Ictus: 200mila casi l’anno in Italia, 80% prevenibile. Nasce Osservatorio nazionale

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Pubblicato il: 7 Luglio 2016|

È un “big killer” che spunta all’improvviso e non lascia scampo, ma che  trattato tempestivamente può essere curato o addirittura prevenuto nell’80% dei casi, soprattutto agendo su uno dei più importanti fattori di rischio ad esso correlato, la Fibrillazione Atriale, una frequente anomalia del ritmo cardiaco, causa del 15-20% di tutti gli ictus trombo-embolici, con una prevalenza sulla popolazione italiana fra l’1% e il 2%.

È l’identikit dell’Ictus cerebrale, una delle patologie a maggior rischio di mortalità e invalidità, tracciato oggi nel corso della della  presentazione dell’Osservatorio Ictus Italia, nato per iniziativa della Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale (A.L.I.Ce.) e dell’Intergruppo Parlamentare sui problemi sociali dell’Ictus, con la partecipazione di Italian Stroke Organization (I.S.O.) e European Stroke Organization (E.S.O.).

Ogni anno in Italia si registrano quasi 200mila nuovi casi di ictus cerebrale, di cui circa 10mila riguardano soggetti di età inferiore ai 54 anni, responsabili del 10-12% di tutti i decessi e degli oltre 170mila ricoverati l’anno per ictus ischemico circa 35-40mila presentano Fibrillazione Atriale: “L’Osservatorio Ictus Italia nasce proprio con l’obiettivo di stimolare tutte le iniziative necessarie ad incentivare la prevenzione e la diagnosi della malattia – ha spiegato Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia – Grazie a questa iniziativa potranno avere luogo momenti di confronto e di approfondimento sulle criticità del Ssn, e si potranno ipotizzare possibili soluzioni, promuovere l’inclusione di misure specifiche per la prevenzione e cura dell’Ictus ischemico e della emorragia celebrale all’interno dei Piani sanitari regionali e del Piano sanitario nazionale ed infine favorire la realizzazione di percorsi terapeutici e di pratiche sanitarie ottimali nella gestione del paziente in aree pilota.”

Insieme all’osservatorio è stata presentata una risoluzione elaborata dall’Intergruppo e presto in discussione alla Affari sociali della Camera che dovrebbe impegnare il Governo sulla necessità di dare maggiore spazio alla lotta contro la malattia e sono stati resi noti i risultati del primo screening di prevenzione dell’Ictus dei Parlamentari italiani, realizzato grazie al supporto dei medici di alcune delle principali strutture Universitarie ed Ospedaliere della Capitale.

Lo screening, che si inserisce tra le attività della campagna mondiale Sign Against Stroke (Firma Contro l’Ictus), ha coinvolto 334 Parlamentari tra Camera e Senato nel corso di 12 giornate durante le quali, oltre alle visite, è stata condivisa con i decisori la Carta Globale del Paziente con Fibrillazione Atriale.

“Il dato più eclatante è che all’86% dei senatori e dei deputati che hanno partecipato sono stati dati suggerimenti su cambiamenti stile vita e prevenzione – ha affermato Giampiero Dalla Zuanna, promotore dell’iniziativa in Senato – questo dimostra che questa patologia è importante e diffusa. È compito del sistema sanitario far sì che ci sia la prevenzione ma anche assicurarsi che passi poco tempo tra la scoperta dei sintomi e l’arrivo in ospedale”.    Sulla prevenzione ha insistito anche la senatrice Serenella Fucksia:  “Dobbiamo agire su prevenzione e diagnosi precoce – ha affermato – andando ad esempio nei luoghi di lavoro. Ma dobbiamo soprattutto completare la costituzione delle Stroke Unit su tutto il territorio nazionale e premere l’acceleratore sulla prevenzione”.

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