Una vita migliore per tutti, Viatris compie un anno e conferma il suo impegno

Pubblicato il: 3 Novembre 2021|

Vision e mission di Viatris Italia

A novembre 2020, giusto un anno fa, è stata annunciata la nascita di una nuova realtà globale nel settore farmaceutico: Viatris, frutto della combinazione di Mylan e Upjohn, in precedenza una divisione di Pfizer. L’unione ha portato alla creazione di un’azienda globale, presente in oltre 165 Paesi con più di 40 mila dipendenti e un portfolio che supera le 1.400 molecole. Fabio Torriglia, Country Manager di Viatris in Italia, nell’intervista che segue racconta l’azienda, le sue caratteristiche e gli obiettivi che si pone.

Qual è il percorso che ha portato alla nascita di Viatris?

La nascita della nuova azienda è stata annunciata a luglio 2019 e il vero e proprio lancio è avvenuto a novembre 2020. Un’operazione vincente poiché i punti di forza delle due precedenti organizzazioni, Mylan e Upjohn, hanno permesso di creare una piattaforma unica, che si trova nella posizione ideale per cambiare lo scenario della salute. Entrambe le realtà hanno fatto confluire nella nuova azienda le loro caratteristiche: Mylan ha portato un portfolio diversificato, una presenza geografica pressoché mondiale e in aree terapeutiche chiave, ma anche una solida pipeline, la propria produzione e supply chain… Upjohn ha contribuito con brand brand iconici, affidabili e di grande notorietà, e comprovate capacità commerciali, oltre a una posizione di primo piano in Cina e in altri mercati emergenti. Se guardiamo alle aree terapeutiche, la focalizzazione di Upjohn sulle malattie croniche non trasmissibili si è ben integrata con la storica presenza di Mylan nella lotta alle malattie infettive. Quindi direi due business complementari che unendosi hanno accelerato la rispettiva capacità di rispondere alle esigenze di salute in continua evoluzione dei pazienti in tutto il mondo.

Perché il nome Viatris?

È un nome che ha in sé la visione aziendale e che io trovo riesca a riassumere molto di chi siamo. Deriva dal latino, dalle parole “via” e “tris”: tracciare il percorso (via) per il raggiungimento di tre (tris) obiettivi cruciali, che sono i nostri pillar. Il primo è l’accesso, poiché puntiamo ad ampliare l’accesso a farmaci di qualità e affidabili per le persone in tutto il mondo, indipendentemente dal luogo o dal contesto in cui vivono. Il secondo è la leadership, che si concretizza nel portare avanti attività sostenibili e soluzioni innovative per migliorare la salute dei pazienti. Infine, non possiamo pensare di operare da soli per raggiungere grandi risultati: il terzo pilastro è quindi la partnership, essere un partner di fiducia per i diversi interlocutori del panorama sanitario e fare leva sulla grande esperienza comune per mettere le persone in connessione con prodotti e servizi.

Qual è il vostro obiettivo a livello globale?

È chiaramente sintetizzato dalla nostra mission che in poche parole già racconta a cosa puntiamo: consentire alle persone nel mondo di vivere una vita più sana in ogni sua fase. Una mission ambiziosa ma un traguardo a cui non si può non puntare nel mondo di oggi. Noi guardiamo al futuro, alla sanità come dovrebbe essere. Non ci limitiamo a prendere atto di come le esigenze di salute della popolazione mondiale vengono gestite oggi, dobbiamo puntare a migliorare costantemente attraverso tutti gli strumenti e le risorse di cui disponiamo e collaborando con partner dove da soli non possiamo arrivare. Per la semplice ragione che la salute è importante, ovunque e sempre, per tutti, senza differenze.

Può indicare tre punti di forza caratterizzano Viatris nel mondo e in Italia?

Direi l’ampio portfolio, la presenza capillare e la piattaforma operativa, il cosiddetto Global Healthcare Gateway. Partiamo dal primo: 1.400 molecole in un’ampia gamma delle principali aree terapeutiche ci permettono di trattare sia patologie diffuse, che impattano sulla vita di migliaia di pazienti, sia patologie rare che colpiscono un numero esiguo di persone. I nostri farmaci trattano le dieci cause principali di decesso identificate dall’Oms e più di duecento sono presenti nell’elenco dei farmaci essenziali stilato dall’organizzazione. Tutto questo è ovviamente valido pure nel nostro Paese. Anche qui vogliamo essere vicini alle persone in ogni fase della loro vita, siano esse pazienti affetti da una malattia o cittadini attenti al proprio benessere: dalla cura di sé alla prevenzione, dalla diagnosi al trattamento, dalla cronicità alla patologia in fase acuta. Come accennato, il nostro portfolio è composto da brand iconici e globali, farmaci equivalenti, biosimilari, prodotti parafarmaceutici e consumer health e siamo inoltre uno dei maggiori produttori di principi attivi al mondo.

Cos’è esattamente il Global Healthcare Gateway?

È il cuore di Viatris. Una piattaforma operativa che permette di ampliare l’accesso a farmaci e servizi per raggiungere i pazienti come non è mai stato fatto prima. È una risposta all’evolversi delle esigenze sanitarie mondiali, poiché è in grado di offrire ai nostri partner un accesso immediato a più mercati e pazienti in tutto il mondo grazie a un’infrastruttura globale e a competenze senza pari. Alcuni partner hanno asset che potrebbero essere portati su più mercati ma non sempre hanno l’expertise a livello locale o le competenze necessarie a questo fine. Grazie alla piattaforma possiamo essere un vero e proprio “partner of choice”, un partner preferenziale capace di creare valore, facendo leva su tutti i punti di forza che contraddistinguono la nostra azienda: la portata globale, le competenze, gli oltre 60 mila clienti, una capacità produttiva che supera gli 80 miliardi di dosi all’anno, l’esperienza e le capacità sviluppate a livello mondiale.

Veniamo al terzo elemento, la presenza capillare

Siamo presenti in tutto il mondo, in oltre 165 Paesi e territori. La nostra sede è negli Stati Uniti e abbiamo oltre cinquanta siti produttivi. In Europa sono undici tra produzione e packaging e cinque centri di R&D. Se caliamo questo punto di forza a livello Italia, grazie alle competenze dei nostri qualificati professionisti e alla collaborazione con i nostri partner, lavoriamo ogni giorno per mettere a disposizione i nostri farmaci e prodotti per la salute in modo capillare su tutto il territorio italiano, dalla grande città al piccolo paese: perché la salute per tutti sia un fatto concreto e non a parole.

Qualche numero sulla vostra presenza in Italia?

Basandomi sui dati Iqvia (sell-out retail MAT aggiornati a gennaio 2021), direi che siamo la prima azienda farmaceutica a valori e a volumi in Italia nel mercato retail. Nel mercato retail dei farmaci su prescrizione, che rappresentano circa metà del portfolio aziendale, siamo la seconda azienda a valori, mentre, con oltre 250 molecole, siamo la seconda azienda a volumi nel mercato dei farmaci generici. I primi cinque brand di Viatris offrono circa 4,5 milioni di trattamenti/pazienti all’anno nel nostro Paese. Inoltre, dalle farmacie ogni giorno arrivano nelle case delle persone in Italia oltre 450 mila confezioni di prodotti Viatris. Per raggiungere questi numeri possiamo contare su oltre mille collaboratori, di cui oltre il 60% opera sul territorio. Abbiamo uffici a Milano e Roma, un centro di ricerca a Monza e un sito produttivo a Confienza, in provincia di Pavia.

Cosa producete a Confienza?

In un sito di oltre 35 mila metri quadrati produciamo principalmente prodotti di personal care e cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici. Questi prodotti vengono poi distribuiti in 34 Paesi tra cui Francia, Germania, Cina, Ucraina e Svezia. Anche qui qualche numero per dare l’idea della portata del sito: produciamo 32,8 milioni di confezioni, 6.050 tonnellate di prodotto sfuso cosmetico e 154,6 milioni di compresse di integratori. Siamo molto attenti alla sostenibilità migliorando sia l’impatto ambientale del sito, sia i prodotti che vi vengono realizzati. Sono state implementate azioni concrete per promuovere il riciclo, minimizzare la produzione di rifiuti, favorire il riuso dei materiali e ridurre l’utilizzo della plastica.

La sostenibilità è un concetto che ritorna sempre nella vostra attività…

Direi che coincide con l’impegno fondamentale della nostra azienda ed è il presupposto essenziale per realizzarne la mission. Abbiamo pubblicato il primo Report di sostenibilità a maggio, raccontando le azioni congiunte che abbiamo compiuto e i risultati raggiunti nelle cinque aree in cui ci impegniamo: salute dei pazienti, dei collaboratori, delle comunità dell’ambiente e salute pubblica globale. In Italia abbiamo collaborato con tanti partner sia a livello corporate sia di brand per migliorare concretamente la salute delle persone e delle comunità e per sensibilizzare la popolazione. Durante la pandemia di Coronavirus abbiamo, inoltre, dato il nostro contributo per far fronte alla situazione emergenziale che ha affrontato il nostro Paese, dimostrando la nostra vicinanza a operatori sanitari, farmacisti e società civile. Sostenibilità è una parola che voglio portare anche nel 2022 e oltre: continuare a supportare l’Agenda 2030 dell’ONU e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile, con una particolare attenzione al terzo che è dedicato alla salute e al benessere, che è più vicino alla nostra mission. Qui possiamo davvero dare un contributo positivo, non solo con il nostro portfolio di farmaci ma anche con iniziative, progetti concreti e collaborazioni.

Quattro azioni concrete per garantire l’accesso alle cure

Garantire accesso a farmaci e servizi per i pazienti è un traguardo al quale molti attori sia pubblici che privati guardano per orientare le proprie risorse: al momento, solo metà della popolazione globale è in grado di ricevere servizi sanitari essenziali, dato ulteriormente aggravato dalla pandemia di Coronavirus. Viatris ha fatto dell’accesso ai propri farmaci e prodotti per la salute una chiara priorità, sia a livello globale sia nel nostro Paese.

Laura Borgna, Head of Hospital Care Business Unit e Policy & Market Access di Viatris in Italia, spiega come l’accesso sia in concreto un impegno quotidiano che l’azienda sostiene per dimostrare la propria vicinanza al paziente: “Il nostro impegno si articola su quattro diversi livelli: offrire accesso a farmaci esistenti e a nuovi dosaggi e formulazioni, ma anche a servizi per la salute, supportando le attività delle associazioni pazienti e delle società scientifiche; offriamo accesso a percorsi e prodotti per la prevenzione e l’educazione, e lavoriamo con gli stakeholder per garantire accesso a un’assistenza territoriale di valore”.

Prosegue Borgna: “Siamo certamente in grado di offrire farmaci dall’alto valore clinico, scientifico e terapeutico – tra i quali anche farmaci che hanno cambiato la storia naturale di alcune patologie, diventando gold standard nell’area di riferimento – garantendo al contempo la sostenibilità del sistema e supportando l’ottimizzazione delle risorse. Ma cerchiamo anche soluzioni nuove dove al momento non ci sono risposte, in aree terapeutiche che contano un numero esiguo di pazienti.

Ad esempio, nella tubercolosi multi-resistente stiamo lavorando per offrire opzioni di trattamento che non erano mai state rese disponibili in precedenza, o nella fibrosi cistica, lavorando con i nostri partner per far arrivare il prodotto ai pazienti quando e dove ne hanno bisogno. L’obiettivo è sempre lo stesso: offrire a tutti accesso alle cure, alle migliori cure, ovunque”.

Laura Borgna precisa che l’impegno nell’ambito dei farmaci impatta anche sulla ricerca di nuovi dosaggi e formulazioni, con l’obiettivo di mettere a disposizione soluzioni personalizzate che permettano di favorire l’aderenza terapeutica e rispondano alle esigenze del paziente: “ridurre il numero di capsule che un paziente con fibrosi cistica deve assumere nel corso di una giornata grazie a un nuovo dosaggio, può avere un forte impatto sulla qualità della vita e sulla compliance al trattamento; o, ancora, creare una formulazione di un farmaco per l’HIV, stabile ad alte temperature, così che possa essere utilizzato in sicurezza anche nei Paesi della fascia equatoriale o tropicale, può fare la differenza in termini di accesso e di qualità di vita dei pazienti”.

Viatris collabora con associazioni pazienti e numerosi partner per garantire anche l’accesso a servizi che possano favorire una migliore gestione della salute del paziente in numerose aree terapeutiche. Tra le iniziative supportate dall’azienda, il progetto di Fondazione Aiom e il progetto dell’Associazione italiana studio pancreas (Aisp) per l’educazione nutrizionale del paziente oncologico nell’ambito della neoplasia pancreatica, o ancora l’app “MultiAct SM” creata per aiutare i pazienti con sclerosi multipla a monitorare l’utilizzo di farmaci assunti, evitando potenziali interazioni L’impegno di Viatris tocca anche l’ambito della prevenzione ed educazione, ad esempio nell’HIV, un’area in cui l’azienda è storicamente presente.

“Circa il 40% dei 23,31 milioni di persone in trattamento per l’HIV usa i nostri prodotti – prosegue Borgna – tra cui circa il 60% dei bambini HIV positivi in trattamento nel mondo. Ai farmaci riconosciuti per la loro efficacia e tollerabilità e in continua evoluzione, si aggiunge un forte impegno nella prevenzione, al fine di educare, diagnosticare precocemente e contenere il contagio: abbiamo supportato attività che hanno coinvolto i ragazzi già nelle scuole e individuiamo progetti che possano aiutare le persone più a rischio a evitare il contagio e non dover mai diventare pazienti”. L’accesso passa anche dalla possibilità per i pazienti di disporre di un’assistenza sanitaria territoriale di valore: l’azienda sottolinea l’importanza di un continuo dialogo con gli stakeholder che devono ripensare ai sistemi sanitari del futuro, mettendo a loro disposizione le proprie risorse al fine di generare valore e promuovere l’accesso.

“Stiamo sviluppando un progetto con l’Università Bocconi in alcune regioni pilota – racconta Laura Borgna – per riunire intorno al tavolo i diversi interlocutori per proporre soluzioni finalizzate a un utilizzo ottimale dei fondi del Pnrr (es. migliorare le cure territoriali e definire nuovi modelli di gestione dei pazienti con patologie croniche non trasmissibili). È solo un esempio del ruolo che vogliamo avere nel panorama sanitario, dove puntiamo a essere un interlocutore innovativo e a contribuire alla costruzione dei nuovi assetti organizzativi della sanità italiana”.

La passione dei collaboratori è il punto di forza di Viatris Italia

Un’azienda che ha nel core business consentire alle persone in tutto il mondo di vivere una vita in salute non può che puntare allo stesso obiettivo anche al proprio interno, nei confronti dei collaboratori: Viatris ha incluso la salute dei dipendenti tra le cinque aree della sostenibilità in cui è impegnata, preoccupandosi del loro benessere e della loro sicurezza. Monica Ardielli, Head of HR di Viatris in Italia, illustra i progetti in corso per favorire lo sviluppo di un ambiente di lavoro positivo e inclusivo.

Partiamo dal contesto attuale: l’emergenza Coronavirus ha cambiato il vostro modo di lavorare?

Certamente: se si mette la salute e la sicurezza delle persone al primo posto, come fa la nostra azienda, il modo di lavorare dell’ultimo anno e mezzo non può che essere cambiato. Dal primo giorno della pandemia, infatti, abbiamo adottato la modalità da remoto per il personale di sede e fatto lo stesso nelle fasi più critiche dell’emergenza per il personale di territorio: in qualunque momento ci fosse un rischio anche minimo per la salute delle persone, o anche semplicemente la possibilità di avere un impatto negativo sulla società favorendo il contagio a causa di spostamenti non necessari, abbiamo privilegiato senza alcun dubbio lo smartworking.

Questo non significa però ognuno per sé, senza il supporto dell’azienda: abbiamo offerto formazione per imparare a utilizzare in modo corretto tale modalità di lavoro, garantito la dotazione tecnologica migliore per affrontare la situazione e approfittato di questo tempo per fare training per migliorare la nostra formazione. Nel sito produttivo di Confienza, invece, abbiamo messo in atto ulteriori misure precauzionali per tutelare il personale che ha continuato a operare anche durante l’emergenza sanitaria: grazie alla dedizione delle persone, siamo riusciti a garantire la continuità delle attività produttive e permettere ai cittadini di continuare ad avere accesso ai prodotti per la salute di cui hanno bisogno. In aggiunta a tutto questo, non ci siamo certo dimenticati del benessere dei collaboratori.

Cosa avete fatto nello specifico?

Abbiamo fatto leva sulla forza del team: la lontananza fisica non può essere una giusta ragione per sentirsi isolati, anzi, abbiamo trovato proprio nel gruppo e nel fare cose insieme la forza di restare uniti e supportarci a vicenda. Da qui è nato un programma che ha previsto attività per il benessere fisico, come lezioni di fitness live da fare tutti insieme, in qualunque parte d’Italia, video lezioni di pilates, yoga, difesa personale e supporto di un nutrizionista. Abbiamo pensato anche al benessere mentale, con lezioni di meditazione e il supporto di una psicologa per comprendere al meglio le emozioni del periodo. Abbiamo supportato anche le famiglie con attività attività dedicate ai figli dei dipendenti (laboratori creativi e lezioni di yoga dedicate) e sfruttato al meglio il momento per migliorare il nostro livello di inglese. Abbiamo mantenuto una costante comunicazione con le nostre persone, grazie ai video messaggi regolari del nostro Country Manager e a iniziative di connessione ed engagement attraverso i nostri canali “social” interni. Da questa esperienza è nato anche un racconto collettivo scritto a più mani dai dipendenti e trasformato in un libro. Ci siamo insomma davvero impegnati affinché l’esperienza drammatica e condivisa del lockdown rappresentasse un’occasione per dare concretezza ai nostri valori aziendali, per fare sentire ai nostri collaboratori un vero senso di squadra e di appartenenza.

Al termine della situazione di emergenza, visto l’apprezzamento per il programma, abbiamo scelto di continuare con attività sempre orientate al benessere fisico e mentale dei singoli e delle famiglie, ora con un taglio volto a una maggiore conoscenza delle diverse culture: scopriamo quindi insieme la cucina, le discipline sportive, i libri, i film, ma anche le peculiarità culturali e l’approccio al lavoro dei vari Paesi, nella convinzione che aprirci all’altro, diverso da noi, conoscendolo meglio può arricchire anche noi stessi.

Quanta attenzione dedicate al tema diversity & inclusion?

Accogliere le diversità e creare un ambiente inclusivo è per noi una priorità. A livello globale abbiamo lanciato gli Employee Resource Group, gruppi di collaboratori, su base volontaria, accomunati da un interesse comune che collaborano per proporre strategie che favoriscano l’inclusione. Uno di questi gruppi lavora, ad esempio, sull’assicurare un ambiente di lavoro che offra uguali opportunità a uomini e donne, favorendo la partecipazione femminile, individuando gli ostacoli che una donna può incontrare nella propria carriera e comprendendo come abbatterli.

In Italia la nostra popolazione aziendale è costituita al 50% da donne, così come il nostro management team: è da tempo che la nostra azienda è impegnata ad assicurare la parità in termini di trattamento e opportunità di carriera, ma possiamo certamente individuare nuovi strumenti e iniziative per migliorare ulteriormente. Un altro ERG si sta dedicando ai genitori che lavorano, una categoria di cui io stessa faccio parte. In Italia abbiamo programmi per i neogenitori, aderendo ad esempio al programma “Fiocco in azienda”, valorizzando la genitorialità e supportando i colleghi nelle sfide che li attendono durante la maternità e al momento del rientro.

Offriamo anche contributi allo studio per i figli dei dipendenti per tutti i diversi gradi scolastici, con una particolare attenzione ai profili più meritevoli, e contributi per le vacanze studio all’estero. Sono solo degli esempi di come l’azienda viva la diversità come un valore: i punti di vista, le individualità, le competenze, le esperienze diversificate sono una leva che dà valore aggiunto all’ambiente di lavoro e lo arricchisce.

Il mondo del lavoro si interroga sul ruolo che avrà lo smartworking nel post pandemia. Quale è la sua visione in merito?

Lo smartworking è una modalità di lavoro che avevamo iniziato ad adottare già prima della pandemia e che ritengo abbia grande valore, contribuendo all’equilibrio con la vita privata dei collaboratori, incentivando al contempo il senso di responsabilità individuale. L’emergenza Covid, se da un lato ha indubbiamente accelerato un processo di cambiamento culturale già avviato al nostro interno, dall’altro ci ha reso ancor più consapevoli di quanto sia vitale sostenere adeguatamente le persone in questo viaggio di profonda trasformazione.

I temi della tecnologia, dell’organizzazione del lavoro, della riqualificazione professionale e del concetto stesso di responsabilità manageriale sono tuttora al centro delle nostre riflessioni e sono stati oggetto anche di survey interne per cogliere ogni spunto utile a muoverci nella giusta direzione, affinchè lo smartworking rappresenti davvero un’opportunità per l’azienda e il lavoratore e non solo una modalità diversa di rendere la prestazione lavorativa Anche per questo Viatris ha cercato fin da subito, durante la pandemia, di offrire una formazione adeguata su tutti questi temi, raccogliendo poi un feedback positivo dai dipendenti che hanno percepito la vicinanza dell’azienda in un momento così complicato. Nel futuro prossimo il lavoro da remoto, che è ormai una realtà innegabile, si integrerà con il lavoro in presenza, che continuo a ritenere importante per gli aspetti relazionali che fanno parte del nostro essere persone, prima che lavoratori. Come azienda stiamo lavorando a linee guida proprio per trovare il giusto equilibrio tra tutti questi aspetti, percorrendo il viaggio insieme ai nostri collaboratori.

La presenza e la strategia in Europa

In Europa, Viatris è un’azienda leader che opera nell’ambito della salute, con una presenza in 38 Paesi. Circa 11 mila dipendenti mettono la propria professionalità ed esperienza al servizio della mission aziendale e un terzo di loro opera in uno dei sedici siti produttivi, di packaging e R&D. Il portfolio di prodotti di Viatris è in continua espansione per rispondere alle esigenze dei pazienti in tutta Europa: l’azienda è un player di primo piano nell’area della trombosi e si impegna per offrire accesso ai biosimilari, con uno dei portfoli più ampi e diversificati del settore. Numerose le aree terapeutiche coperte, che comprendono sia le malattie infettive sia le malattie croniche non trasmissibili (NCD), un ambito in cui sono in corso progetti su cui l’azienda sta investendo le proprie risorse.

“Nove dei dieci Paesi con la più alta aspettativa di vita al mondo sono in Europa, ma vivere più a lungo non significa necessariamente vivere una vita sana, attiva e indipendente. Sfide come l’aderenza alla terapia e la frammentazione dei trattamenti hanno un impatto in termini di salute per i pazienti con malattie croniche non trasmissibili, rendendo l’invecchiamento un tema importante nel continente” spiega Eric Bossan, Head of Europe di Viatris. “Supportiamo l’European Innovation Partnership on Active and Healthy Aging della Commissione Europea per creare il progetto chAnGE, che prevede la collaborazione tra stakeholder del settore farmaceutico, università e associazioni pazienti al fine di identificare iniziative che aiutino ad aumentare l’aderenza terapeutica e a realizzare modelli di cura integrati che migliorino l’accesso per i pazienti”.

Eric Bossan racconta, inoltre, come la sostenibilità sia una parola chiave per l’azienda anche in Europa: “Per noi include un modello di business percorribile che permetta un accesso sostenibile ai farmaci, il rispetto per le risorse naturali e il contributo che possiamo dare alla società attraverso il nostro lavoro. L’ambiente e la salute umana sono interconnessi, una relazione che il cambiamento climatico e la scarsità idrica mettono particolarmente in evidenza.

In Europa ci stiamo impegnando in particolare su tre fronti: in primo luogo la riduzione dell’impatto ambientale dei nostri siti produttivi, dando un importante contributo come area al risultato che abbiamo ottenuto globalmente di aumentare l’utilizzo di energie rinnovabili di oltre il 400% in cinque anni. In secondo luogo, la lotta alla resistenza antimicrobica, un obiettivo incluso anche nell’agenda della Commissione europea e dell’Onu, per raggiungere il quale è importante agire con un approccio olistico e multi-stakeholder, lavorando con i nostri partner: siamo orgogliosi di avere siglato la Davos Declaration on combating Antimicrobial resistance (Amr) e di essere membro fondatore della Amr Industry Alliance. Infine, lavorando a fianco delle associazioni di categoria, le istituzioni e diversi stakeholder, supportiamo i sistemi nazionali nell’adeguato smaltimento dei farmaci e l’iniziativa #MedsDisposal per accrescere la conoscenza di come smaltire correttamente farmaci inutilizzati o scaduti in Europa”.

Viatris In collaborazione con Viatris

 

Tag: Hiv / sostenibilità / Viatris Italia /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
Chirurgia robotica

Più applicazioni e mercato, ma i robot chirurgici sono ancora un lusso

Nonostante cresca il numero degli interventi eseguiti Italia, secondo gli esperti c’è un problema di “robot divide”, legato soprattutto al prezzo e alla manutenzione dei macchinari. La ricerca intanto fa passi da gigante. Mentre in mezzo al dominio dei grandi produttori, spunta un’eccellenza italiana

RUBRICHE
FORMAZIONE