Inflazione, Medicines for Europe scrive al Consiglio Epsco dell’Ue: senza aiuti a rischio la fornitura di medicinali essenziali

Pubblicato il: 13 Giugno 2022|

L’inflazione galoppante non preoccupa soltanto le banche centrali alle prese con le strategie per calmierare i prezzi. Anche le aziende produttrici di farmaci temono che l’aumento generalizzato di prezzi possa impattare sull’approvigionamento di medicinali essenziali. Il Comitato esecutivo di Medicines for Europe, l’associazione che da oltre 20 anni rappresenta l’industria dei generici e de biosimilari in Europa, ha inviato una lettera formale alla commissione Salute del Consiglio europeo e alla Commissione europea, in particolar modo ai commissari Stella Kyriakides, Thierry Breton, Paolo Gentiloni e Kadri Simson, per sottolineare la grave situazione che si prospetta per la fornitura di farmaci essenziali alla salute. Il mercato dei farmaci generici e biosimilari, infatti, rappresenta quasi il 70% della prescrizione di medicinali a costi bassi per i sistemi sanitari dell’Ue, si legge nella lettera.

La situazione internazionale ed europea

“Nell’ultimo decennio, i farmaci off-patent sono stati soggetti a una rigorosa regolamentazione dei prezzi, all’austerità di bilancio e a regole di gara per il prezzo più basso – sottolinea il Comitato esecutivo di Medicines for Europe – causando una sostanziale erosione dei margini e una situazione insostenibile per i produttori. Una situazione esacerbata dalla crisi del Covid-19 e dalla guerra in Ucraina, che hanno fatto aumentare drammaticamente l’inflazione generale, i costi delle materie prime e dei trasporti. L’inflazione è salita in Europa a oltre il 7%, un livello che non si vedeva da decenni, e questa dinamica si sta combinando con fattori esterni che aggravano la situazione per i nostri settori”. Nella lettera alle istituzioni Ue, l’associazione dell’industria dei generici e biosimilari individua quattro aspetti che influiscono sul peggioramento del quadro economico del settore, già compromesso in passato.

L’impennata dei costi energetici

Il primo riguarda l’impennata di costi energetici e delle forniture. La guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia hanno fatto aumentare i prezzi dell’energia nell’Unione europea del 65% per quanto riguarda il gas e del 30% per l’elettricità (dati relativi al primo trimestre di quest’anno). “Alcuni dei nostri produttori rischiano di avere forniture razionate di gas. Ciò potrebbe avere un impatto diretto e immediato sulla fornitura di medicinali per l’Europa”, si legge nella lettera.

Difficoltà di approvvigionamento

Per quanto riguarda la logistica: i costi di trasporto stanno aumentando notevolmente (fino al 500%) a causa dei colli di bottiglia causati dalla pandemia Covid-19 e dalla guerra in Ucraina. Si può ben immaginare quale sia l’impatto sulla consegna di medicinali in tutta l’Europa. In aumento anche i costi di input della produzione 8tra il 50 e il 160%) e delle materie prime.

Le misure nazionali

L’ultimo aspetto è, invece, quello delle risorse umane qualificate. Medicines for Europe sottolinea come l’inflazione generale sia esacerbando la carenza di competenze delle risorse umane. “Il nostro settore opera in un mercato altamente regolamentato – scrive il Comitato esecutivo – in cui i prezzi sono fissati dalle autorità nazionali di prezzo e rimborso e soggetti a misure automatiche di riduzione detto sistema del prezzo di riferimento. La maggior parte degli Stati membri applica misure aggiuntive di tagli attraverso il congelamento dei prezzi, misure di clawback, sconti obbligatori, riduzioni non negoziabili. Il nostro settore ha l’obbligo morale e legale di mantenere la fornitura di medicinali essenziali all’Europa e siamo pienamente impegnati nel farlo. Tuttavia, non siamo nelle condizioni di poter continuare con l’inflazione che aumentano e le politiche di taglio ai prezzi”.

Le richieste all’Ue

I firmatari della lettera (Elisabeth Stampa, ceo Medichem SA; Rebecca Guntern, Head of Europe di Sandoz; Markus Sieger, ceo Polpharma Group; Bork Bretthauer, managing director di Progenerika; Artur Cwiok, president Europe di Viatris; Philippe Drechsle, vice President Eu Portfolio di Teva; Valerie Fontaine, commercial strategy and operations di Fresenius Kabi; Nick Haggar, ceo di Zentiva; Lucas Sigman, ceo di Insud Pharma; Paul Tredwell, executive vice president di Accord Healthcare; Theodore Tryfon, vice President Elpen Pharmaceutical; Michele Uda, director general Egualia; Joris Van Assche, managing director Medaxes) chiedono all’Unione europea di assere aiutati con politiche di sostegno. In particolare chiedono di riconoscere il settore dei medicinali soggetti a prescrizione come un settore critico e di includerlo nei piani di emergenza nazionali e dell’Ue per le forniture di gas/petrolio. Soprattutto per i medicinali classificati come essenziali bisognerebbe garantire relazione l’accesso alle forniture energetiche vincolate.

Mitigare l’impatto dei prezzi

In secondo luogo, chiedono di mettere in conto i potenziali rischi per la disponibilità di farmaci e per l’approvvigionamento, incoraggiando gli Stati membri ad inserire il tema dell’inflazione negli obblighi indicati dalla Direttiva sulla trasparenza. Bisognerebbe, inoltre, mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle merci e le aziende dovrebbero essere in grado di adeguare i prezzi all’inflazione.

Inserire le soluzioni in agenda

Infine, Medicines for Europe chiede all’Ue di riformare le modalità di approvvigionamento dei medicinali e i modelli di tariffazione. La carenza di medicinali, le pratiche di gara irragionevoli e i sistemi di tariffazione devono essere considerati come una priorità assoluta nell’Ue. “Best practice come le gare d’appalto multi-assegnatario e i criteri Meat dovrebbero premiare le aziende che investono in produzioni sicure, sostenibili e nella transizione digitale”, conclude il Comitato esecutivo.

Tag: Biosimilari / epsco / farmaci generici / Medicines for Europe / Unione europea /

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