Transizione digitale, Farmindustria: “Servono risorse e competenze”

transizione digitale
Pubblicato il: 4 Maggio 2022|

La transizione digitale della sanità italiana va accelerata, ma richiede risorse e competenze. A sottolinearlo è il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, in occasione del Digital health forum, promosso a Roma dall’associazione industriale in collaborazione con Vodafone Italia, Gsk,  Novartis, Chiesi e Msd. “Abbiamo vissuto due shock, pandemia e guerra, e ora siamo di fronte a un turning point, in cui è necessario usare degli acceleratori, come quello della digitalizzazione. Nel 2020-21 sono stati oltre 200 i nuovi servizi di telemedicina, realizzati da Asl e aziende  ospedaliere, in molti casi con il supporto delle stesse aziende  farmaceutiche. Oggi l’85% dei pazienti è intenzionato a fare televisite. Negli ultimi due anni il 60% degli studi clinici avviati in Italia ha almeno una componente digitale”, ricorda il numero uno di Farmindustria, sottolineando l’importanza di “rafforzare la transizione digitale, perché nulla sarà come prima”.

Risorse e competenze per la transizione digitale

Dal 2020, ricorda Scaccabarozzi, “abbiamo visto la politica prendere decisioni con una velocità che non si era mai vista prima e abbiamo visto nascere tutta una serie di iniziative digitali” per riformare l’approccio del Servizio sanitario nazionale. “Siamo arrivati a 900 milioni di spesa per la telemedicina. La pandemia ha accelerato il cambiamento. L’Italia non può farsi trovare impreparata. La popolazione sta invecchiando. Ecco perché il Pnrr non deve essere l’ennesima occasione sprecata, a partire dalle terapie digitali, dove siamo indietro rispetto al resto d’Europa”, avverte il presidente di Farmindustria.

Tra le sfide da affrontare, aggiunge,  “c’è quella di rafforzare con ulteriori risorse l’Agenas nelle sue nuove funzioni di Agenzia per la sanità digitale per lavorare sulla prevenzione, su invecchiamento e cronicità e sull’equità”. E quella di “colmare il divario di competenze con un piano di formazione digitale per chi è coinvolto nel sistema salute”. Con una visione olistica: “Bisogna passare a un approccio One Digital Health, raccogliendo ed elaborando dati standardizzati e interconnessi, a vantaggio della salute dei cittadini e della sostenibilità del sistema”.

Costa (ministero Salute): “Lavoro di squadra”

“Il tema della digitalizzazione è fondamentale”, commenta Andrea Costa, sottosegretario alla Salute. “Nel nostro Paese che spende circa 22 euro pro-capite per quanto riguarda la digitalizzazione. In Germania con 60 euro e in Francia 40 euro. C’è sicuramente un gap che possiamo recuperare se si riesce a fare squadra. Nel nostro Paese abbiamo tante competenze e tante eccellenze. La pandemia – sottolinea Costa – ci ha insegnato come le grandi sfide si possano affrontare e superare attraverso un lavoro di squadra dove ognuno può portare un contributo fondamentale. Ognuno si deve sentire protagonista di questo cambiamento. Lo stiamo facendo, c’è un percorso condiviso con le Regioni, ma dobbiamo anche dire che digitalizzazione non vuol dire annullare la presenza dell’operatore sanitario. Digitalizzazione – conclude Costa – significa potenziare e migliorare i servizi, non sostituirli. Questa è la visione che abbiamo come ministero e siamo convinti che possiamo finalmente dare risposte più adeguate ai cittadini e avvicinare i servizi ai cittadini”.

Tag: andrea costa / farmindustria / massimo scaccabarozzi / ministero salute / terapie digitali /

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