Make to Care di Sanofi Genzyme, ecco gli otto progetti finalisti

Pubblicato il: 7 Ottobre 2019|

Sono otto i progetti selezionati per la finale della quarta edizione del contest Make to Care, ideato da Sanofi Genzyme. I finalisti sono stati selezionati tra i più di 40 progetti candidati alla sezione “Salute e qualità della vita” della Call for maker lanciata anche quest’anno da Maker Faire Rome – The European edition che aprirà le sue porte presso la fiera di Roma il prossimo 18 ottobre.

I finalisti

Il 16 ottobre, in occasione della finale del contest che si tiene a Roma alla Galleria del Cardinale, il comitato di valutazione decreterà i due vincitori di quest’anno che si aggiudicheranno un’esperienza formativa finalizzata ad acquisire conoscenze e contatti per sviluppare ulteriormente le proprie idee.

  • EasyEM La felpa che chiudi con una sola mano – La felpa “che chiudi con una sola mano”, come tutti gli altri prodotti della gamma (pantaloni, giubbotti), rispetta le esigenze di chi le indossa è pensata per chi ha disabilità croniche o neurologiche, problemi di deambulazione, fratture o amputazioni, chi utilizza protesi ed è su sedia a rotelle.
  • Katelab Dal caos all’opportunità: tavoli di progettazione integrata di spazi riabilitanti – Ambienti di vita e arredi riabilitanti per riscoprire la bellezza e la dignità di spazi e luoghi abitati dalla disabilità, sia essa congenita o acquisita a seguito di un trauma. Favoriscono il recupero di abilità cognitive e una completa autonomia nella gestione della quotidianità.
  • LETIsmart LUCE e VOCEOrientarsi e muoversi in città in tutta sicurezza, di Marino Attini con SCEN e il supporto di Unione Italiana Ciechi e Irifor – Due soluzioni hi-tech per migliorare l’autonomia dei disabili visivi, che si applicano al classico bastone bianco senza inficiarne ergonomia e peso. Una fonte di luce bianca che pulsa in condizioni di scarsa visibilità e un dispositivo che fornisce informazioni vocali e permette di attivare una segnalazione acustica personalizzata per essere guidati a destinazione.
  • Maestro Una lente per toccare la realtàdi Estro technologies – Riconoscere, provare e sperimentare oggetti e situazioni sociali grazie a un dispositivo che integra machine learning e realtà aumentata. Permette a persone con disturbi del neurosviluppo di interagire con il mondo in autonomia e sviluppare nuove abilità. Per la rete di supporto è uno strumento concreto che mette al centro la qualità di vita del soggetto.
  • Mosaic Tecnologia e formazione per l’inclusione dei bambini con autismo a scuola, di FifthIngenium – Smart objects interattivi e intuitivi, personalizzabili e programmabili in base alle esigenze del singolo bambino. Un sistema di e-learning, supportato da un team multidisciplinare, per formare gli insegnanti sui temi dell’autismo e sulla tecnologia “Mosaic”. Il progetto nasce per favorire e promuovere l’inclusione e la socializzazione di bambini con disturbo dello spettro autistico all’interno della scuola elementare.
  • SAFE@HOME L’abitare possibile, in autonomia, dell’Istituto tecnico superiore per le nuove tecnologie della vita “A. Volta” di Trieste – L’IoT (internet of things) al servizio dell’active ageing e dell’autonomia domestica. Un prototipo di casa che, grazie a sensori e piattaforma cloud, offre report e alert al caregiver, al personale sanitario e tecnico/manutentivo. Garantisce la continuità assistenziale e la presa in carico di persone con deterioramento cognitivo. Il progetto è stato realizzato nell’ambito del programma formativo-professionale “ITS4.0” voluto dal MIUR in collaborazione con l’Università Cà Foscari di Venezia.
  • Sala da thè inclusiva Un servizio al tavolo inclusivo che utilizza i cinque sensi e mette al centro la persona, di Elena Colombo – Teiera, tester, sistema per le ordinazioni e vassoio per un servizio al tavolo a misura di personale e clientela normodotata o con disabilità sensoriali (ipovedenti e sordomuti), fisiche e psichiche. Un progetto di co-sviluppo che ha permesso di sviluppare un codice analogico multisensoriale per le ordinazioni.
  • Tourist Eyes – Viaggiare in sicurezza grazie a un’app, di vEyes – Algoritmi di computer vision, intelligenza artificiale, telecamere e rete 5G si trasformano in una guida turistica personale che orienta e conduce il viaggiatore con disabilità visiva ai suoi punti di interesse.

Il concorso e il secondo report Maketocare

Nato nel 2016 Make to Care è oggi la contaminazione tra tre mondi: ospedali e centri di ricerca universitari con i pazienti insieme a esponenti della manifattura digitale (maker, start-upper e giovani imprenditori). Inoltre grazie alla partnership tecnico-scientifica di Polifactory e il supporto di Fondazione Politecnico di Milano, dal 2018 Make to Care è anche un progetto di ricerca permanente sull’open-innovation.

Tag: Sanofi Genzyme /

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