Lilly continua a scommettere sull’Italia

Quando il ciclo economico farà registrare un cambio di tendenza – insomma, quando ci risolleveremo dalla crisi – il Pharma di certo avrà fatto la sua parte. La sta facendo ora, infatti – quando la crisi dà segni di cedimento, pare – e l’ha fatta in piena crisi: ricordiamo le recenti notizie sugli investimenti di Merck Serono a Bari e di Sanofi a Brindisi. Ora è il turno della statunitense Lilly, che ha inaugurato la seconda linea di produzione nel suo polo di Sesto Fiorentino e ha annunciato di voler continuare a scommettere sul nostro Paese, con una nuova tranche di investimenti da 70 milioni di euro: serviranno per lanciare a Sesto Fiorentino una terza linea di produzione di insuline e ulteriori linee per autoiniettori dei nuovi farmaci anti diabetici. Detto per inciso, il Pil attivato da Lilly nel solo 2013 – e quindi prima di metter mano a ulteriori investimenti – è stato di 700 milioni di euro in Italia e circa 400 milioni in Toscana. Con i nuovi investimenti, dovrebbe crescere a 950 milioni in Italia e quasi 600 milioni in Toscana.
Ma non basta: Lilly ha in programma di espandere il polo italiano, per farlo diventare un centro di riferimento, a livello mondiale, per la produzione di nuovi farmaci biotecnologici in fase di sviluppo.
Insomma, una raffica di impegni – e di buone notizie per l’Italia – assunti ieri, in occasione dell’appuntamento “Tracciamo le linee dell'industria farmaco tra salute, ricerca e sviluppo”. La convention, neanche a dirlo, si è tenuta a Sesto Fiorentino, e l’annuncio di nuovi investimenti, con un certo pragmatismo, è stato accompagnato da un buon elenco di numeri: il progetto si tradurrà in 230 milioni di cartucce di insulina prodotte, oltre a 45 milioni di penne per l'insulina e 16,5 milioni di dispositivi autoiniettori per nuove terapie anti diabetiche. Questa “capacità di fuoco” sarà raggiunta con l’avvio della terza linea di produzione, della quale Lilly non si è limitata a comunicare il lancio: sarà finita nel 2015.
Quindi, per restare ai dati concreti, l’investimento della multinazionale statunitense nel Belpaese raggiungerà i 400 milioni in 10 anni, e genererà una crescita sostanziale dei posti di lavoro: dagli attuali 510 ai 700 previsti per il 2017.



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