Aifa, via libera alla rimborsabilità di benralizumab (estensione di indicazione) per il trattamento di una malattia rara causata da vasculite

L’Agenzia italiana del farmaco ha approvato la rimborsabilità dell’estensione di indicazione di benralizumab, un anticorpo monoclonale in grado di agire sul recettore dell’interleuchina 5, nel trattamento della granulomatosi eosinofila con poliangite recidivante o refrattaria.
Nuova opzione terapeutica
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, rende noto AstraZeneca, segna una nuova prospettiva terapeutica per tutte le persone interessate da questa patologia rara, complessa ed eterogenea, spesso caratterizzata da un ritardo nella diagnosi legato alle sue manifestazioni cliniche variabili e all’aspecificità dei suoi sintomi iniziali. Si stima che nel nostro Paese circa 1400 persone convivano con questa patologia cronica.
L’impatto della patologia sulle persone
“L’Egpa è una malattia sistemica rara, causata da vasculite dei piccoli vasi che può provocare danni agli organi, anche irreversibili, e che fa il suo esordio tipicamente intorno ai 40-50 anni – spiega Sara Monti, responsabile dell’Unità operativa immunologia dell’Istituto auxologico italiano di Milano -.
La patologia è suddivisa in tre diverse fasi, prodromica, eosinofilica e vasculitica, tutte caratterizzate dalla presenza degli eosinofili quali cellule chiave coinvolte. Queste fasi possono tuttavia non essere tutte presenti in ogni paziente, non seguire un ordine cronologico ben definito oppure presentarsi in modo parzialmente sovrapposto rendendo quindi ogni paziente differente nella presentazione clinica, seppur l’asma e la poliposi nasale siano frequentemente presenti come primi sintomi”.
Verso un miglioramento della qualità della vita
“L’approvazione da parte dell’Aifa della rimborsabilità di benralizumab apre una nuova pagina per i pazienti con Egpa, ampliando le opzioni terapeutiche disponibili e offrendo quindi una nuova prospettiva di trattamento e gestione della malattia. Un traguardo importante nell’ottica di un approccio sempre più personalizzato, con l’obiettivo di controllare efficacemente la patologia e garantire ai pazienti una migliore qualità di vita”, ha concluso Monti.


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