L’intelligenza artificiale al servizio del capitale umano

Nel mercato globale, dove agilità e compliance devono viaggiare di pari passo, il Gruppo Chiesi punta a superare i 6 miliardi di euro di fatturato entro il 2030. Digitalizzazione e intelligenza artificiale non sono più opzioni, ma motori per ridisegnare il rapporto con pazienti e professionisti sanitari.
Emanuele Camera, Vice President, global commercial excellence del Gruppo Chiesi, illustra la visione e la genesi della partnership pluriennale con Salesforce, spiegando come la tecnologia possa liberare il potenziale delle persone sul campo.
In un contesto regolamentato e globale come quello del Pharma, quali sono le priorità per un gruppo come Chiesi?
Dal punto di vista della commercial excellence, la priorità è coniugare compliance, agilità e capacità di creare valore lungo tutta il customer journey.
Con una strategia di crescita ambiziosa verso il 2030, Chiesi vuole rafforzare l’execution commerciale integrando customer experience e sales excellence in un ecosistema commerciale completo (end-to-end). Significa innanzitutto adottare una piattaforma progettata nativamente per integrare l’AI.
Nel medio periodo, l’obiettivo è valorizzare le nostre persone e favorire una collaborazione efficace tra sales, marketing, medical affairs e value access, rendendo il field team più produttivo.
Quanto è stato importante selezionare un partner come Salesforce per migliorare l’engagement?
Il progetto richiederà almeno tre anni per una piena implementazione globale. Avevamo bisogno di una piattaforma a prova di futuro, capace di rispondere alle esigenze di Chiesi dei prossimi 5 anni e oltre.
Salesforce è il partner ideale per accompagnarci in questo percorso, grazie alla capacità di investire costantemente nell’evoluzione e di anticipare i trend tecnologici, come l’integrazione dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di rendere l’engagement con i nostri customer sempre più personalizzato, efficace e orientato al valore condiviso.
In che modo utilizzate Salesforce Agentforce Life Sciences?
Il roll-out della piattaforma non è ancora iniziato: si tratta di un programma a lungo termine. L’obiettivo di Chiesi è costruire un ecosistema commerciale che superi la tradizionale “rapportazione” delle interazioni e gli aspetti di compliance.
La logica di Agentforce riflette proprio questa visione: agire come un “business companion” a supporto delle persone Chiesi.
Inoltre, centralizzare tutte le informazioni in un’unica piattaforma permetterà di arricchire il patrimonio informativo utilizzato dai team, rendendoli più produttivi e focalizzati sul valore generato per la salute.
Chiesi investe da anni in innovazione: come si inserisce questa partnership nella visione futura dell’azienda?
Per Chiesi l’innovazione unisce ricerca, processi e tecnologia, ma il vero fattore abilitante resta il capitale umano. La partnership con Salesforce si inserisce pienamente in questa visione: la tecnologia è una leva per liberare il potenziale delle persone.
Nel pharma l’elemento umano rimane centrale, soprattutto nelle decisioni con forti implicazioni etiche e scientifiche. La complessità del nostro settore richiede interpretazione, responsabilità e collaborazione.
Il vantaggio competitivo è la capacità delle persone di usare la tecnologia in modo consapevole, responsabile e collaborativo.


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