Intelligenza artificiale, Agenas sospende la gara dopo la lettera del garante per la privacy

L’Agenas ha annunciato di aver sospeso, in via cautelativa e temporanea, la procedura di dialogo competitivo per il sub-investimento 1.2.2.4, finalizzato alla missione 6 del Pnrr, per la realizzazione della piattaforma di intelligenza artificiale a supporto dell’assistenza sanitaria primaria da 37 milioni e 750 mila euro.
La decisione è stata annunciata da Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenas, durante il convegno “Digital Health by design”, al ministero della salute questa mattina, in conseguenza della comunicazione, avvenuta lo scorso 12 gennaio, da parte del Garante per la protezione dei dati personali in merito a una richiesta di ulteriori informazioni.
Sospesa la gara
“Dopo aver lavorato un anno e mezzo, tre giorni fa il Garante ci ha detto che manca una legge sull’uso dell’intelligenza artificiale”, ha spiegato Mantoan. “Ognuno fa il proprio mestiere – ha proseguito – ma quello che vorrei ricordare è che l’intelligenza artificiale e la telemedicina sono investimenti prioritari. Nel rispetto dei ruoli, vorrei che il Garante ci aiutasse in maniera preventiva a costruire questi percorsi sapendo che sono strategici per l’Italia, altrimenti rischiamo di rimanere indietro rispetto agli altri Paese”. “Andremo dal ministro a dire che è necessaria la legge. Credo che ci sia bisogno fra le istituzioni di un leale rapporto di collaborazione nel rispetto degli altri perché nessuno vuole prevaricare”.
Richiesta di informazioni
Per l’avvocato Guido Scorza, membro del Collegio del Garante per la protezione dei dati personali, presente al convegno, “al di là della decisione autonomamente assunta dall’Agenzia, si tratta di un confronto che ha lo scopo di garantire che innovazione, salute e rispetto della privacy procedano di pari passo e che non ci si ritrovi mai a chiedere alle persone di scegliere tra l’uno o l’altro diritto”.
“Ciascuno, in questa vicenda, sta facendo il proprio lavoro e lo si sta facendo, appunto, nell’interesse comune dei cittadini. In linea di principio non si può dire che la disciplina sulla privacy vieti il ricorso all’intelligenza artificiale in sanità – dove d’altra parte è usata da tempo – né che serva sempre una nuova legge”.
“Ci sono però trattamenti, a mezzo algoritmi e non, che non possono essere realizzati in assenza di un’adeguata base giuridica e talvolta la legge è la base giuridica più utile allo scopo. Credo che, come spesso accade in questi casi, superata una fase iniziale di apparente antagonismo e contrapposizione si troverà una soluzione all’insegna del bilanciamento tra diritti.”
Investimento in telemedicina
Riguardo ai prossimi passi che l’Agenzia sta compiendo come soggetto attuatore della piattaforma di telemedicina, Mantoan ha sottolineato inoltre l’importanza dell’operazione allestita.
“Stiamo creando – ha detto – un sistema unico al mondo per cui i dati sanitari di quasi 60 milioni di abitanti saranno in rete”. “Quello che stiamo facendo è un investimento superiore, un sistema che a livello centrale permetta di usare i dati sanitari non solo per la cura ma anche per la programmazione. Abbiamo bisogno di un modello predittivo. La piattaforma di telemedicina comporta 250 milioni di partenariato. Lo abbiamo fatto in collaborazione permanente con l’Anac che ci ha dato un supporto straordinario”.


SEGUICI SU