“Nessuno sviluppo è possibile senza ricerca, specialmente in un mondo che rischia di essere travolto dal vero e proprio tsunami della longevità di massa”. Così  Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani, commenta gli “Stati generali della ricerca sanitaria” organizzati dal ministero della Salute e aperti oggi a Roma.  “Investire nella ricerca – prosegue Messina – è l’unico modo per garantire la sostenibilità e quindi la sopravvivenza del nostro Servizio Sanitario Nazionale, sempre più gravato dai costi enormi derivanti dal processo di invecchiamento della popolazione. Si pensi che nel 2015 il 12,3% della popolazione mondiale avrà più di 60 anni. Circa il 22% degli italiani oggi ha un’età pari o superiore a 65 anni e tale percentuale è destinata raggiungere il 32,5% nel 2045. In Italia nel 2015 4,8 milioni di over 65 e 5,7 milioni di over 75 erano affetti da almeno una patologia cronica; 3,1 milioni di over 65 e 4,4 milioni di over 75 erano affetti da almeno due patologie croniche. Gli ultrasessantacinquenni assorbono circa il 68% delle spese del Servizio Sanitario per la gestione delle cronicità: il costo sanitario medio di un anziano cronico è pari a 4 volte quello pro-capite medio. A valore reale attuale l’incremento della popolazione anziana è stimato che produca la necessità di maggiori risorse finanziarie pari a 37,8 miliardi di euro”.
A fronte di tali cifre, conclude Messina, è evidente come “ricerca e innovazione siano le parole chiave per affrontare in modo lungimirante le sfide del futuro e consentire la presa in carico di cittadini sempre più anziani e affetti da patologie croniche, salvaguardando il principio dell’universalità dell’accesso alle cure che è alla base del nostro sistema sanitario”.