Apparecchi acustici, stop dell’Antitrust ad amplificatori spacciati per dispositivi medici

apparecchi acustici
Pubblicato il: 4 Dicembre 2017|

Vendevano semplici amplificatori, pubblicizzandoli come apparecchi acustici per i problemi uditivi. Alla pari di dispositivi medici, ma senza averne i requisiti. Per queste ragioni, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) è intervenuta nei confronti delle aziende Shoplandia e V.V., definendo la modalità di vendita dell’amplificatore “Ghost” una “pratica commerciale scorretta”. Un provvedimento a cui si è aggiunto quello del Tribunale di Ferrara, che ha ordinato lo stop alla “pubblicità ingannevole” del prodotto, promosso dal 2015 sia in televisione, sui social network e porta a porta. Sulla vicenda interviene oggi con una nota l’Associazione nazionale audioprotesisti professionali (Anap).

Apparecchi acustici vs amplificatori

“Siamo soddisfatti del provvedimento dell’Agcm e della decisione del Tribunale di Ferrara di accogliere positivamente l’istanza cautelare che abbiamo portato avanti insieme con l’Associazione nazionale audioprotesisti”, commenta Gianni Gruppioni, presidente di Anap. La vicenda giudiziaria – spiega la nota dell’associazione – ha accertato che Shoplandia e V.V. giocavano sulla confusione tra “amplificatore acustico” (Ghost) e “apparecchio acustico”. Si tratta di dispositivi molto diversi: gli amplificatori acustici amplificano nella stessa misura tutti i suoni e sono usati occasionalmente nelle situazioni in cui è necessario un aiuto per favorire le normali capacità uditive, ma non sono una soluzione per chi ha problemi di udito. Gli apparecchi acustici, invece, sono  dispositivi medici registrati al ministero della Salute in classe IIa, prescritti da un medico e adattati alle esigenze del paziente da un audioprotesista qualificato, dopo un accurato esame dell’udito.

Affidarsi a esperti qualificati

Secondo il presidente di Anap, ad aggravare la condotta di Shoplandia e V.V. è stato anche il ricorso, per la vendita del prodotto, a “personale non formato, privo di conoscenze nel campo dell’udito e delle protesi acustiche” e quindi non autorizzato a dare consigli. “In Italia – conclude Gruppioni – l’unico soggetto abilitato per legge alla correzione dei problemi dell’udito è il tecnico audioprotesista, che ha effettuato uno specifico percorso universitario di tre anni. La tutela e la salvaguardia dell’udito devono essere affidate a professionisti laureati e costantemente formati come sono gli audioprotesisti e non lasciate nelle mani di persone guidate solo da interesse commerciali”, conclude Gruppioni.

 

Tag: anap / Antitrust /

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