Mutilazioni genitali femminili: Toscana, per giornata mondiale di domani dichiarazione congiunta con comunità africane

Pubblicato il: 5 Febbraio 2016|

Una dichiarazione congiunta per il contrasto della pratica delle mutilazioni genitali femminili con i rappresentanti delle comunità di Somalia, Nigeria, Senegal, Egitto, Costa d’Avorio, Eritrea presenti nel territorio regionale, aperta alla firma di altri sostenitori per un anno intero. La Regione Toscana celebrerà, domani così la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili nell’ambito del convegn o “STOP MGF”, promosso da Regione Toscana, Centro di salute globale, Arci Toscana, Nosotras onlus e Fondazione Il cuore si scioglie, nell’ambito del programma regionale per il contrasto delle MGF in attuazione di un accordo Stato Regioni.
Secondo i dati più aggiornati di fonte Organizzazione Mondiale della Sanità, sono tra 100 e 140 milioni persone nel mondo che hanno subito una forma di mutilazione genitale. L’Africa è di gran lunga il continente in cui il fenomeno delle MGF è più diffuso, con 91,5 milioni di ragazze di età superiore a 9 anni vittime di questa pratica, e circa 3 milioni di altre che ogni anno si aggiungono al totale. La pratica delle MGF è documentata e monitorata in 27 paesi africani. In altri Stati (India, Indonesia, Iraq, Malesia, Emirati Arabi Uniti e Israele) si ha la certezza che vi siano casi di MGF, ma mancano indagini statistiche attendibili. Meno documentata è la notizia di casi di MGF avvenute in America Latina (Colombia, Perù), e in altri paesi dell’Asia e dell’Africa (Oman, Sri Lanka, Rep. Dem. del Congo), dove questa pratica non è mai assurta a tradizione vera e propria. Infine, sono stati segnalati casi sporadici di MGF anche in paesi occidentali, limitatamente ad alcune comunità di migranti.
“La firma di questa dichiarazione congiunta è un momento molto importante perché coinvolge anche le comunità di stranieri presenti sul nostro territorio e le impegna a una concreta azione di contrasto di queste pratiche – spiega l’assessore al diritto alla salute, Stefania Saccardi – ed è uno dei passi fondamentali del percorso che da anni viene attuato nella nostra Regione e che sta portando alla predisposizione di alcune raccomandazioni in materia: “Procedure di prevenzione, segnalazione, sorveglianza e negoziazione delle MGF tra le donne e le minori dei paesi a rischio”.
L’azione di contrasto alle mutilazioni genitali femminili coinvolge nel territorio operatori di Consultorio, Punto Nascita, Servizio Sociale, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale, servizio Gaia del Meyer, il Centro di riferimento regionale per l’MGF e il Centro di riferimento regionale per la violenza e l’abuso sulle donne adulte e minori dell’AoU Careggi e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minori ma impegna la Regione anche in progetti di cooperazione internazionale, in particolare un progetto in Niger finanziato tramite il Centro di Salute Globale e gestito da Arci Toscana con la Ong locale Coniprat  e le Asl 2 e 8.

Tag: AoU Careggi / Meyer / Regione Toscana /

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