Plasmaderivati: l’Emilia-Romagna dona 3,5 milioni di unità a El Salvador

Pubblicato il: 31 Ottobre 2019|

Circa 3,5 milioni di unità di fattore VIII di coagulazione, farmaco plasmaderivato per l’emofilia, sono state donate dall’Emilia-Romagna a El Salvador. Destinazione finale? L’ospedale pediatrico Benjamin Bloom della capitale San Salvador. A darne notizia è un comunicato del Centro nazionale sangue (Cns), che ha coordinato l’operazione in singergia con la Regione.

Gli accordi per l’export

I farmaci, in eccedenza rispetto al fabbisogno regionale, sono stati inviati seguendo le indicazioni dell’Accordo Stato-Regioni del 7 febbraio 2013 che promuove gli accordi di collaborazione per l’esportazione di medicinali plasmaderivati a fini umanitari, grazie al quale oltre 35 milioni di unità sono state donate a paesi come Afghanistan, Albania o Armenia. Un ringraziamento ai donatori è arrivato dalla ministra della Salute salvadoregna, Ana Orellana Bendek. “Mi unisco alla gratitudine della ministra della Salute per la preziosa donazione che abbiamo ricevuto – scrive in un messaggio Raul Armando Palomo, coordinatore dei trapianti del ministero della Salute del Salvador -. Vi assicuro che i nostri pazienti pediatrici avranno grandi benefici da questo gesto altruista”.

Donare i farmaci plasmaderivat

Il fattore VIII, così come gli altri farmaci plasmaderivati, si ottiene dalla lavorazione del plasma donato, che viene affidato alle industrie per la trasformazione ma la cui proprietà rimane sempre alle Regioni. A differenza di altri paesi in Italia anche la donazione di plasma, così come quella di sangue, è totalmente gratuita. “Le donazioni dei prodotti plasmaderivati – ha sottolineato il direttore del Centro nazionale sangue, Giancarlo Maria Liumbruno – servono ad assicurare una risposta efficace alle necessità terapeutiche di quei pazienti che altrimenti, in caso di bisogno, non avrebbero adeguato accesso alle cure”.

La Regioni

Soddisfatto l’assessore regionale alla Salute dell’Emilia Romagna, Sergio Venturi: “Le istituzioni ed il sistema sangue della nostra Regione hanno da tempo dimostrato, grazie al lavoro ed all’impegno dei professionisti e delle associazioni e federazioni di donatori, di avere creato un’organizzazione che è in grado di garantire, oltre all’autosufficienza regionale, anche il contributo all’autosufficienza nazionale. La solidità della rete trasfusionale dell’Emilia-Romagna – conclude Venturi – ci ha consentito la partecipazione a questo progetto di cooperazione internazionale, motivo di grande orgoglio per tutto il sistema sangue regionale.

Tag: centro nazionale sangue / Emilia Romagna / plasmaderivati /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE