La nuova era dei diagnostici in vitro: cosa cambia con la piena applicabilità del regolamento Ivdr

Regolamento dispositivi diagnostici in vitro
Pubblicato il: 20 Giugno 2022|

Il Regolamento (Ue) 2017/746 (Ivdr) sui dispositivi medici in vitro diagnostici (Ivd) ha sostituito definitivamente la Direttiva 98/78/CE lo scorso 26 maggio 2022, data della sua applicazione, dopo un periodo di transizione di cinque anni durante il quale l’intero settore e tutti gli attori coinvolti, tra cui gli stakeholders, la Commissione europea e gli Stati membri, sono stati chiamati ad adeguarsi ai requisiti del nuovo quadro normativo.

I criteri del nuovo regolamento

L’Ivrd fissa standard elevanti di qualità e sicurezza per gli Ivd, allineandosi ai progressi tecnologici e della medicina e, al tempo stesso, garantisce un buon funzionamento del mercato interno di tali prodotti che, insieme ai dispositivi medici, rivestono un ruolo fondamentale nel fornire diagnosi, prevenzione, monitoraggio, previsione, prognosi, trattamento o attenuazione di una malattia.

Piano di attuazione congiunto

Al fine di identificare le azioni essenziali e prioritarie per una corretta implementazione dell’Ivdr, Il Medical device coordination group (Mdcg) ha approvato un piano di attuazione congiunto (‘Joint Implementation Plan) dell’Ivdr, che funge da documento vivo per monitorare le tempistiche e lo stato di avanzamento dei lavori da parte della Commissione Europea e di tutte le parti interessate. L’ultimo aggiornamento del piano è stato pubblicato lo scorso marzo 2022. Molte azioni pianificate sono già state completate, tuttavia, rimane ancora molto lavoro da fare al fine di garantire una completa e ottimale applicazione di tutti i requisiti Ivdr.

Le principali novità introdotte

Secondo una stima degli stakeholders, in ambito Direttiva Ivd (Ivdd), solo circa il 10% degli Ivd necessitava del coinvolgimento di un Organismo notificato (On) nel processo di valutazione della conformità; con l’entrata in vigore dell’Ivdr questa percentuale è aumentata fino a raggiungere l’80-90% di tutti gli Ivd presenti sul mercato.

Classificazione

L’Ivdr, infatti, introduce un nuovo sistema di classificazione (Articolo 47, Ivdr) basato sul rischio e sulla destinazione d’uso che suddivide gli Ivd in quattro classi di rischio differenti (A, B, C, D), secondo le regole presenti nell’Allegato VIII dell’Ivdr.

Una guida per una corretta interpretazione di tali regole è fornita dalla Mdcg 2020-16Guidance on classification rules for in vitro diagnostic medical devices under regulation (EU) 2017/746, della quale lo scorso gennaio 2022 è stata emessa la prima revisione. Per i dispositivi appartenenti alle classi B, C e D, così come per gli Ivd in classe A sterili, si rende necessario l’intervento di un On per le procedure di valutazione della conformità.

Pochi organismi notificati

A oggi, però, sono solo sette gli On designati in accordo a Ivdr: ancora troppo pochi per far fronte alla grossa mole di Ivd da valutare. Considerando le tempistiche ristrette e gli sforzi richiesti dalle parti interessate, ulteriormente aggravati dalla pandemia Covid-19, il 25 gennaio 2022 è stato pubblicato il Regolamento (Eu) 2022/112, che modifica l’articolo 110 dell’Ivdr sulle disposizioni transitorie. Al fine di evitare l’interruzione della fornitura di Ivd di importanza cruciale per il sistema sanitario a livello europeo, è stato prolungato, entro certe condizioni, il “periodo di grazia” per alcune tipologie di Ivd. In particolare, gli Ivd con dichiarazione di conformità emessa prima del 26 maggio 2022 in accordo a Ivdd e richiedenti il coinvolgimento dell’On sotto Ivdr possono continuare a essere immessi sul mercato o messi in servizio:

  • fino al 26 maggio 2025, se di classe D
  • fino al 26 maggio 2026, se di classe C
  • fino al 26 maggio 2027, se di classe B e A sterili

Inoltre, tutti gli Ivd con un valido certificato emesso da un On in accordo a Ivdd possono essere immessi sul mercato o in servizio fino al 26 maggio 2025

Disposizioni transitorie, le condizioni

Le condizioni per l’applicazione delle disposizioni transitorie di cui all’articolo 110 (3) dell’Ivdr prevedono che i dispositivi continuino a essere conformi all’Ivdd e che non vi siano modifiche significative nella progettazione o nella destinazione d’uso del dispositivo dopo la data di applicazione dell’Ivdr.

Per meglio comprendere cosa si intenda per ‘modifiche significative’ lo scorso maggio 2022 è stata pubblicata dall’Mdcg, come prevista dal ‘Joint Implementation Plan’, una linea guida esplicativa, la Mdcg 2022-6Guidance on significant changes regarding the transitional provision under Article 110(3) of the Ivdr’.

Tuttavia, per i dispositivi immessi sul mercato prima del 26 maggio 2022 e per quelli che possono essere legittimamente essere immessi sul mercato in accordo alle disposizioni transitorie (‘legacy devices’) i requisiti del Regolamento relativi alla sorveglianza post-commercializzazione, alla sorveglianza del mercato, alla vigilanza, alla registrazione di operatori economici e dispositivi si applicano già a partire dal 26 maggio 2022.

Tali dispositivi devono quindi già essere conformi a numerosi requisiti Ivdr, come ben specificati nella Mdcg 2022-8 Regulation (Eu) 2017/746 – application of Ivdr requirements to ‘legacy devices’ and to devices placed on the market prior to 26 May 2022 in accordance with Directive 98/79/EC’. Nessuna disposizione transitoria è infine prevista per tutti gli Ivd marcati Ce che non richiedono l’intervento di un ON (ossia i dispositivi non sterili di classe A) e per i “nuovi” IVD (ossia quelli che non hanno né un certificato di un On né una dichiarazione di conformità emessi ai sensi della Direttiva 98/79/CE) per i quali già a partire dallo scorso 26 maggio 2022 il nuovo Regolamento risulta completamente applicabile.

Evidenza clinica, valutazione delle prestazioni e sorveglianza post-commercializzazione

L’Ivdr rafforza in modo significativo i requisiti relativi all’evidenza clinica degli Ivd. Vengono infatti specificati i tre elementi della valutazione delle prestazioni (validità scientifica, performance analitica e performance clinica) e vengono dettagliati i requisiti su come debbano essere dimostrati. Viene richiesto al fabbricante di redigere una documentazione comprensiva di un piano di valutazione delle prestazioni, di un rapporto di valutazione delle prestazioni e di un piano di follow-up delle prestazioni post-commercializzazione.

A gennaio 2022 è stata pubblicata la linea guida Mdcg 2022-2 ‘Guidance on general principles of clinical evidence for In Vitro Diagnostic medical devices (Ivds)’ che chiarisce ulteriormente i principi generali sull’evidenza clinica e fornisce precise indicazioni sull’approccio alla raccolta, generazione e documentazione dei dati clinici e relativamente alla valutazione delle prestazioni. Tale documento affronta anche i principi relativi alla sorveglianza post-commercializzazione, come il follow-up delle prestazioni post-commercializzazione (Pmpf), che dovrebbe assicurare l’aggiornamento continuo della valutazione delle prestazioni, per tutto il ciclo di vita del prodotto.

L’articolo 29 Ivdr richiede, inoltre, che venga redatto dal fabbricante per i dispositivi di classe C e D una sintesi della sicurezza e delle prestazioni (SSP) che includa un riassunto della valutazione delle prestazioni e delle informazioni rilevanti relative al Pmpf, che sia facilmente comprensibile all’utilizzatore finale e, se applicabile, al paziente. Di recentissima pubblicazione (maggio 2022) risale la Mdcg 2022-9 ‘Summary of safety and performance template’, che fornisce precise indicazioni su come redigere tale documento.

Laboratori riferimento europeo e panel di esperti

Un’altra importante novità Ivdr riguarda l’introduzione di nuove strutture regolatorie come i laboratori di riferimento europei (Eurls) per la valutazione dei dispositivi Ivd di classe D e i panel di esperti da consultare in mancanza di specifiche comuni e in caso di dispositivi nuovi ad alto rischio.

La Mdcg 2022-3 ‘Verification of manufactured class D IVDs by notified bodies’ dello scorso febbraio definisce meglio i criteri con cui gli On devono verificare i dispositivi di classe D. Infatti, oltre a valutare il sistema di gestione di qualità e della documentazione tecnica l’On deve richiedere a uno degli EURLs, designato dalla Commissione Europea, di effettuare test su tali prodotti.

La Mdcg 2021-22 Clarification on “first certification for that type of device” and corresponding procedures to be followed by notified bodies, in context of the consultation of the expert panel referred to in Article 48(6) of Regulation (EU) 2017/746’, rilasciata ancora lo scorso Agosto 2021, offre invece un valido supporto interpretativo dei casi in cui sia richiesto l’opinione di tali esperti.

Trasparenza e tracciabilità

Al fine di rafforzare la trasparenza e le informazioni per i pazienti, l’Ivdr prevede l’istituzione di una banca dati europea (Eudamed) che contenga informazioni su tutti gli Ivd sul mercato in modo completo, accurato e facilmente accessibile anche da parte del pubblico. Ad oggi Eudamed non risulta ancora pienamente funzionante e pertanto, come riportato anche nel ‘Joint implementation act’, si rende necessario disporre linee guide relative a pratiche amministrative armonizzate e soluzioni tecniche alternative per lo scambio di informazioni, per consentire agli Stati Membri e alle altre parti interessate di adempiere efficacemente ai propri obblighi ai sensi dell’Ivdr. A partire dal 26 maggio 2022 scorso è diventato obbligatorio anche per gli Ivd il sistema identificativo unico del dispositivo “Udi” per facilitare la tracciabilità di ciascun Ivd e le attività legate alla sicurezza dopo la commercializzazione.

Dopo il 26 maggio 2022

Sebbene grossissimi sforzi siano stati fatti finora, serve ancora che gli attori coinvolti si coordinino e cooperino per completare la transizione. Incrementare la disponibilità e la capacità degli On, completare la valutazione e la designazione degli Eurls e il processo di armonizzazione degli standard europei, adottare gli atti di esecuzioni sulle specifiche comuni, chiarire gli aspetti sulla sorveglianza e vigilanza del mercato, e approvare linee guide nell’area degli studi di performance, sui dispositivi ‘in-house’ e sui test diagnostici di accompagnamento sono solo alcune delle priorità che dovranno, al più presto, essere implementate a livello europeo. I fabbricanti e gli stakeholders dovranno inoltre proseguire negli sforzi già messi in atto nei mesi passati al fine di garantire la piena rispondenza ai requisiti dell’Ivdr.

Tag: Commissione europea / dispositivi medici in vitro / Eudamed / ivdd / IVDR: Sfide e opportunità del nuovo regolamento / medical devices coordination group / Regolamento dispositivi medici /

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