Presentato “Float” il nuovo esoscheletro per le braccia di IIT e Inail

float esoscheletro braccia
Pubblicato il: 11 Maggio 2022|

Si chiama Float ed è un esoscheletro motorizzato per la riabilitazione delle braccia, l’ultimo dispositivo robotico nato da Rehab Technologies Iit-Inail, il laboratorio congiunto frutto della collaborazione tra Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) e il Centro di Riabilitazione Motoria Inail di Volterra. È stato realizzato per essere utilizzato in ambito clinico e pensato per favorire il recupero motorio e funzionale del complesso delle articolazioni della spalla nella fase post-chirurgica o a seguito di lesioni post-traumatiche, come frattura dell’omero o lesione della cuffia del rotatore, dovute a incidenti.

I primi test clinici

I risultati dei primi test clinici pubblicati sulla rivista internazionale Applied Sciences gettano le basi per future applicazioni anche su pazienti con disfunzioni motorie dovute ad ictus o a malattie neurodegenerative. “Float ha il vantaggio di proporre esercizi di riabilitazione variegati, dunque meno noiosi per i pazienti, con una misurazione precisa dei parametri biomeccanici dei pazienti durante lo svolgimento degli esercizi e conseguente monitoraggio dei progressi” dichiara Lorenzo De Michieli, Responsabile di Rehab Technologies Iit-Inail. “L’assistività robotica del dispositivo facilita e guida il paziente stimolandolo con protocolli riabilitativi personalizzati, che possono migliorare i tempi e la qualità del recupero. In futuro stiamo pensando alla stesura di protocolli per pazienti colpiti da ictus”.

Le caratteristiche di Float

Float – presentato a Bologna in occasione di Exposanità – da una parte presenta le caratteristiche dei dispositivi automatizzati di nuova generazione, come l’alta intensità degli esercizi proposti e la precisione nell’acquisizione dei parametri fisici e dunque la registrazione dei miglioramenti. Dall’altra una nuova concezione di riabilitazione basata su un volume di lavoro maggiore rispetto a quello dei dispositivi tradizionali che comprende gesti funzionali realistici grazie allo specifico design.

Il braccio di supporto

Il dispositivo prevede una colonna telescopica, punto di partenza di un braccio robotico poli-articolato, componente chiave che sostiene la parte robotica del dispositivo. La presenza di questo particolare braccio di supporto è uno dei tratti distintivi del nuovo esoscheletro, poiché consente movimenti che coinvolgono tutto il corpo, includendo gli arti inferiori e la muscolatura del tronco ed una libertà di movimento del paziente decisamente più ampia rispetto a tutti i robot riabilitativi per arto superiore già esistenti.

Vita quotidiana

Il braccio inoltre permette al paziente di lavorare in maniera tradizionale, ovvero in posizione eretta o seduta in postazione fissa e, se sbloccato, consente ampia mobilità nello spazio in verticale e orizzontale e dunque la possibilità di svolgere una gamma molto ampia di esercizi, tra cui allacciarsi le scarpe, abbassare una maniglia o afferrare un oggetto, azioni di vita quotidiana che risultano meno noiose e aumentano il coinvolgimento del paziente nell’attività riabilitativa, diminuendo i tempi di recupero di qualità ed efficacia dei movimenti degli arti superiori.

Vestibilità

Inoltre, il particolare sistema di sospensioni presente nel braccio sostiene il 100% del peso del robot anche in configurazione sbloccata, affinché questo non sia minimamente avvertito dal paziente che può svolgere gli esercizi riabilitativi senza venir penalizzato dal peso e dall’ingombro della macchina. L’esoscheletro viene “indossato” allacciando due tutori a livello di braccio e avambraccio, attraverso i quali il moto del robot viene trasmesso al paziente. Inoltre, un corsetto ergonomico vincola il busto del paziente alla struttura.  Questi ausili consentono una rapida vestizione e assicurano il corretto allineamento dei giunti del robot alle articolazioni interessate dalla terapia riabilitativa.

Questioni di genere

Tenendo in considerazione l’importante questione della medicina di genere e dunque delle differenze di dimensioni e proporzioni tra uomo e donna, Float è stato studiato per essere facilmente adattabile ad individui con diverse caratteristiche antropometriche. Questo grazie alle parti di collegamento tra i giunti motorizzati regolabili in lunghezza e alla colonna telescopica adattabile all’altezza del paziente.

Collaborazione

“Il percorso di riabilitazione della spalla dopo una lesione traumatica o un atto chirurgico è piuttosto lungo e impegnativo” ha affermato Elisa Taglione, Direttrice Sanitaria del Centro di Riabilitazione motoria Inail di Volterra. “Con lo sviluppo di Float abbiamo voluto realizzare un dispositivo in grado di ‘collaborare’ con il paziente e il fisioterapista, a partire dai primi interventi riabilitativi post-acuzie per arrivare alle fasi più avanzate del recupero funzionale. Grazie alle peculiari caratteristiche tecniche – continua – consente di passare precocemente dagli esercizi analitici di recupero articolare all’esecuzione dei gesti complessi tipici delle attività della vita quotidiana, muovendosi con naturalezza, seppure in uno spazio limitato,  e interagendo con l’ambiente fisico e con oggetti reali. Crediamo che questo approccio innovativo all’utilizzo della tecnologia robotica possa contribuire ad accelerare e ottimizzare il recupero degli schemi fisiologici di movimento e dell’efficienza dei gesti dell’arto superiore”.

Crediti immagine: Istituto Italiano di Tecnologia – © IIT, all rights reserved

Tag: ictus / IIT / Inail / istituto italiano tecnologia /

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