Telemedicina e monitoraggio, Covid-19 non ferma la mission di Roche Diabetes Care

Pubblicato il: 7 Ottobre 2020|

L’arrivo di Rodrigo Diaz de Vivar alla guida di Roche Diabetes Care Italia non è stato dei più facili. Il nuovo General Manager si è seduto sulla poltrona della divisione Diabetes Care della multinazionale svizzera in piena emergenza Covid-19 e fin da subito si è dovuto confrontare con le dinamiche che la pandemia ha scatenato. Non solo per l’infezione in sé ma soprattutto per le difficoltà che i pazienti affetti da diabete hanno dovuto affrontare durante i mesi di quarantena: l’impossibilità delle visite specialistiche, il monitoraggio complesso e l’aderenza non sempre efficiente alla terapia. Forte della lunga e consolidata esperienza, Roche Diabetes Care Italia ha messo in campo una serie di strategie per fronteggiare l’emergenza. Nell’intervista che segue, Diaz de Vivar spiega non solo la prospettiva dell’azienda ma anche la mission in un periodo tanto delicato, anticipando in che modo la società potrà continuare a proporre soluzioni di valore aggiunto per i pazienti.

Qual è stato il ruolo di Roche Diabetes Care Italia durante la pandemia del Sars-Cov2 nel nostro Paese?

Io sono arrivato quando la situazione era già critica ma ci siamo mossi rapidamente. Roche, intesa come casa madre, è divisa in Pharmaceutical, Diabetes Care e Diagnostics ed è stato lanciato un programma tutt’ora attivo chiamato “Roche si fa in 4”. Dal punto di vista della patologia diabetica, abbiamo puntato su nuove forme di soluzioni digitali per aiutare i pazienti a seguire le proprie terapie da remoto. È stata resa disponibile la soluzione che si chiama “RocheDiabetes Home Care” che permette alle persone di stare a casa e al medico di monitorare e gestire a distanza il paziente. Le informazioni sono scambiate in tempo reale grazie anche a mySugr app.

Nello specifico cosa è necessario per la gestione della patologia?

Noi da sempre abbiamo sviluppato e portato varie tipologie di soluzioni innovative per le persone con diabete. Siamo un’azienda che punta proprio a questo e abbiamo la consapevolezza che molte persone non raggiungono i target glicemici. Ma c’è di più, perché il diabete è una patologia con un grande impatto sociale e richiede non solo la personalizzazione delle terapie ma anche attenzione alle proprie abitudini di vita. Data la complessità, le soluzioni “stand alone” non sono più sufficienti e per questo motivo ci siamo attivati per una gestione che preveda l’integrazione tra soluzioni digitali e servizi customizzati. Con questi elementi possiamo arrivare a migliori medical outcome e, di conseguenza, rafforzare l’intero sistema salute. In sostanza siamo passati da una “value proposition stand alone” a una “integrated personalized diabetes management value proposition” con nuovi servizi e soluzioni digitali e nuovi servizi personalizzati.

In quest’ottica rientra quindi un nuovo approccio alla telemedicina o, più nello specifico, al telemonitoraggio anche pensando al vostro progetto Telemedicine R-evolution

Abbiamo investito molto negli ultimi tre anni nello sviluppo di soluzioni digitali. Nel 2016 abbiamo acquistato mySugr App che permette ai pazienti di registrare le misurazioni. In Italia abbiamo iniziato una collaborazione con Meteda per la Cartella Clinica Diabetologica, per la digitalizzazione dei dati clinici per integrare l’app con le nostre soluzioni di telemonitoraggio. Abbiamo lanciato Telemedicine R-evolution per supportare e aiutare il sistema salute a superare tutti gli ostacoli guardando da più punti di vista anche perché ci sono grandi sfide da affrontare dal punto di vista del sistema healthcare.

Quali, ad esempio?

Oggi possiamo fare le transazioni bancarie o comprare online stando comodamente seduti a casa. Perché non può accadere lo stesso per le consultazioni mediche? Questa è la nostra idea e le restrizioni dovute a Covid-19 hanno intaccato molto le abitudini sanitarie di interi gruppi di pazienti, soprattutto se parliamo di anziani che vanno protetti da potenziali infezioni. A nostro avviso, l’integrazione delle soluzioni digitali permette di alleggerire il carico amministrativo e burocratico e consente ai clinici di avere rapporti più stretti e continuativi nel monitoraggio dei pazienti per migliorare l’aderenza terapeutica. Aggiungo che è importante visitare il medico una volta al mese ma fino alla visita successiva la persona è lasciata sola. Questo periodo fuori dalla clinica è ricco di difficoltà per il paziente, e in quel periodo insieme al Sistema Salute possiamo individuare le soluzioni per fare la differenza per il paziente.

L’obiettivo comune delle vostre iniziative è quello di “democratizzare” le terapie e le soluzioni curative per tutti i pazienti, corretto?

Nonostante un mercato avanzato vediamo una grande diseguaglianza sul territorio in termini di rimborso, accesso e visite specialistiche. Con le soluzioni digitali possiamo colmare una parte di questi gap. Chi vive nelle aree urbane o nelle zone rurali deve avere accesso alle terapie in egual misura e le soluzioni a cui stiamo pensando sono un catalizzatore per democratizzare la qualità dei servizi per i pazienti in Italia. Nel corso degli ultimi 3-4 mesi abbiamo attivato oltre 200 Centri di Diabetologia e più di mille persone possono oggi essere gestite anche attraverso la telemedicina, a distanza. La nostra missione è fare in modo che tutti i pazienti possano avere accesso alle medesime possibilità.

Chi è Rodrigo Diaz de Vivar 

Il nuovo Amministratore Delegato di Roche Diabetes Care Italia si è formato in Ingegneria prima in Messico e successivamente ha conseguito un Master in Ingegneria presso l’University College di Londra. Nel 2003 inizia a lavorare con PwC in Svizzera prima di passare nel 2007 al gruppo Roche, società che non abbandonerà più. Inizia come Audit Manager nel 2007 in Svizzera, dove ha svolto audit operativi in varie aree geografiche per il settore farmaceutico, diagnostico e nell’ambito del diabete. Nel 2010 è diventato direttore Finance & Business Operations a San Paolo presso Roche Diagnostics Brasile, ruolo che ha ricoperto anche nell’affiliata messicana dal 2012. In Roche Pharma Messico nel 2014 è stato nominato direttore Finance & Administration e dal 2016 ha ricoperto il ruolo di Business Unit Head of Foundation Medicine Messico, società che il gruppo Roche ha acquisito al 100% nel 2018. Dal novembre 2018 è stato Sub-Region Head dell’area settentrionale latino-americana e inizia l’esperienza nel campo della diabetologia. A marzo di quest’anno, infine, arriva la nomina a General Manager dell’affiliata italiana di Roche Diabetes Care.

 

In collaborazione con Roche Diabetes Care Italia

Tag: diabete / roche diabetes care / telemedicina /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE