Decreto appropriatezza archiviato con i nuovi Lea. Da ministero e Fnomceo un manifesto comune

Pubblicato il: 14 Luglio 2016|

“Il medico potrà continuare a prescriver tutto quanto riterrà necessario, secondo le evidenze scientifiche e le regole previste dall’organizzazione del Servizio sanitario nazionale”. Con queste parole, scritte su un manifesto rivolto ai cittadini che sarà distribuito negli studi dei camici bianchi, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e la presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), Roberta Chersevani, archiviano le polemiche sorte alla fine dell’anno scorso con il cosiddetto “decreto appropriatezza” (DM 9 dicembre 2015). Un provvedimento che va in soffitta – come era già accaduto all’ipotesi di sanzioni per i medici dal comportamento prescrittivo altamente inappropriato – con lo schema di decreto sui nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), illustrato oggi nel corso di una conferenza stampa al ministero della Salute, che prevede nei fatti l’abrogazione del decreto appropriatezza.

“Con i nuovi Lea abbiamo superato il decreto appropriatezza. Sulle condizioni di erogabilità e appropriatezza. Si introduce un regime prescrittivo, condiviso con i medici e le società scientifiche, basato soprattutto sulla responsabilità. Il decreto era nato con l’obiettivo di creare una cultura diversa che permettesse di responsabilizzare i professionisti nel prescrivere, ma quel metodo, applicato, non ha dato i risultati sperati”. Il monitoraggio della appropriatezza non riguarderà la singola ricetta, ma il comportamento prescrittivo generale. Per quanto riguarda i paletti per la rimborsabilità da parte del Ssn, non si applicano più alle 200 prestazioni indicate nel vecchio decreto, ma a molte meno, circa 40. E sono vincoli soprattutto legati a test genetici, medicina nucleare e poco altro. Per il resto, nessun obbligo di note in ricetta, ma solo l’indicazione del quesito diagnostico.

Con questo passaggio, secondo la presidente della Fnomceo, si archiviano “molte delle ansie dei medici sulle prescrizioni”. Ora – sottolinea Chersevani – si può “tornare a un elemento che a noi era già molto chiaro, alla responsabilità prescrittiva: il medico ha tra i suoi compiti quello di prescrivere tenendo conto delle evidenze scientifiche e del fatto che ci sono delle regole”. Positivo il giudizio di Giacomo Milillo, segretario della Fimmg, il sindacato dei medici di famiglia: “Prendiamo favorevolmente atto della decisione di abbandonare la chimera della ‘appropriatezza prescrittiva’ che proponeva in realtà un modello di medicina amministrata antitetica ai progressi della ricerca, sempre più orientata alla personalizzazione delle cure. Quello che occorre ora è promuovere invece l’appropriatezza organizzativa”.

Tag: appropriatezza / Fimmg / FNOMCeO / Lorenzin / medici / Milillo / ministero salute /

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