Vaccino di Astrazeneca contro Covid, stop ai test per effetti avversi imprevisti

farmacia dei servizi
Pubblicato il: 9 Settembre 2020|

Un solo caso di effetto avverso in Regno Unito ha determinato lo stop dei test del vaccino di Astrazeneca contro Covid. Un terremoto che mette in discussione molti aspetti della strategia profilattica messa in campo dall’Italia e dall’Europa dopo la chiusura di contratti di approvvigionamento di milioni di dosi. La società anglo-svedese ha fatto sapere che lo stop temporaneo consentirà di riesaminare il caso e rivedere i dati sulla sicurezza. Il titolo in Borsa a Wall Street ha subito un pesante calo, -6%.

Azione di routine

Sempre Astrazeneca spiega che la pausa fa parte di protocolli di routine già previsti. Partirà quindi un’indagine indipendente per valutare lagravità della situazione e capire se l’intero ciclo produttivo e di sperimentazione è stato messo a rischio. Per quanto siano frequenti o comunque non inusuali degli arresti di questo tipo in fase di sperimentazione, è altrettanto vero che i tempi per una distribuzione sicura, in queste condizioni, potrebbero allungarsi dando ragione indirettamente a chi, più prudentemente, ha ritenuto in queste settimane che sarebbe stato difficile avere dosi già per la fine del 2020. Pascal Soriot, Chief executive officer della società ha affermato: “AstraZeneca mette al centro del proprio lavoro la scienza, la sicurezza e gli interessi della società. Questa è solo una sospensione temporanea che prova come l’azienda segua questi principi, in attesa che il comitato di esperti indipendente valuti questo singolo caso di reazione avversa. Ci faremo guidare dal comitato sulla ripresa del trial, in modo da poter continuare il nostro lavoro al più presto per fornire il vaccino modo ampio, equo e senza profitto durante la durata della pandemia”.

Niente allarmismi

“La battuta di arresto del vaccino AstraZeneca di Oxford è fisiologica e normale, non è uno stop ma una fase di valutazione, non è mai stato sviluppato un vaccino in un anno”, ha detto Andrea Crisanti ordinario di microbiologia all’Università di Padova a 24Mattino su Radio 24. “Si tratta di processo lungo e complesso, che coinvolge circa 100mila persone, lo sviluppo di un vaccino dura circa 5 anni. Giustificato fare degli sforzi perché si tratta di una misura che dal punto di vista costi ed efficacia è la più conveniente ma ci vuole tempo”. Anche Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), interpellato dall’AdnKronos, interviene sul tema: “Mi auguro che sia una sospensione temporanea, perché qui la ‘giuria’ deve ancora esprimersi. Si deve valutare se una reazione sospetta su un volontario sia associata veramente al vaccino, oppure no. Questo per ora non si può dire. È facile da immaginare che possa succedere qualcosa su 30mila persone che vengono testate. E dobbiamo ricordare che, in generale, la stragrande maggioranza delle denunce di effetti collaterali alla fine non ha niente a che vedere con i vaccini. Mai dimenticarlo”.

Il fatto

La cautela della società deriva dal fatto che uno dei pazienti trattati in fase di sperimentazione (su oltre 50 mila) ha manifestato gravi effetti collaterali e ciò ha portato alla decisione di interrompere tutto per condurre ulteriori indagini. Dati sugli effetti collaterali (febbre, dolori muscolari, irritazione e infezione cutanea nel punto di inoculazione del vaccino e mal di testa) erano già emersi nella fase I/II dei trial, ma apparivano di grado lieve o moderato.

E ora?

La certezza matematica che tutto sarebbe filato liscio non c’è mai stata, tuttavia le aspettative erano elevatissime. Basta dare uno sguardo agli accordi che l’azienda ha firmato con numerosi Paesi nel mondo (tra cui Usa e appunto l’Ue e l’Italia stessa) per la fornitura e per il sostegno alla ricerca. Contratti in alcuni casi miliardari (come quello americano di oltre un miliardo di dollari) su cui ora si posano delle ombre e delle incertezze. Anche nella competizione tra aziende questo evento potrebbe essere significativo se pensiamo ai prodotti di Pfizer/Biontech o Moderna che tallonano da vicino (tanto che la Cnn parla di una prima possibile approvazione del prodotto di Pfizer già a metà ottobre).

 

 

 

 

Tag: Astrazeneca / covid-19 /

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L’Esg non basta più: serve coraggio per determinare impatto

Per Mario Calderini, docente alla School of Management del Politecnico di Milano, la grammatica ambientale, sociale e di governance muove decine di migliaia di miliardi ma ha prodotto poche trasformazioni reali. Occorre perseguire un bisogno sociale per il quale mercato non vede profitto, lasciando che l’innovazione ricomponga il conflitto

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Vaccino di Astrazeneca contro Covid, stop ai test per effetti avversi imprevisti

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Pubblicato il: 9 Settembre 2020|

Un solo caso di effetto avverso in Regno Unito ha determinato lo stop dei test del vaccino di Astrazeneca contro Covid. Un terremoto che mette in discussione molti aspetti della strategia profilattica messa in campo dall’Italia e dall’Europa dopo la chiusura di contratti di approvvigionamento di milioni di dosi. La società anglo-svedese ha fatto sapere che lo stop temporaneo consentirà di riesaminare il caso e rivedere i dati sulla sicurezza. Il titolo in Borsa a Wall Street ha subito un pesante calo, -6%.

Azione di routine

Sempre Astrazeneca spiega che la pausa fa parte di protocolli di routine già previsti. Partirà quindi un’indagine indipendente per valutare lagravità della situazione e capire se l’intero ciclo produttivo e di sperimentazione è stato messo a rischio. Per quanto siano frequenti o comunque non inusuali degli arresti di questo tipo in fase di sperimentazione, è altrettanto vero che i tempi per una distribuzione sicura, in queste condizioni, potrebbero allungarsi dando ragione indirettamente a chi, più prudentemente, ha ritenuto in queste settimane che sarebbe stato difficile avere dosi già per la fine del 2020. Pascal Soriot, Chief executive officer della società ha affermato: “AstraZeneca mette al centro del proprio lavoro la scienza, la sicurezza e gli interessi della società. Questa è solo una sospensione temporanea che prova come l’azienda segua questi principi, in attesa che il comitato di esperti indipendente valuti questo singolo caso di reazione avversa. Ci faremo guidare dal comitato sulla ripresa del trial, in modo da poter continuare il nostro lavoro al più presto per fornire il vaccino modo ampio, equo e senza profitto durante la durata della pandemia”.

Niente allarmismi

“La battuta di arresto del vaccino AstraZeneca di Oxford è fisiologica e normale, non è uno stop ma una fase di valutazione, non è mai stato sviluppato un vaccino in un anno”, ha detto Andrea Crisanti ordinario di microbiologia all’Università di Padova a 24Mattino su Radio 24. “Si tratta di processo lungo e complesso, che coinvolge circa 100mila persone, lo sviluppo di un vaccino dura circa 5 anni. Giustificato fare degli sforzi perché si tratta di una misura che dal punto di vista costi ed efficacia è la più conveniente ma ci vuole tempo”. Anche Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano), interpellato dall’AdnKronos, interviene sul tema: “Mi auguro che sia una sospensione temporanea, perché qui la ‘giuria’ deve ancora esprimersi. Si deve valutare se una reazione sospetta su un volontario sia associata veramente al vaccino, oppure no. Questo per ora non si può dire. È facile da immaginare che possa succedere qualcosa su 30mila persone che vengono testate. E dobbiamo ricordare che, in generale, la stragrande maggioranza delle denunce di effetti collaterali alla fine non ha niente a che vedere con i vaccini. Mai dimenticarlo”.

Il fatto

La cautela della società deriva dal fatto che uno dei pazienti trattati in fase di sperimentazione (su oltre 50 mila) ha manifestato gravi effetti collaterali e ciò ha portato alla decisione di interrompere tutto per condurre ulteriori indagini. Dati sugli effetti collaterali (febbre, dolori muscolari, irritazione e infezione cutanea nel punto di inoculazione del vaccino e mal di testa) erano già emersi nella fase I/II dei trial, ma apparivano di grado lieve o moderato.

E ora?

La certezza matematica che tutto sarebbe filato liscio non c’è mai stata, tuttavia le aspettative erano elevatissime. Basta dare uno sguardo agli accordi che l’azienda ha firmato con numerosi Paesi nel mondo (tra cui Usa e appunto l’Ue e l’Italia stessa) per la fornitura e per il sostegno alla ricerca. Contratti in alcuni casi miliardari (come quello americano di oltre un miliardo di dollari) su cui ora si posano delle ombre e delle incertezze. Anche nella competizione tra aziende questo evento potrebbe essere significativo se pensiamo ai prodotti di Pfizer/Biontech o Moderna che tallonano da vicino (tanto che la Cnn parla di una prima possibile approvazione del prodotto di Pfizer già a metà ottobre).

 

 

 

 

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