PNRR e operatori sanitari: gli investimenti previsti

Pubblicato il: 17 Maggio 2022|

L’investimento sugli operatori sanitari è uno dei grandi investimenti collegati al PNRR Missione 6 Salute. Infatti, il nuovo modello di assistenza territoriale in un’ottica One Health richiederà il potenziamento delle risorse umane sia in termini di numero che di competenze. Saranno i giovani a beneficiare di questo enorme cambiamento, per gli operatori sanitari in forza al sistema sanitario sarà sicuramente più impegnativo. La fascia degli operatori sanitari tra i 55 e i 65 anni dovrà cavalcare il cambiamento che sarà tutto sommato anche molto veloce. La pandemia è stato uno shock globale, ha costretto i governi a ripensare alla comunità, a come gestirla, proteggerla, educarla e curarla. Insieme ai problemi sono arrivate anche le soluzioni a conferma del fatto che ogni grande crisi porta con sé anche grandi opportunità e l’Europa l’ha colta.

Lo scenario alle porte

Nell’arco di quattro anni l’Italia sarà completamente trasformata: le risorse del PNNR consentono gli investimenti, gli investimenti generano lavoro, il lavoro richiede risorse umane, le risorse umane dovranno essere preparate ed essere in grado di gestire il cambiamento. Gli investimenti sono stanziati all’interno della Mission 6 del PNRR (sub investimenti previsti nell’attuazione delle misure del PNRR destinate alla salute).

La dotazione finanziaria

In funzione del rafforzamento dell’assistenza territoriale sono stati messi a sistema i fondi per 2700 borse di studio per medici di medicina generale. Per il contenimento del rischio infezione ospedaliera saranno formate 290 mila persone entro il 2026 mentre per la governance dei progetti saranno formati nei prossimi quattro anni 4500 manager dirigenti e operatori sanitari con funzioni di coordinamento e management. Per il potenziamento dell’infrastruttura ospedaliera saranno stipulati 4200 contratti di formazione specialistica per giovani medici.

Cambia l’accesso alle facoltà di Medicina

L’ambizioso sviluppo richiede la revisione delle modalità di accesso (oggi a numero chiuso) per le facoltà di Medicina e Chirurgia. Per ora è stata approvata all’unanimità in Parlamento una mozione che istituisce una nuova modalità di selezione per l’accesso: il test on Line CISIA per il quale gli studenti inizieranno a prepararsi fin dalla 4° superiore. È previsto in legge di Bilancio che nei prossimi anni si deroghi ai tetti di spesa per il personale, cosa già avvenuta per l’anno in corso, che beneficia di 90,9 milioni di euro. Nei prossimi anni le risorse destinate al personale sanitario aumentano come segue: 150 milioni (2023), 32,3 (2024), 591,5 (2025) e 1015 nel 2026.
Modificando il sistema di selezione e ingresso nelle università si potrà dare ai giovani una ragionevole previsione di ingresso alle facoltà universitarie, affinché possano canalizzare le loro energie in modo mirato ed efficiente. Dando loro prospettive di lavoro (più contratti di formazione specialistica, più progetti, più pazienti da curare, più ambiti a cui appassionarsi, dall’intelligenza artificiale alla ricerca biomedica solo per dirne alcuni) li si aiuta a immaginare una carriera professionale ambiziosa e prestigiosa anche in Italia, senza doversi per forza trasferire all’estero: quest’ultima dovrebbe essere un’opportunità non una necessità come è stato fino a ieri, nonché un’esperienza formativa e utile da fare.

I cardini della ristrutturazione del Ssn

Non va dimenticato che nel 2018 la sanità italiana si è piazzata al 4° posto della classifica di Bloomberg Health Care Efficiency per efficienza, aspettativa di vita e altri indicatori economici (ai primi posti Hong Kong Singapore e Spagna). Nella speranza di migliorare la performance, va dunque immaginato un nuovo sistema sanitario oggi in costruzione, ampliato nei servizi e aderente alle necessità del cittadino. Un sistema moderno, innovativo, efficace, efficiente e modulare, con pazienti accolti e curati in strutture all’avanguardia per organizzazione, ambienti, tecnologie e personale sanitario formato e in numero sufficiente a garantire benessere a 360° per operatori e pazienti. Pazienti seguiti con la telemedicina e una rete di assistenza domiciliare a cura di operatori sanitari competenti e professionali come e più di oggi solo tecnologicamente più all’avanguardia.

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