Un documento in 10 punti per gestire i sintomi da reflusso gastroesofageo

Pubblicato il: 22 Giugno 2016|

Oltre il 44% degli italiani soffre regolarmente di reflusso gastroesofageo, ma non sempre il disturbo viene riconosciuto e gestito nella maniera corretta, complice lo scarso riconoscimento di ruoli e funzioni dei singoli professionisti di competenza. Per venire in soccorso di pazienti e specialisti, un gruppo di esperti multidisciplinare, composto da medici, farmacisti e professori universitari, ha redatto un documento di orientamento “La gestione condivisa dei sintomi da reflusso gastroesofageo in 10 assiomi”, presentato oggi a Roma, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato, insieme al progetto per  l’appropriatezza del trattamento sul territorio. Obiettivo del lavoro è consentire una gestione razionale, efficace e sicura del paziente con bruciore di stomaco. Il progetto è stato realizzato grazie al contributo non condizionato di Pfizer Consumer Healthcare.

“Questa pubblicazione – ha spiegato il Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani – firmata da autorevoli rappresentanti delle diverse società scientifiche di medici e di farmacisti, rappresenta un esempio virtuoso di dialogo tra le diverse figure sanitarie che operano sul territorio, che auspico possa essere considerato un modello di collaborazione interprofessionale in cui l’attenzione al paziente è l’elemento cardine”.

Uno dei problemi emerso durane la presentazione del documento, e che è alla base stessa del razionale che ne ha portato la stesura, è che oggi spesso ciascun operatore sanitario tende ad agire in modo indipendente, secondo propri schemi e affidandosi alle proprie esperienze. Da qui la necessità di un di un’evoluzione del processo di cura a beneficio dei pazienti e del Servizio sanitario nazionale, di cui il lavoro presentato si pone l’ambizioso obiettivo di essere la base di partenza. In questo contesto “il farmacista gioca un ruolo chiave, perché ha l’opportunità di acquisire le competenze necessarie per individuare e gestire adeguatamente i pazienti con sintomi da reflusso gastroesofageo eleggibili al trattamento di automedicazione; o in alternativa inviare dallo specialista chi richiede ulteriori approfondimenti perché presenta particolari segnali di rischio” ha ricordato Eugenio Leopardi, presidente Utifar.

Il gruppo di consenso di professionisti della salute che ha redatto il documento vede con favore l’autocura di questi sintomi: “L’esagerato  allarme su questi problemi negli anni scorsi – ha ricordato Guidi  Sanna, medico di famiglia Fimmg – ha fatto sì che spesso i pazienti si rivolgessero direttamente agli specialisti o che richiedessero esami  inappropriati e costosi”. Oggi, ha concluso Enzo Ubaldi, medico di  medicina generale Simg, “la possibilità di utilizzare in  automedicazione i farmaci inibitori di pompa, prescritti per molti  anni dai medici, ha rivoluzionato la possibilità della gestione di  questi disturbi”.

La sempre più fattiva collaborazione tra le figure sanitarie contribuisce a proteggere la salute del paziente e a semplificare l’approccio al disturbo, evitando disagi per il cittadino. Questo modello inoltre può anche contribuire a contenere lo spreco di risorse in esami superflui, visite e consulti spesso inappropriati.

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Tag: farmacisti / Fimmg / Fofi / medici medicina generale / reflusso gastroesofageo /

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