Digital health, per migliorare la risposta ai bisogni dei pazienti serve un ecosistema sanitario

Pubblicato il: 6 Maggio 2021|

Migliorare il sistema sanitario e preservarne al contempo la sostenibilità finanziaria rappresen­ta da tempo un’esigenza comune a tanti Paesi sviluppati, diventata an­cora più urgente con la pandemia. Un duplice sforzo che i sistemi sa­nitari stanno compiendo anche con l’ausilio del digitale, che ha permes­so di garantire continuità nell’ero­gazione dei servizi durante l’emer­genza e di accelerare lo sviluppo di ecosistemi all’interno dei quali operatori di settori apparentemen­te molto diversi tra loro hanno col­laborato alla creazione di soluzioni innovative.

Il futuro delle prestazioni sanitarie

Facendo tesoro di que­ste esperienze, è possibile imma­ginare un futuro in cui le modalità di erogazione delle prestazioni sa­nitarie vengono profondamente ri­pensate, migliorando l’esperienza offerta al paziente e le sue condi­zioni di salute e contenendo i costi complessivi di gestione. In sanità, ecosistemi fondati sulla complementarità delle compe­tenze e sulla condivisione dei dati consentono di fornire agli utenti un servizio integrato e persona­lizzato, accrescere la produttività degli ospedali e degli altri fornitori di servizi, migliorare le cure e il loro accesso. Questi ecosistemi devono essere definiti sulla base dei biso­gni dei diversi pazienti e dei per­corsi di cura più efficaci per loro.

La nascita di ecosistemi

Da un lato, nasceranno ecosistemi sanitari per rispondere alla do­manda di wellness e prevenzione della popolazione sana: i pazienti si interfacceranno con un’infra­struttura digitale, in grado di offrire loro un’esperienza altamente per­sonalizzata, come accade già oggi grazie ai dispositivi indossabili; solo in alcune fasi del percorso i servizi sanitari verranno erogati nelle for­me tradizionali. Dall’altro lato, si svilupperanno ecosistemi dedicati ai pazienti con patologie, incluse quelle croniche. In questo caso la collaborazione tra erogatori di ser­vizi tradizionali, virtuali e persona­lizzati – sul territorio o a domicilio – diventa cruciale per garantire al paziente un’esperienza di qualità e migliorare il suo percorso di cura.

Tre livelli

A prescindere dal target per cui sono pensati, gli ecosistemi che caratterizzeranno il futuro dell’he­althcare sono costituiti da tre livelli: infrastruttura tecnologica, intelli­gence ed esperienza utente. L’in­frastruttura tecnologica è com­posta da un efficace sistema di raccolta, gestione e conservazione dei dati, garantendo l’interscambio degli stessi. Il livello di intelligence consente di interpretare questi dati attraverso tecniche di advanced analytics e di tradurli in indicazioni concrete, ad esempio per identifi­care una popolazione di pazienti più a rischio o per rendere più ef­ficaci i percorsi di cura attraverso la medicina personalizzata e pre­dittiva. Il terzo e ultimo livello assi­cura un’esperienza utente di facile utilizzo e di valore: ad esempio una piattaforma unica e integrata pro­gettata per soddisfare le diverse esigenze del paziente, come la prenotazione delle visite mediche, l’assistenza per il trasporto verso le strutture sanitarie, il monitorag­gio quotidiano dello stato di salute e il pagamento delle prestazioni.

Lo scenario in Italia

Il valore potenziale di un ecosiste­ma nel settore healthcare è enor­me. In Italia la strada da percorrere è ancora lunga, soprattutto a causa di ritardi nell’investimento in tecno­logie e nell’attrazione di talenti che possono rendere possibile questa trasformazione. Alcune organiz­zazioni però si stanno muovendo in questa direzione e, se saranno in grado di incorporare questo ap­proccio innovativo nella strategia e portarlo a scala, potranno cattura­re il valore in gioco e raggiungere il duplice obiettivo di efficacia ed effi­cienza a cui i sistemi sanitari tendo­no da tempo, con evidenti benefici per tutti gli attori coinvolti e per la società nel suo complesso.

Tag: big data / McKinsey / trasformazione digitale /

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