Effetto inflazione sui medicinali equivalenti: a rischio le forniture

Viatris
Pubblicato il: 10 Maggio 2022|

L’aumento dei costi delle materie prime sta travolgendo le aziende di tutti i settori e anche l’industria farmaceutica non è immune dalla fiammata dei prezzi dell’ultimo semestre. Dopo la pandemia che ha messo sotto pressione l’intera filiera, ora l’incremento delle materie prime, i rincari dell’energia e le difficoltà della catena di approvvigionamento dovute alla guerra Russia-Ucraina stanno aggiungendo onerosità produttive fuori controllo che, a differenza di altri settori industriali, non possono essere ribaltate sui prezzi finali dei farmaci, imposti e regolati. Sempre più a rischio la continuità nell’approvvigionamento dei farmaci e l’accesso alle cure per i pazienti. Un prezzo troppo alto da pagare.  Per questo motivo l’industria farmaceutica ha lanciato l’allarme agli stakeholder e alle istituzioni, ponendo l’attenzione sull’aggravarsi di un fenomeno che potrebbe avere conseguenze molto pesanti sul settore della salute.

Inflazione galoppante

Durante la pandemia, le chiusure forzate e i colli di bottiglia nella filiera hanno portato, a fine 2021, a un tasso di inflazione mai visto prima, pari al cinque per cento in Europa (4,2 per cento in Italia). L’inizio del 2022, con il completamento della campagna vaccinale e la pandemia sotto controllo, aveva fatto sperare in una decelerazione della dinamica inflattiva, ma l’attacco della Russia all’Ucraina e la conseguente guerra hanno fatto svanire le speranze di una normalizzazione dei prezzi, portando a marzo di quest’anno il tasso al 7,5 per cento nell’area euro (6,5 per cento in Italia), sostenuto principalmente dal caro energia. Un aumento che l’industria farmaceutica, in particolare la produzione di medicinali equivalenti, non riesce ad assorbire a causa della rigida politica di prezzo e rimborsabilità (P&R) esistente in Europa. Medicines for Europe (che rappresenta un comparto con oltre 400 stabilimenti di produzione e 126 siti di ricerca e sviluppo), Egualia (associazione dell’industria dei farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines in Italia), insieme con le altre associazioni nazionali di categoria e le aziende hanno unito le loro voci per ribadire che gli attuali sistemi di tariffazione e rimborso non sono più sostenibili, chiedendo alle istituzioni di rivedere i modelli di negoziazione in uso. Occorre agire subito, dicono le associazioni, per difendere un settore che nell’Unione europea rappresenta il 67 per cento a volumi e il 29 per cento a valori del mercato farmaceutico. Ad oggi, tre farmaci equivalenti su quattro sono prodotti in Europa, il comparto genera circa 190 mila posti di lavoro e ha raddoppiato l’accesso dei pazienti a determinati trattamenti. Un big player degli equivalenti come Viatris è particolarmente sensibile al tema. Lo testimoniano ad AboutPharma Artur Cwiok, Fabio Torriglia e Sanjeev Gulati, rispettivamente Cluster Head, Southern Europe, Country Manager in Italia e Head of Oral Solid Dose Manifacturing and Regional Operations Europe, di Viatris. Artur Cwiok ricopre anche la carica di VP di Medicines for Europe e Fabio Torriglia quella di VP di Egualia.

Il rischio per i farmaci equivalenti

“La situazione è molto seria e potrebbe complicarsi ulteriormente – spiega Artur Cwiok – in quanto ci sono già casi come quello del Belgio in cui, in un anno, un medicinale con brevetto scaduto su cinque è scomparso dal mercato1. Uno studio pubblicato da un gruppo di consulenza indipendente ha dimostrato che un aumento relativamente modesto dei prezzi del 4-5 per cento nell’industria dei farmaci equivalenti metterebbe a rischio fino a un quarto di tutti i farmaci a brevetto scaduto2. Se pensiamo che rappresentano il 70 per cento di tutti i trattamenti in Europa, possiamo immaginare quanto serio sia il problema. Significherebbe lasciare migliaia di pazienti senza cure. Facendo un esempio concreto, possiamo citare la metformina che è una pietra miliare del trattamento del diabete e rappresenta un trattamento di prima linea. In un anno, tre prodotti a base di metformina su otto sono già scomparsi dal mercato austriaco. In Germania, un altro medicinale di vitale importanza come il tamoxifene, utilizzato nel trattamento di alcune forme di cancro al seno, è a rischio. Mentre alla fine del 2006, nel mercato tedesco c’erano diciannove produttori di farmaci a base di tamoxifene, ora ce ne sono soltanto quattro a rifornire la maggior parte del mercato, in alcuni casi utilizzando fornitori identici3. Servono azioni concrete nel più breve tempo possibile”.

Più costi meno ricavi meno investimenti

L’inflazione ha impattato quasi tutti i settori ma per alcuni, come quello alimentare, l’aumento dei costi di produzione è stato riversato sui consumatori finali. Nell’industria dei farmaci equivalenti e biosimilari questo non è possibile, perciò, molte realtà aziendali non trovano più conveniente continuare la produzione. “Molte imprese in ambito alimentare e bevande – spiega Fabio Torriglia – sono state costrette a tagliare i costi riducendo le dimensioni delle confezioni, diminuendo le promozioni o aumentando i costi al dettaglio. Gli incrementi sono andati dal cinque per cento degli alimenti, compreso alcool e tabacchi, al 2,7 per cento dei servizi (fonte Eurostat)4. Nella maggior parte delle nazioni europee, i medicinali con brevetto scaduto sono soggetti a regolamentazione dei prezzi e non riescono ad ammortizzare il caro energia e il caro materie prime. Il settore, perciò, è molto vulnerabile agli shock economici che comprimono i margini aumentando il costo degli input. Il già citato studio che analizza l’impatto dei costi di produzione e delle materie prime energetiche sui margini di profitto dei medicinali con brevetto scaduto dimostra come l’assottigliarsi di questi ultimi rende di fatto la produzione finanziariamente non sostenibile5. Abbiamo lanciato l’allarme per impedire che si interrompa il rifornimento di questi medicinali. L’80 per cento delle terapie si basa su prodotti con brevetto scaduto. Ci sono farmaci molto importanti, come piperacillina e tazobactam, un antibiotico usato in ospedale per le infezioni batteriche, che potrebbe scomparire dal mercato perché i produttori non riescono a compensare gli alti costi delle materie prime. È urgente intervenire subito per evitare l’emergenza del ritiro dei medicinali essenziali. Noi, come Egualia, stiamo portando il tema su tutti i tavoli istituzionali per chiedere un intervento immediato”.

Gli effetti sulla supply chain

Il collasso dei porti durante la pandemia, il rincaro delle materie prime, la scarsità dei microchip e la mancanza di trasportatori sono alcuni degli effetti più visibili della situazione economica globale sulla supply chain. “I costi delle materie prime sono triplicati – aggiunge Sanjeev Gulati – e le tariffe di spedizione sono sei volte più costose6. A causa delle sanzioni contro la Russia, si ipotizza inoltre che in futuro i costi del trasporto marittimo potrebbero aumentare di oltre tre volte così come quelli del trasporto aereo7. I costi energetici sono aumentati di oltre il 230 per cento l’anno scorso: il prezzo del gas è superiore a 10 volte il tasso normale e ha toccato il picco di 345 euro per megawattora, lo scorso marzo8. Con le possibili sanzioni europee alle importazioni energetiche russe, come strumento di contrasto alla guerra, potremmo vedere i prezzi schizzare ancora più in alto. Se non si possono abbattere i costi di produzione bisogna intervenire sul prezzo finale altrimenti le aziende non saranno più in grado di produrre farmaci che sono indispensabili per la cura dei pazienti”.

Le proposte

L’intervento per riportare la situazione al punto di equilibrio, sia in sede europea sia nei singoli Stati membri, non può più essere rimandato. I molteplici modelli europei di determinazione dei prezzi e degli appalti attualmente in utilizzo necessitano di un aggiornamento per garantire la redditività a lungo termine del mercato dei medicinali con brevetto scaduto e prevenire così la carenza di medicinali. Diversi nuovi modelli sono attualmente in studio, sottolineano i tre manager di Viatris intervistati, ma al momento la priorità è di adottare misure di emergenza per garantire la fornitura di medicinali con brevetto scaduto messa a rischio dall’aumento dei costi. La proposta è quindi di rendere flessibili, in tutta Europa, i meccanismi di controllo dei prezzi di questi medicinali, al fine di consentire al settore di adeguarsi agli attuali livelli di inflazione e rimanere competitivo. “Come Egualia chiederemo ad Aifa, all’interno di un tavolo di discussione, di definire una nuova governance del farmaco – conclude Fabio Torriglia – individuando un approccio più flessibile alla revisione dei prezzi dei farmaci essenziali, al fine di evitarne il ritiro dal mercato a causa dell’impatto dei fenomeni inflattivi e dei maggiori costi di produzione. Inoltre, suggeriremo una revisione delle procedure regolatorie riguardo stoccaggio e giacenze, che rappresentano ad oggi ulteriori fonti di aggravi economici. Infine, auspichiamo vivamente la rimozione di tutti i vincoli all’interno del prontuario ospedale-territorio (Pht) per favorire davvero e ovunque l’accesso alle terapie, dando ai medici di medicina generale la possibilità di prescrivere farmaci rimborsabili senza limitazioni distributive (vedi ad esempio la distribuzione per conto) nonché procedure di gara non più incentrate esclusivamente sul prezzo”.

Note 

1) Medaxes, Generic Medicines Day 2021 Webinar; 2) Capgemini, New Regulation and Generic Medicine Shortages: Impact and Solutions; 3) Fonte: Comunicato stampa Progenerika del 21.03.2022; 4) Fonte: Apnews; 5) Capgemini, New Regulation and Generic Medicine Shortages: Impact and Solutions; 6) The Print, Pharma industry warns of Covid drug shortages as raw materials prices surge 200%; McKinsey, What’s going on with shipping rates? 7) Business Insider, Russia’s war on Ukraine could triple ocean shipping rates to $30,000 per container, expert says; Aircargo News, Airfreight rates expected to continue to rise; 8) EuroNews, Why Europe’s energy prices are soaring and could get much worse; Fonte: Indipendent e Wall street journal

Tag: ALTEMS / Banca mondiale / Boehringer Ingelheim / Confindustria / Confindustria dispositivi medici / egualia / Fabio Torriglia / farmindustria / fondo monetario internazionale / Medicines for Europe / osservatorio conti pubblici italiani / Viatris /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE