clinici, destinata a 30 giovani medici selezionati con un bando nazionale.