Si profila uno scontro istituzionale, almeno nell’indirizzo politico, sul tema dei brevetti contro Covid-19. Il Parlamento europeo, infatti, contrariamente alle linee adottate dalla Commissione Ue ha approvato una risoluzione per sospendere temporaneamente la proprietà intellettuale sui prodotti medicali per contrastare Sars-Cov2. La mozione è stata adottata con 355 sì, 263 no e 71 astenuti.

Parlamento contro Commissione

Si delinea quindi uno stallo tra i due organismi dell’Ue. Da una parte il legislativo che dopo lunghi dibattiti è arrivato a una decisione sul tema. Dall’altra l’esecutivo che propone la cosiddetta “terza via” ossia licenze volontarie (le altre vie sono appunto le licenze obbligatorie e l’attuale status quo). Il governo europeo è maggiormente dubbioso sul liberalizzare tutto conscio che una decisione di questo tipo comporterebbe comunque del tempo affinché i Paesi si attrezzino per produrre in proprio un vaccino. Dall’altra, però, il Parlamento ha espresso chiamaramente, nella sua seduta plenaria del 9 giugno, una posizione diametralmente opposta puntando sulle licenze obbligatorie (che prevedono un risarcimento alle aziende).

Una decisione sofferta

Ma non si è arrivati alla decisione seguendo un percorso lineare. Nell’assemblea del 19 maggio 2021 l’emiciclo era spaccato in due. Da una parte i partiti di sinistra puntavano a sospendere da subito i brevetti con il Gruppo dei Verdi a guidare la pattuglia. Dall’altra il più solido partito popolare europeo capofila dei conservatori, più disposti a rivedere alcune logiche di mercato che minerebbero la diffusione e distribuzione dei prodotti. “Bisogna eliminare le barriere legate all’esportazione di materiali e vaccini, specialmente per paesi come Regno Unito e Stati Uniti. Le donazioni devono essere incrementate. La produzione deve aumentare drasticamente non solo qui, ma anche in Africa, Asia e America latina”, aveva detto l’olandese Esther de Lange del Ppe. “Biden non offre soluzioni tempestive, poiché la rinuncia ai brevetti è una procedura lunga e complessa. Quello di cui abbiamo davvero bisogno, è di inviare subito aiuti ai paesi poveri”, aveva fatto eco il romeno Dacian Ciolos del Gruppo Renew.

La Banca mondiale al fianco delle farmaceutiche

Intanto la Banca mondiale fa sapere che è contraria alla sospensione dei brevetti sposando la posizione tanto cara all’industria. Niente proprietà intellettuale, niente innovazione. A dirlo è stato David Malpass, il presidente dell’istituzione bancaria numero uno al mondo. Tra l’altro, secondo le sue proiezioni, il Pil globale sarà in crescita nel 2022 del 4,3% a seguito dell’accelerazione delle vaccinazioni nei Paesi sviluppati.