Diabete: nuovo algoritmo Aifa per la terapia personalizzata

Pubblicato il: 22 Gennaio 2015|
Uno strumento innovativo per individuare il trattamento farmacologico più adatto alle esigenze di ogni singolo paziente. È il nuovo algoritmo per le terapie individuali per il diabete mellito di tipo 2 realizzato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in collaborazione con la Società italiana di diabetologia (Sid) e l’Associazione medici diabetologi (Amd)
 
Il nuovo algoritmo 
 
Disponibile per medici e pazienti sul portale dell’Aifa, l’algoritmo è una guida all’approccio individuale che punta all’appropriatezza prescrittiva e presenta tutte le diverse opzioni terapeutiche nell’ambito di quanto è rimborsabile nel Servizio sanitario nazionale. Uno strumento per orientarsi nella varietà sempre crescente di farmaci ipoglicemizzanti. 
 
L’algoritmo è diviso in tre parti: nella prima si individua l’obiettivo glicemico attuale del paziente, mentre la seconda e la terza servono a orientare la scelta della terapia. “L'algoritmo – spiega il direttore generale dell'Aifa, Luca Pani – è sviluppato per pazienti con neo diagnosi e/o non ancora in trattamento farmacologico. Tuttavia, è possibile utilizzarlo anche nel caso di pazienti già in cura accedendo (nello schema dell’algoritmo, ndr) direttamente in corrispondenza del punto più vicino alla terapia già in corso”. E l’individuazione del trattamento è possibile anche in presenza di pazienti eventualmente intolleranti o che presentino controindicazioni associate all’uso della metformina, il farmaco di scelta per la cura del diabete di tipo 2. 
 
L’importanza della personalizzazione
 
A sottolineare l’importanza della personalizzazione è Enzo Bonora, presidente della Società italiana di diabetologia (Sid): "La terapia cambia nel corso del tempo. Ogni paziente ha bisogno della sua terapia specifica, serve una personalizzazione della cure, ci servono tanti farmaci, dobbiamo accedere a tutta l'innovazione e usarla nel modo più appropriato". Negli ultimi anni, infatti, le principali società scientifiche internazionali hanno enfatizzato l’importanza di un approccio individualizzato al trattamento del diabete di tipo 2 sia in termini di obiettivo glicemico che di opzioni terapeutiche. Sulla stessa linea, l’Associazione dei medici diabetologi:  “Oggi, per curare il diabete, disponiamo di 10 classi di farmaci a – spiega il presidente Amd Antonio Ceriello – sappiamo che quanto prima affrontiamo con le cure farmacologiche la malattia, tanto migliori saranno i risultati nel medio e lungo termine; abbiamo imparato a non pensare solo alla glicemia delle persona, ma alla persona con diabete nel suo complesso, al suo stile di vita, alle sue eventuali fragilità: la terapia deve essere personalizzata e individualizzata”.
 
L’approccio alla patologia, però, deve tenere conto degli stili di vita. “La base della terapia – aggiunge Pani – è costituita dal mantenimento di uno stile di vita salutare da parte del paziente. Migliorare le proprie abitudini alimentari, ricorrere periodicamente all’esercizio fisico e tenere sotto controllo il peso sono aspetti da adottare e incoraggiare anche nel proseguio della malattia. La terapia farmacologica aggiuntiva va intrapresa o modificata prontamente nel caso in cui queste misure si rivelino insufficienti a raggiungere o mantenere l’obiettivo glicemico individuato”. 
 
I numeri del diabete 
 
Secondo dati del 2012, illustrati da Bonora, in Italia una persona su 16 ha il diabete e sa di averlo. Tradotto: 3.750.000 persone su una popolazione di 60 milioni di abitanti. A questi, però, bisogna sommare i numeri del cosiddetto “diabete ignoto”: una stima di 1.250.000 persone che non sanno ancora di esserne affetti. Con un costo complessivo – fra spesa diretta del Ssn ed esborsi diretti e indiretti per i pazienti – che si aggira attorno ai 30 miliardi di euro all’anno. 
 
 
 

 

Tag: Aifa / algoritmo / Amd / antonio ceriello / diabete / enzo bonora / Luca Pani / medicina personalizzata / SID /

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