La logistica farmaceutica guarda più lontano

Pubblicato il: 16 Febbraio 2021|

Reshoring, transizione ecologica accelerata, gender equality, tecnologia digitale al servizio della tracciabilità e della sicurezza e altro ancora. Anche la logistica farmaceutica è al centro di importanti mutamenti – in qualche misura indotti dalla crisi pandemica – che nel lungo termine potrebbero avere effetti positivi quanto inattesi. Ne è convinta Elena Chiapparoli, amministratore unico di Chiapparoli Logistica (nella foto), che ne parla ad AboutPharma and MedicalDevices. Si parte dal reshoring.
In un sondaggio fatto su oltre tremila aziende globali e pubblicato a febbraio da Bank of America, i rispettivi manager hanno dichiarato di voler avvicinare almeno una parte delle loro catene di approvvigionamento, citando tra le ragioni, tariffe, automazione e sicurezza nazionale. Se lo aspettava?
In parte sì. Fino a un anno fa La globalizzazione sembrava galoppare senza più freni né regole. E invece l’emergenza Covid ha portato molte imprese a interrompere la fornitura a basso costo da Oriente a Occidente. Gli imprenditori hanno toccato con mano che una supply chain lunga e distante comporta molti rischi. Succede lo stesso anche nel nostro Paese, stiamo andando sempre di più verso un approccio local-to-local, con punti di approvvigionamento, produzione e consumo più vicini. Tra i fattori che determinano il reshoring in Italia c’è sicuramente la qualità, la competenza della manodopera e la volontà di offrire un miglior servizio al cliente. Tutte caratteristiche del ‘Made in Italy’: vero e proprio brand, terzo al mondo dopo Coca Cola e Visa. Riportare le attività produttive in Italia potrebbe aiutare a sfruttare gli effetti positivi proprio del ‘made in Italy’, aumentando la propensione all’acquisto e la qualità percepita del prodotto.
Un’azienda tutta italiana come Chiapparoli Logistica come si presenta all’appuntamento?
Diciamo che siamo dei precursori in questo senso. L’italianità è un valore in cui abbiamo sempre creduto. E oggi molti clienti tornano ad apprezzarlo. Avere a disposizione sedi locali porta grandi vantaggi perché riduce i tempi, i rischi e i costi di trasporto, e soprattutto permette di essere più agile e più vicino al cliente finale. Personalmente ho potuto verificare i vantaggi della presenza sul territorio già durante la prima emergenza Covid. La nostra scelta aziendale di coprire l’Italia intera con sedi locali oltre a quella lombarda, si è rivelata lungimirante. Infatti è stato proprio grazie allo stabilimento di Roma che siamo riusciti gestire gli ordini delle mandanti senza ritardi o rinunce. I nostri clienti hanno definito la nostra operatività “eroica” in un periodo dove tutto in Lombardia era bloccato.
Il Next Generation EU, il piano per la ripresa dell’Europa, sta imprimendo un deciso cambio di rotta a Governi e imprese. Quali possibilità e necessità intravede nel suo settore e non solo?
Credo che risorse e visione siano fondamentali. È il momento di ripensare il futuro, riducendo la disparità sociale, offrendo più opportunità ai giovani e concretizzando finalmente la transizione a un’economia verde. La logistica gioca un ruolo fondamentale in questo senso perché è interconnessa con i trasporti. Soprattutto nel nostro settore vedo l’urgenza di andare in una direzione più green. È fondamentale puntare sul trasporto ferroviario, marittimo e delle vie navigabili, studiare una mobilità pulita nelle città e regioni italiane. Attraverso un uso lungimirante delle risorse di Next Generation EU, l’Italia potrebbe sfruttare la propria posizione strategica di hub nel Mediterraneo. Una bella opportunità.
Al di là della crisi Covid, la sostenibilità ambientale rimane un impegno prioritario nei confronti delle generazioni future…
Assolutamente sì. Ho sempre creduto nella sostenibilità ambientale. Non è un caso se siamo un’azienda certificata Bio e se da anni utilizziamo i pannelli fotovoltaici. Ma una delle cose di cui vado più fiera è il progetto Green Pallet che condividiamo con il nostro cliente Bayer. È una soluzione che mira al recupero e al riutilizzo dei bancali. Ogni green pallet infatti è riutilizzabile al 100% ed è in grado di sostituire 10 pallet in legno. Permette di risparmiare più di 500 mila kg di legno. Un bel traguardo, direi.
Nel nostro Next Generation si accenna alla necessità di “sostenere l’imprenditoria femminile come strumento di autonomia economica”. Solo uno slogan o un punto fermo?
Purtroppo mi pare che fin qui nessuno abbia davvero spinto sull’acceleratore. Occorre essere convinti che la modernizzazione del Paese passi necessariamente da una maggiore presenza femminile in tutti gli ambiti, non solo a parole. Si è persa l’opportunità di esprimere e attuare la volontà di promuovere la parità di generi. E questo, da donna e imprenditrice, mi dispiace molto.
Le nuove necessità dell’emergenza pandemica hanno dato un’ulteriore spinta alle nuove tecnologie. Cosa avete adottato o implementato nei vostri processi?
Logistica e tecnologia avanzano di pari passo. È normale se si vuole essere un partner d’eccellenza. Soprattutto nel settore farmaceutico. La nostra azienda ha sempre investito in soluzioni tecnologiche innovative. Abbiamo iniziato alcuni anni fa a utilizzare l’RFID (Radio Frequency Identification) per l’identificazione automatica delle merci, in collaborazione con un nostro cliente. Grazie a questa tecnologia, il farmaco esce dalla fabbrica con un tag-microchip che tutti coloro che appartengono alla filiera possono leggere. In questo modo la tracciabilità è totale. Il tag rileva anche le temperature a cui il farmaco è stato sottoposto nelle varie fasi di trasporto e stoccaggio. Così si garantisce la massima sicurezza al paziente e si esclude la possibilità di una contraffazione del farmaco. Attualmente, sempre per migliorare la sicurezza, stiamo studiando un sistema di rilevazione di tutti gli accessi effettuati nell’area dei magazzini tramite la lettura delle targhe dei veicoli. I trasportatori potranno prenotare online le operazioni di scarico e carico rendendo più efficiente e sicuro l’intero flusso delle merci.
Il settore della logistica è spesso esposto a interessi e infiltrazioni criminali. Qual è la vostra percezione in corso di pandemia: migliore, peggiore o uguale al 2019?
La logistica è un settore molto complesso e articolato che conta circa 110 mila imprese in Italia. Sicuramente è un errore confondere specifici casi degenerati con l’industria nazionale nel suo insieme. Nel nostro comparto, la logistica del farmaco, le procedure di controllo sono continue sia da parte delle aziende farmaceutiche che da parte delle autorità competenti. In più Chiapparoli Logistica ha strutturato il proprio sistema di qualità nel rispetto delle normative vigenti rendendolo però versatile e adattabile ai requisiti di ogni cliente. Le certificazioni ISO 9001 e 14001 garantiscono la correttezza di tutte le procedure aziendali. Ma facciamo di più. Il nostro sistema Security integrato e globale tutela dal rischio di furto, dalla possibilità di manomissioni o sabotaggio e dallo spionaggio industriale. E il nostro codice etico guida tutte le scelte, i comportamenti e le attività aziendali.
Guardiamo al futuro, al dopo Covid-19. Le mosse da fare?
Non credo ci sia una ricetta. Io applico un modus operandi che ha regole molto semplici: lavorare duro, con serietà. In un momento difficile c’è ancora più bisogno di intuito, misurazione dei rischi in relazione alle opportunità, visione di mercato, un buon equilibrio di prudenza e intraprendenza. È importante non dare niente per scontato e impegnarsi in ogni singolo aspetto dell’azienda per renderla ancora più forte. I dettagli fanno la differenza perché spesso sono proprio quelli che misurano la credibilità di un’impresa. E se riesci a costruire e a conservare una forte credibilità, allora supererai con successo ogni ostacolo. Emergenza Covid compresa.
In collaborazione con Chiapparoli Logistica

Tag: Chiapparoli Logistica / Digital / logistica farmaceutica / made in Italy / reshoring / transizione ecologica /

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