Pubblicità sanitaria, Omceo Milano: “Con interpretazione estensiva del Garante a rischio la salute dei cittadini”

Pubblicato il: 23 Settembre 2015|

Pubblicità promozionale e sanità. Un tema che torna ora in primo piano con la decisione dell’Ordine dei Medici di Milano di affiancare la Federazione nazionale degli ordini dei medici, chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) nel ricorso in appello alla sentenza del Tar di Roma che ha confermato la posizione dell’Agcm secondo cui  il Codice di Deontologia Medica abbia illegittimamente introdotto dei limiti alla pubblicità sanitaria non compatibili con il quadro normativo attuale. Alla fine del 2014 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva, infatti, inflitto un’ammenda di 800 euro alla Fnomceo (poi  dimezzata dal Tar di Roma) per un  articolo contenuto nel codice deontologico dei medici riguardante il divieto all’utilizzo della pubblicità commerciale da parte degli iscritti. L’ultima sentenza del Consiglio di Stato (2672 del 17 giugno scorso) ha sospeso la sanzione pecuniaria comminata alla Fnomceo; ora l’esame della questione è rimandata al prossimo 10 novembre quando si discuteranno anche gli altri aspetti del provvedimento dell’Antitrust.
“La liberalizzazione dell’utilizzo della pubblicità da parte dei medici, interpretata in modo ingiustificatamente estensivo dall’Autorità Garante, mette a rischio il diritto costituzionale alla salute dei cittadini”. E’ la posizione espressa dall’Omceo Milano che ha chiesto un parere pro veritate per “verificare l’eventuale incostituzionalità delle norme vigenti in materia e, di conseguenza, la possibilità di affiancare la Fnomceo nel ricorso nei confronti della sentenza del Tar”. Secondo il parere redatto dal Prof. Franco Gaetano Scoca, assieme agli Avv. Angelini e La Rosa, “l’imperfetta definizione di alcuni passaggi delle norme che liberalizzavano le possibilità di pubblicità anche in ambito sanitario a suo tempo varate dall’allora ministro Bersani, hanno consentito all’Autorità un’interpretazione ingiustificatamente estensiva – dichiara Roberto Carlo Rossi, Presidente di OMCeO Milano –  La decisione del Garante, in tal modo, porterebbe a limitare fortemente la possibilità di intervento degli Ordini in materia di trasparenza e veridicità della pubblicità effettuata dadeg e configgerebbe con il diritto alla salute dei cittadini, costituzionalmente garantito”. Il Consiglio di OMCeO Milano ha quindi deciso all’unanimità di affiancare Fnomceo nel ricorso in appello alla sentenza del TAR di Roma. “In questi anni, abbiamo assistito a promozioni in campo odontoiatrico inverosimili in termini di prezzi e di prestazioni, che sicuramente disorientano il cittadino, mettendone a rischio la salute. La qualità ha un costo –  ha aggiunto  Andrea Senna, presidente del Commissione Albo Odontoiatri dell’OMCeO Milano – Il diritto alla salute sancito dall’artico 32 della Costituzione va tutelato in ogni modo e deve prevalere su logiche di libero mercato e di profitto. Il cittadino deve poter essere messo nelle condizioni di conoscere la terapia proposta e deve sceglierla in base a trasparenti informazioni cliniche ed economiche che gli vengono fornite. La sua scelta non deve in alcun modo essere condizionata da offerte commerciali o messaggi pubblicitari che possono influenzarne la libera e ragionata scelta”. Non solo in odontoiatria, ma anche in molte altre specialità come la chirurgia o la medicina estetica, l’oculistica, la ginecologica dove “per comprimere i costi – conclude Rossi – si finisce per risparmiare sulla qualità dei materiali, sulla sterilizzazione, sull’aggiornamento professionale, sull’utilizzo di collaboratori qualificati”.
IL PARERE PRO VERITATE

Tag: FNOMCeO / medici / pubblicità sanitaria /

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