Influenza aviaria, Efsa: “Si sta diffondendo”

Seppur limitati, sono stati identificati 300 casi in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. Nessun evento registrato nell'uomo

Il 30 settembre l’Autorità per la sicurezza alimentare dell’Ue aveva già avvisato gli Stati membri su un possibile pericolo che le migrazioni di volatili da Russia e Kazakistan avrebbero potuto avere sugli ecosistemi occidentali e diffondere, quindi, il virus dell’influenza aviaria. Un richiamo a prendere misure decise in ottica di contenimento dell’agente patogeno, in sostanza. Ora l’Efsa torna a ribadire il concetto già esposto: la malattia inizia a diffondersi.

I contagi recenti

Seppur limitati, sono stati identificati 300 casi in Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito. La maggior parte dei casi riguarda animali selvatici che possono essere pericolosi per i pollai. Il rischio di contagio è relativamente alto.

Nessun caso umano

Al momento il salto di specie è scongiurato. Il rischio di spillover, infatti, è considerato piuttosto basso. Tuttavia la trasmissione del virus va tenuta sotto controllo per evitare proprio il salto. Nik Kriz, capo dell’unità di salute animale e delle piante dell’Efsa ha dichiarato: “Per prevenire future escalation è necessaria la collaborazione tra autorità di salute animale, dell’ambiente e dell’uomo. In altre parole un approccio One Health”. In questo senso, infatti, la nuova analisi Efsa è stata condotta insieme all’European centre for disease prevention and control (Ecdc).