Aderenza terapeutica: l’intervento del farmacista aiuta pazienti e sostenibilità

Pubblicato il: 12 Ottobre 2015|

Il farmacista può aiutare il paziente a migliorare l’aderenza alle terapie e, di conseguenza, contribuire allo sostenibilità del sistema sanitario riducendo i costi correlati alle malattie. A dirlo sono i risultati dello studio “Re I-MUR” promosso dalla Federazione degli ordini dei farmacisti italiani (Fofi) presentati oggi al Senato. La ricerca – uno studio randomizzato e clusterizzato che ha coinvolto 216 farmacisti e 884 pazienti in 15 Regioni italiane – ha assunto come modello l’asma, malattia cronica con un’incidenza di quasi il 7% nel nostro Paese. “E’ stata scelto l’asma perché offre dei vantaggi metodologici, per esempio è più semplice valutare il controllo della malattia e i miglioramenti o i peggioramenti si manifestano in poco tempo, ma  quanto dimostrato a proposito dell’asma può essere esteso alle patologie croniche nel loro complesso” spiega Andrea Manfrin della Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent e autore dello studio.
La chiave dell’intervento del farmacista è la revisione dell’uso dei medicinali che in inglese si chiama medicines use review (MUR): consisteche consiste in un’intervista nella quale il farmacista – in Gran Bretagna già dal 2005 – si accerta se il paziente segue le indicazioni del medico oppure dimentica di assumere i medicinali prescritti, se riesce a usarli correttamente, se incontra difficoltà (per esempio a rispettare gli orari delle somministrazioni), se accusa effetti collaterali o, ancora, se assume altri medicinali che possono interferire sia con la sua malattia sia con le cure prescritte. Rilevate eventuali criticità il farmacista dà le indicazioni del caso al paziente e provvede contestualmente a informare il medico curante.
Il campione dello studio Re I-MUR è stato suddiviso in due gruppi (A e B) sottoposti all’Italian Medicines Use Review in momenti diversi della sperimentazione, così che il gruppo B potesse servire da controllo al gruppo A. Successivamente è stato messo a confronto l’andamento della malattia nei pazienti del gruppo B nella fase precedente all’I-MUR e in quella successiva. L’analisi dei dati raccolti rivela che dopo l’intervento del farmacista, la percentuale totale dei pazienti con asma controllata è aumentata dal 43.7% al 54.4% indicando un incremento percentuale pari al 25%. Migliora quindi lo stato di salute, in tutte le Regioni e in tutte le fasce di età e, di conseguenza, diminuiscono i costi sanitari determinati dalla malattia, a cominciare da quelli relativi ad accessi al pronto soccorso e ricoveri.
“Il beneficio economico è stato calcolato sviluppando sei scenari diversi e correlando i costi riferiti al controllo dell’asma, disponibili nella letteratura, con i risultati dello studio Re I-MUR. I risultati ottenuti hanno mostrato che questa attività professionale non solo ha aumentato il controllo dell’asma ma ha generato risparmi che variano da 87 e 297 euro per paziente all’anno, in funzione del variare di elementi quali costo e numero delle prestazioni evitate e costo dei farmaci prescritti”, spiega Manfrin. Una proiezione di questo scenario, che prevede l’implementazione dell’intervento del farmacista, potrebbe portare al Servizio sanitario un ritorno dell’investimento che oscilla fra il 44 e il 395%.
“I dati sono molto eloquenti” – sottolinea il senatore e presidente della Fofi, Andrea Mandelli – “e confermano due aspetti fondamentali. Il primo è la validità della visione del farmacista che partecipa al processo di cura a fianco del medico e degli altri operatori sanitari sul territorio senza invasioni di competenze ma sviluppando il suo ruolo specifico di specialista del farmaco. Il secondo è che il farmacista italiano è in grado di erogare, adeguatamente formato, prestazioni professionali avanzate come e a volte meglio dei colleghi europei.  Infine abbiamo dimostrato secondo le regole della medicina basata sulle evidenze che il Servizio sanitario nazionale trova nel farmacista di comunità una risorsa fondamentale per migliorare l’assistenza sul territorio e contribuire alla sostenibilità economica del sistema. A mio avviso tanto importante quanto si spende nel farmaco o in altre prestazioni, ma che queste vadano a buon fine, migliorando effettivamente la salute dei cittadini: è questo il modo migliore di contenere i costi sanitari”.
“Per il buon funzionamento della nostra sanità – aggiunge il senatore e vicpresidente Fofi, Luigi D’Ambrosio Lettieri – non occorrono solo risorse economiche certe. É necessario spendere bene quelle che ci sono e operare con tenacia un processo di ammodernamento della governance. Questo vuol dire, tra l’altro, sviluppare competenze e capacità per garantire prestazioni efficaci, efficienti e appropriate. Riteniamo infatti che il farmacista debba fare un salto sostanziale nella qualificazione della sua attività, integrando la tradizionale e consolidata attività di dispensazione responsabile del farmaco, con l’erogazione di quella particolare assistenza al paziente che consenta di approntare una trattamento farmacologico con lo scopo di ottenere: un elevato livello di aderenza terapeutica, il pieno raggiungimento degli obiettivi terapeutici predefiniti (certezza dell’efficacia), il miglioramento della qualità della vita del paziente, il possibile contenimento della spesa”
Per la Federazione questo studio è il culmine di un progetto che si è sviluppato nell’arco di tre anni, cominciato con uno studio pilota, che ha permesso di provare la fattibilità dell’I-MUR nel setting della farmacia italiana, passando per l’indagine sul gradimento della prestazione da parte di pazienti e medici di medicina generale – grazie alla collaborazione della Simg – e che ora ha messo capo a questa ricerca che per vastità del campione e protocollo adottato costituisce una delle esperienze più importanti a livello mondiale. “ E’ la prima volta che un Ordine professionale si impegna in un’attività di ricerca di questa portata, e devo quindi complimentarmi con tutti i colleghi che, a titolo assolutamente gratuito, hanno partecipato direttamente allo studio e a quelli che per la Federazione hanno svolto il lavoro di coordinamento. Abbiamo ottenuto un risultato prezioso che mettiamo a disposizione di chi, rappresentanti delle farmacie e decisori sanitari, deve ridisegnare il ruolo della farmacia nell’assistenza sul territorio attraverso le convenzioni. Da sempre il cittadino si affida al farmacista, che è il professionista sanitario più facilmente accessibile, da oggi ha un motivo in più per farlo”, conclude Mandelli.

Tag: aderenza terapeutica / Andrea Mandelli / asma / farmacia / farmacista / Fofi / Luigi D’Ambrosio Lettieri / paziente / sostenibilità / ssn /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE