Accesso alle cure durante Covid, male il cardiovascolare, la diabetologia e l’oncologia

Pubblicato il: 9 Febbraio 2021|

Nei primi dieci mesi del 2020, Iqvia ha rilevato un calo significativo dell’accesso alle diagnosi e alle cure nelle principali aree terapeutiche rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con il contributo non condizionante di Farmindustria, Iqvia ha realizzato uno studio, che sarà aggiornato ogni tre mesi grazie a un osservatorio ad hoc, per monitorare l’impatto della pandemia sull’accesso alle diagnosi e alle cure e la sua evoluzione nel corso dei prossimi mesi. Lo studio si basa sull’analisi di dati real world rilevati su un campione di 900 medici di medicina generale e un panel di 450 onco-ematologi rappresentativi degli universi di riferimento. La prima parte si riferisce al periodo gennaio-ottobre 2020 confrontato con lo stesso periodo del 2019. Iqvia, spiega in una nota, proseguirà lo studio per l’intero anno 2021 per monitorare l’andamento con la possibilità di svolgere approfondimenti su specifici aspetti.

Le principali aree terapeutiche: cardiovascolare e respiratorio

Per quanto riguarda le principali patologie respiratorie e cardiometaboliche si rileva una contrazione significativa delle nuove diagnosi (-521 mila pari a un calo del 12%), dell’inizio di nuovi trattamenti (-277 mila, -10%), delle visite specialistiche (-1,5 milioni, – 30%) e delle richieste di esami (-2.415.000, – 22%). Per quanto riguarda le patologie respiratorie (Bpco/asma) si osserva un calo significativo delle nuove diagnosi (Bpco meno 62 mila, asma meno 158.000), dei nuovi trattamenti (-46 mila, -124 mila), degli invii allo specialista (-123 mila -129 mila) e delle richieste di spirometria (-108 mila, -127 mila). Il calo evidenziato durante il primo lockdown si è mantenuto anche nel periodo successivo. In ambito cardiovascolare (fibrillazione atriale/scompenso cardiaco) si rileva una contrazione significativa delle nuove diagnosi (fibrillazione atriale -18 mila, scompenso cardiaco -44 mila), dei nuovi trattamenti (-4 mila, -29mila), degli invii al cardiologo (-81 mila, -248 mila) e delle richieste di ECG (-64 mila, -180 mila). La leggera ripresa dopo il lockdown non ha compensato le perdite.

Il diabete

Per quanto riguarda l’area diabetologica, tra febbraio e giugno 2020 le nuove diagnosi di diabete si sono ridotte del 25% rispetto allo stesso periodo del 2019 e da inizio anno c’è stato un calo di 53 mila nuove diagnosi per diabete. Calo anche per i nuovi trattamenti che si sono ridotti del 17% (-20 mila) e per le richieste di visita al diabetologo. Rispetto al 2019, infatti, c’è stato un calo di 313 mila richieste per consulti specialistici. Male anche le richieste di esame per la glicemia. Tra febbraio e giugno 2020 le richieste di questo tipo sono crollate del 26% con una diminuzione di 872 mila esami di glicemia per diabete.

E l’ambito oncologico

Anche in ambito oncologico si è osservata una contrazione significativa di accesso alle diagnosi e alle cure. Nel periodo del primo lockdown si stimano circa 18 mila diagnosi posticipate. Il parziale recupero nei mesi estivi non ha compensato il calo: a ottobre complessivamente sono state fatte 30 mila diagnosi di tumore in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, nei primi dieci mesi, si rileva la diminuzione delle richieste di screening per tumore al seno (-7%), ai polmoni (-10%) e al colon (-10%). Inoltre si rileva la contrazione delle nuove diagnosi per tumore (-11%), degli inizi trattamento (-14%), degli interventi chirurgici (-17%) e dei ricoveri (-14%). Anche in questo caso, dopo l’iniziale interruzione durante il primo lockdown delle visite di screening e follow up dovuta alla chiusura di molti reparti e ambulatori, soprattutto nelle regioni più colpite, si è osservato un recupero parziale durante i mesi estivi che non ha tuttavia compensato la contrazione delle diagnosi e delle terapie. Successivamente – in concomitanza della seconda ondata pandemica – si è osservato un nuovo calo negli accessi.

Meno visite e cala la spesa farmaceutica ospedaliera

Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia Italia dice che “il primo indicatore dell’impatto sull’accesso alle cure è la contrazione dell’intero settore farmaceutico. Secondo i nostri dati, per la prima volta anche la spesa farmaceutica ospedaliera ha subito una contrazione a valori del 4,1% nei dodici mesi terminanti a settembre 2020. Il calo della spesa farmaceutica ospedaliera a volumi è ancora più elevato (-10,1%). Molti pazienti hanno deciso di non andare in ospedale per paura del contagio e molti ospedali e ambulatori hanno temporaneamente rimandato le visite e gli interventi meno urgenti in modo da lasciar spazio all’assistenza dei pazienti contagiati. Tutto questo ha impattato sul consumo di farmaci, anche salvavita. Il timore di contrarre il virus rischia di compromettere i successi ottenuti negli ultimi anni contro molte patologie”.

Le imprese

Questo il commento di Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria: “Istituzioni, imprese del farmaco, attori della filiera, enti di ricerca, medici e altri operatori sanitari hanno dato vita ad una partnership pubblico-privato sinergica sia nel nostro Paese sia in campo internazionale. Grazie al contributo di tutti non solo è stata garantita ai pazienti la continuità delle cure ma si sono anche unite le forze nella ricerca globale per trovare vaccini – oggi ne sono in sviluppo oltre 230 – e terapie specifiche contro il Covid-19. Dall’emergenza, che ha avuto serie conseguenze anche per chi soffriva di altre patologie come testimonia questo studio, è nato un modello di cooperazione innovativo. Ed è importante che questo modello possa diventare un pilastro di un metodo nuovo di confronto per l’innovazione. Per prendersi cura sempre più e sempre meglio del paziente, rafforzando – conclude Scaccabarozzi – sia il sistema ospedaliero sia la rete dell’assistenza territoriale, grazie a tecnologie digitali, telemedicina, home therapy”.

Tag: accesso alle cure / covid-19 /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
plasma

La via italiana al plasma, sognando l’autosufficienza

Il ddl Concorrenza introduce nuove regole per la produzione dei farmaci e ribadisce il principio della donazione gratuita alla base del nostro sistema trasfusionale. Ma la raccolta va potenziata per limitare la dipendenza dal mercato estero. Dal numero 199 del magazine

RUBRICHE
FORMAZIONE