Terapie anti-Hiv, la Fda approva ibalizumab-uiyk

Nelle terapie anti-Hiv arrivano buone nuove dagli Stati Uniti. La Food and drug administration (Fda) ha approvato ibalizumab-uiyk, un nuovo tipo di farmaco antiretrovirale per pazienti adulti che hanno già tentato senza risultato altre vie terapeutiche in passato.
Il farmaco
Il medicinale viene somministrato per via endovenosa ogni quattordici giorni e in combinazione con altri prodotti antiretrovirali. “Mentre alcuni pazienti vengono trattati con successo grazie alla combinazione di due o più prodotti, c’è una piccola percentuale che resiste. Parliamo cioè di pazienti che non rispondono alle cure. Ciò limita le opzioni di trattamento a causa”, dice Jeff Murray, vicedirettore della divisione prodotti antivirali del centro per la valutazione e ricerca sui farmaci della Fda. L’ente regolatorio americano ha concesso la designazione fast track, priority review e breakthrough therapy. Inoltre ibalizumab-uiyk ha ricevuto anche quella di farmaco orfano.
I trial
La sicurezza e l’efficacia di ibalizumab-uiyk sono state studiate in uno studio in cui sono stati coinvolti 40 pazienti. I partecipanti hanno dimostrato un decremento dei livelli di Rna del virus Hiv nella settimana successiva alla prima somministrazione di ibalizumab-uiyk. Dopo 24 settimane il 43% dei partecipanti al trial hanno raggiunto la soppressione del Rna virale.
Le controindicazioni riguardano prevalentemente diarrea, nausea, prurito e vertigini. In caso di effetti collaterali gravi si può arrivare anche a disturbi del sistema immunitario.
L’altra strada contro l’Hiv: scovare il virus
Intanto arrivano anche notizie dal Davis health system dell’Università della California. I ricercatori sono riusciti a individuare il sistema che permette un maggior successo della terapia antiretrovirale, ossia la crotonilazione dell’istone, un meccanismo che modifica le proteine che “impacchettano” il Dna. “Abbiamo lavorato su meccanismi che potrebbero essere utilizzati per interrompere la latenza dell’Hiv”, ha detto Satya Dandekar del Dipartimento di microbiologia e immunologia dell’istituto e autore principale dello studio. “L’obiettivo è quello di forzare il virus in modo che sia visibile al sistema immunitario e che possa essere preso di mira attraverso farmaci immunoterapici”. La medicina ha permesso di trasformare l’Aids da una malattia mortale a cronica. La capacità dell’Hiv di rimanere dormiente lo rende invisibile sia al sistema immunitario sia ai trattamenti.


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