Payback sulla farmaceutica: Assobiotec, dal Dl Enti locali una vera e propria tassa sulla R&S

Pubblicato il: 22 Luglio 2016|

“Quando è stato previsto il ripiano a carico delle imprese per una quota pari al 50% dello sfondamento, si è fatta una scelta che rappresentava di fatto una vera e propria tassa sulla Ricerca e Sviluppo. I dati che emergono dal Dl Enti locali (Dl n. 113/2016 del 24 giugno, approvato ieri alla Camera, ndr.)  confermano, se ce ne fosse ancora bisogno, che ad essere fortemente penalizzate sono le realtà che vantano un portafoglio di farmaci altamente innovativi per la cura di patologie gravi”.  Riccardo Palmisano,  Presidente di Assobiotec, commenta così, in una nota, le ricadute dell’ennesimo tentativo governativo di chiudere la partita del payback, destinato quasi certamente a naufragare sotto l’onda dei ricorsi proposti dalle aziende e in qualche caso già accolti dai Tar.

“Gli  effetti delle misure previste per il periodo 2013-2015 – sottolinea Palmisano  – concentrano più del 60% del ripiano della spesa ospedaliera a carico di solo il 5% delle aziende farmaceutiche”: un risultato frutto di un  tetto di spesa “palesemente inadeguato” che ha inevitabilmente finito per “penalizzare le aziende più innovative che immettevano nuovi prodotti nel mercato ospedaliero”. Di più: “oltre alla conferma di questa già ben nota disomogeneità di ricaduta – prosegue Palmisano –  il Dl 113/2016 presenta anche altri elementi di criticità, tra i quali palesi errori di calcolo dei dati e tempi eccessivamente contingentati, che non permettono alle aziende di programmare ed individuare la migliore strategia di azione”.

“In questo contesto è evidente quanto per le imprese sia difficile poter operare e programmare, sapendo sin dall’inizio dell’anno di dover restituire una parte rilevante dei fatturati derivanti dalla vendita dei propri prodotti”,  prosegue Palmisano sottolineando che “le aziende chiamate a contribuire al ripiano sono anche quelle che rappresentano il maggiore potenziale di sviluppo economico per il Paese.  Una situazione che rischia di vanificare tutti gli sforzi che riconosciamo essere stati sin qui compiuti dal Governo che ha incontrato, nel corso degli ultimi mesi, i vertici italiani e internazionali delle aziende bio-farmaceutiche per cercare di attrarre in Italia investimenti in ricerca, sviluppo e produzione innovativi. Ora, questo D, rischia di far fare un nuovo passo indietro alla credibilità e all’attrattività del nostro Paese con evidenti potenziali ricadute sia sul PIL sia sull’occupazione qualificata. E sarebbe un vero peccato visto che il biotech farmaceutico in particolare, rappresenta un volano della crescita economica, con un fatturato di 9,4 miliardi di euro, il 25% dei quali sono in media destinati agli investimenti in Ricerca e Sviluppo.”

“Quello a cui oggi ci troviamo di fronte –  conclude Palmisano – è solo una pressante richiesta di pagamento accompagnata da una totale incertezza sul futuro già a partire dalla spesa farmaceutica del 2016. Come hanno recentemente concordato sia il ministro Lorenzin che il sottosegretario De Vincenti è fondamentale affrontare la questione della definizione di una nuova Governance che deve prima di tutto essere sufficientemente finanziata. Si tratta di una misura assolutamente improcrastinabile anche in considerazione di previsioni di ripiano per i prossimi anni in costante crescita. Solo così si potrà superare l’ottica del breve periodo e consentire al settore uno sviluppo che sia in linea tanto con le esigenze delle Aziende che investono in Ricerca e Sviluppo quanto con i bisogni di salute della popolazione Italiana. Credo che i primi segnali di sospensive sul pagamento del payback che stanno arrivando in queste ultime ore rappresentino un elemento importante su cui riflettere e lavorare per una rivalutazione del meccanismo stesso, ma anche uno spunto per dare finalmente avvio ad una nuova governance della spesa farmaceutica, soprattutto ospedaliera, che possa contare sulle necessarie risorse. L’industria non si tira indietro a fare con responsabilità la propria parte, consapevole dell’importanza di garantire la sostenibilità dei conti pubblici, ma non può accettare la penalizzazione dell’innovazione e la mancanza di certezze per il futuro”.

 

Tag: Assobiotec / Dl Enti locali / governance farmaceutica / pay-back /

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