Dispositivi diagnostici in vitro: come cambia il quadro normativo (dalla direttiva al regolamento)

Il 26 Maggio 2022, dopo un periodo di transizione di cinque anni, verrà applicato il nuovo regolamento europeo sui diagnostici in vitro (IVDR). Introduce numerose novità, molte delle quali comuni alla normativa sui dispositivi medici, anche se maggiormente impattanti per il settore degli IVD. *IN COLLABORAZIONE CON 1MED

Ivdr

L’attuale pandemia Covid-19 sta offrendo un’opportunità senza precedenti nel dimostrare il ruolo cruciale che i dispositivi diagnostici in vitro (IVD) hanno nella medicina moderna. La domanda sempre più alta di test diagnostici per la rilevazione del virus e il tracciamento dei contagi ha permesso di evidenziare quanto gli IVD rappresentino un ausilio indispensabile per l’assistenza sanitaria, in quanto capaci di fornire informazioni importanti per il paziente, da diagnosi, screening, monitoraggio della progressione di moltissime malattie alla previsione delle risposte a trattamenti specifici. Gli IVD consentono infatti interventi precoci e mirati, aiutano a ridurre le degenze ospedaliere e le convalescenze, migliorando il benessere pubblico in generale.

Obiettivi e scadenze del nuovo regolamento

Negli ultimi due decenni, la marcatura CE e l’immissione sul mercato dell’Unione Europea degli IVD sono state regolamentate dalla Direttiva 98/79/CE, che prevedeva la sua trasposizione negli ordinamenti dei singoli Stati membri secondo le diverse interpretazioni su base nazionale.

Al fine di garantire un livello elevato di sicurezza e di salute pubblica, che appianasse le divergenze interpretative tra gli Stati Membri, continuando a salvaguardare la libera circolazione dei prodotti in tutta l’UE e sostenendo, al tempo stesso, i significativi sviluppi scientifici e tecnologici che hanno fortemente caratterizzato gli ultimi decenni.

Il 5 aprile 2017, dopo una lunga negoziazione tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, è stato approvato il Nuovo Regolamento UE 2017/746 relativo ai dispositivi diagnostici in vitro (IVDR), che è entrato ufficialmente in vigore il 26 Maggio 2017.

Il Regolamento UE 2017/746, gemello del Regolamento UE 2017/745 relativo ai dispositivi medici (MDR), rappresenta senza dubbio uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi 20 anni nel settore della diagnostica in vitro: esso è stato concepito, come si recita nel Considerando (1) del testo di legge, per stabilire un quadro normativo solido, trasparente e sostenibile per gli IVD, che si allinei con i progressi tecnologici in ambito medico-diagnostico, senza perdere di vista la salute dei pazienti.

I cambiamenti più significativi di IVDR

Contrariamente alla Direttiva, il Regolamento è direttamente applicabile e non deve essere recepito a livello nazionale. Esso andrà ad abrogare e sostituire la Direttiva vigente definitivamente a partire dal 26 Maggio 2022, data di applicazione dell’IVDR, dopo un periodo di transizione di cinque anni, contro i tre anni originariamente previsti per l’MDR, durante il quale i Fabbricanti e tutti gli attori coinvolti, sono stati chiamati ad allinearsi gradualmente ai nuovi requisiti. L’IVDR introduce numerose novità, molte delle quali comuni al Regolamento sui dispositivi medici, anche se maggiormente impattanti per il settore dei diagnostici in vitro. Le elenchiamo di seguito

Estensione del campo di applicazione

 Il Regolamento estende il campo di applicazione degli IVD rispetto alla Direttiva, includendo i dispositivi ad alto rischio fabbricati ed utilizzati in un’unica struttura sanitaria (“in-house” test), i servizi di diagnostica a distanza (“internet-based” test), i test che forniscono informazioni sulla predisposizione ad una malattia (test genetici), i test che forniscono informazioni utili a prevedere la risposta o le reazioni a un trattamento (test diagnostici di accompagnamento), e i software medici.

 Nuovo sistema di classificazione

 Viene introdotto un nuovo sistema di classificazione, che sostituisce quello basato su “liste” della Direttiva: gli IVD vengono classificati in accordo a specifiche regole, in base alla loro destinazione d’uso e al loro potenziale rischio. Delle quattro classi di rischio identificate (A, B, C e D), solo gli IVD di classe A (esclusi quelli sterili) rimarranno in autocertificazione.

Attualmente sono presenti sul mercato europeo oltre 50.000 IVD. Si stima che siano meno del 20% quelli che ad oggi hanno certificati rilasciati da Organismi Notificati in conformità alla Direttiva, ma diventeranno l’80% in conformità al Regolamento.

Maggiore controllo degli Enti di certificazione

Norme più rigorose sono poi previste per la designazione degli Organismi Notificati e un maggiore monitoraggio dovrà essere garantito da parte delle Autorità Competenti dei singoli Stati membri e della Commissione. Finora solo 6 ON sono designati in accordo al Regolamento IVDR, contro i 18 operanti in accordo alla Direttiva, e i 23 già designati per MDR.

Questi numeri, unitamente all’ingente percentuale di IVD che necessitano di un ON per la certificazione, fanno presagire il sovraccarico di lavoro che gli ON si troveranno ad affrontare a breve.

Nuove procedure di valutazione della conformità

Per ciascun IVD, il Fabbricante dovrà completare la valutazione di conformità per il rilascio della certificazione CE IVDR secondo procedure che cambiano a seconda della classe di rischio e della tipologia di IVD. Nel caso in cui sia necessario un ON, questi verificherà la documentazione tecnica per valutare l’aderenza del prodotto ai requisiti, sempre più stringenti, del Regolamento.

In generale, per IVD di classe di rischio superiore è riservato un controllo e un livello di dettaglio maggiore dei documenti forniti. I tempi e i processi di certificazione, soprattutto per alcune categorie di prodotto, diventano quindi sempre più lunghi e complessi.

Ad esempio, per gli IVD di classe D, è per la prima volta richiesto il coinvolgimento di un laboratorio di riferimento dell’UE che verifichi le prestazioni dichiarate e la conformità alle specifiche comuni. Inoltre, in assenza di specifiche comuni, e in caso di prodotti innovativi, potrebbe essere richiesto da parte dell’ON un parere ad un gruppo di esperti indipendente e opportunamente designato.

Inoltre, per alcune tipologie di IVD, come i test diagnostici di accompagnamento, l’ON consulta anche un’Autorità Competente designata dagli Stati membri, o l’EMA.

Valutazione delle prestazioni, evidenze cliniche e sorveglianza post-market

L’IVDR rafforza in modo significativo i requisiti sulla valutazione delle prestazioni degli IVD: specifica i tre elementi che la costituiscono (validità scientifica, prestazione analitica e prestazione clinica), e in che modo devono essere dimostrati, e chiarisce quale documentazione deve essere redatta. Il livello di evidenze cliniche richiesto aumenta proporzionalmente con la classe di rischio, e i Fabbricanti sono invitati a condurre studi sulle prestazioni cliniche che forniscano prove sulla sicurezza e sulle prestazioni dei loro prodotti. Anche i requisiti per la sorveglianza post-market sono notevolmente rafforzati e pongono ulteriormente l’accento sull’importanza della continua valutazione e gestione dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita, per garantire una maggiore salvaguardia della salute pubblica.

Maggiore tracciabilità e trasparenza

Un’altra importante novità riguarda l’introduzione di un sistema di identificazione unico (UDI) che consentirà la facile rintracciabilità dei dispositivi. Ciò faciliterà, ad esempio, il richiamo rapido ed efficiente dei dispositivi che presentano un rischio per la sicurezza dei pazienti/utilizzatori. Parallelamente, l’IVDR prevede la creazione di una banca dati (EUDAMED) che permetterà di avere un quadro vivente del ciclo di vita di tutti i prodotti sul mercato dell’UE, accessibile anche al pubblico.

Obblighi degli operatori economici

Mandatari, importatori e distributori acquistano con l’IVDR un ruolo del tutto complementare a quello del Fabbricante. Sono chiaramente specificate le loro funzioni e responsabilità nella catena commerciale, rendendoli protagonisti attivi della sicurezza del dispositivo.

Il lungo percorso verso l’implementazione IVDR

Quelli sopraelencati sono solo alcuni dei più significativi cambiamenti imposti dal nuovo assetto regolatorio e richiedono grandi sforzi da parte di tutti gli attori coinvolti. I fabbricanti sono tenuti a comprendere e valutare le implicazioni del nuovo regolamento e a mettere a punto un piano esecutivo di implementazione, che comprenda modifiche alla documentazione tecnica esistente, un aggiornamento del proprio sistema di gestione della qualità e una riconsiderazione del proprio portfolio di prodotti.

Sempre più prodotti da certificare

D’altro canto, è necessario che un numero sempre maggiore di ON ottenga la designazione IVDR per far fronte alla domanda sempre più ingente di prodotti da certificare. Parallelamente, dovranno essere designati anche i laboratori di riferimento EU e nominati i gruppi di esperti coinvolti in alcune procedure di valutazione della conformità. A completare il tutto, si rende necessaria la pubblicazione di standard armonizzati in accordo al nuovo regolamento, linee guida e specifiche comuni per facilitare il lavoro delle parti interessate. Fondamentale diventa quindi il contributo attivo da parte anche degli Stati Membri e della Commissione Europea.

Transizione agli sgoccioli

Tuttavia, considerando che siamo giunti al termine del periodo di transizione, che si concluderà il 26 maggio 2022, il tempo rimasto per adeguarsi ai rigorosi requisiti introdotti con il Regolamento si può ritenere quasi scaduto. Le disposizioni transitorie che consentono ai dispositivi di continuare ad essere immessi sul mercato fino al 26 maggio 2024, e messi a disposizione fino a maggio 2025 si applicano solo ai dispositivi con valido certificato CE rilasciato da un ON secondo Direttiva e sotto determinate condizioni.

Completare il processo di valutazione

Tutti gli IVD in autocertificazione in accordo alla Direttiva, che rappresentano la maggior parte dei dispositivi attualmente presenti sul mercato, e che per effetto del nuovo sistema di classificazione richiederanno l’intervento di un ON, dovranno invece completare il processo di valutazione della conformità e ottenere la certificazione in accordo a IVDR inderogabilmente entro la data di applicazione, salvo concessione della proroga di un anno, come richiesto a maggio 2021 da associazioni di pazienti, esperti di diagnostica e rappresentati delle industrie farmaceutiche, in una lettera indirizzata al gruppo di lavoro IVD MDCG di EMA.

Si richiede quindi, ora più che mai, uno sforzo collaborativo da parte di tutti gli attori coinvolti per assicurare l’accesso al mercato europeo, e quindi ai pazienti, degli IVD, dispositivi essenziali in ambito di salute pubblica.

Homepage della rubrica “Ivdr: sfide e opportunità del nuovo regolamento”

boiron In collaborazione con 1MED