Menarini, nel 2016 fatturato per 3,4 miliardi e cinquecento nuove assunzioni

Pubblicato il: 2 Febbraio 2017|

2016 con il segno più nel bilancio per il Gruppo Menarini. Lo scorso anno, infatti, il fatturato consolidato si è attestato a 3,46 miliardi di euro contro i 3,32 miliardi dell’anno precedente tanto che nel 2016 sono stati assunti cinquecento persone di cui la metà in Italia. Menarini, che ha presentato gli ultimi dati a Firenze in occasione di un incontro per fare il punto sulle strategie del gruppo, ha escluso l’ipotesi di quotazioni in borsa. ”Preferiamo investire in azienda per la nostra ricerca”, ha detto il presidente Lucia Aleotti che ha fatto un bilancio degli ultimi anni insieme a Domenico Simone, componente del Consiglio di amministrazione. In tutto sono quindici gli stabilimenti produttivi nei quali lo scorso anno sono state prodotte 570 milioni di confezioni. Dal 2000 al 2016 il gruppo ha pagato stipendi per 10,2 miliardi e imposte per due miliardi. L’Italia rappresenta il 27% del fatturato globale, ma, come ha sottolineato Simone, ”è proprio in Italia che l’azienda versa il 61% del totale delle imposte”.

Menarini continua nella sua metamorfosi, da azienda tradizionalmente farmaceutica a polo per la ricerca di nuove diagnostiche, in particolare per i tumori, e per lo sviluppo di una tecnologia in grado di produrre vaccini più velocemente di quanto si faccia ora. A tratteggiare il nuovo profilo della multinazionale è stata a Firenze, la presidente Lucia Aleotti. Nella strategia del gruppo emergono due capisaldi che sembrano diventare, nelle speranze del management, le rampe di lancio di una evoluzione in linea con quanto sta accadendo anche mondo della medicina. Nel 2016 infatti si è realizzata una joint venture, la VaxYnethic, a Rapolano vicino Siena (area che vede la presenza di altri gruppi impegnati in questa aera terapeutica) per lo studio di tecnologie innovative per la produzione di vaccini. ”È la nostra ultima scommessa – ha riferito Aleotti – quella di un nuovo metodo di produzione dei vaccini. Sono procedure che necessitano di tempi lunghi. L’obiettivo è quello di poterli realizzare in futuro con più immediatezza”. Con tempi che potrebbero, secondo le speranze dei ricercatori, ridursi di circa il 40%, garantendo l’arrivo sul mercato di maggiori quantitativi di vaccino in caso, ad esempio, di emergenze sanitarie. Lo scorso dicembre sono stati assunti dieci ricercatori under 30, alcuni dei quali rientrati dall’estero, da impegnare su questo specifico progetto.
Continua a crescere anche l’impegno nella diagnostica: è stata infatti aperta una nuova sede operativa a Bologna della Menarini Silicon Biosystem, l’azienda che ha inventato la tecnologia DepAray, acquisita nel 2013, e che in tre anni ha quadruplicato i dipendenti. La tecnologia permette di isolare singole cellule tumorali rare presenti nel sangue, per una diagnosi avanzatissima dei tumori. Un impegno nell’area diagnostica che si era già rafforzata nel 2015 con la Menarini Biomarkers per la messa a punto di nuovi marker per la diagnosi prenatale senza amniocentesi e nell’ambito dei tumori rari. Infine nel processo di internazionale si aggiunge il tassello degli Stati Uniti, con l’ultima acquisizione in casa Menarini: l’americana CellSearch Ctc, leader nell’individuazione delle tecnologie tumorali che circolano in alcune neoplasie, con l’obiettivo di integrarla con un’altra tecnologia già di proprietà dell’azienda, la DepAray. ”Lo sbarco negli Usa ha concluso Lucia Aleotti – è un sogno coltivato da molti anni, che serve a comprendere qual è la nostra visione del futuro”.

Tag: innovazione / Menarini /

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