Aschimfarma: semplificare per competere: competere per crescere” “

Con 3,25 miliardi di euro l’anno di fatturato, quasi 10mila addetti e l’85% della produzione destinato all’esportazione (40% negli Usa, 34% in Europa, 17% in Giappone) il settore delle industrie italiane che producono principi attivi per le farmaceutiche è un esempio dell’eccellenza italiana che potrebbe contribuire alla ripresa del nostro Paese, invece denuncia Aschimfarma (Associazione nazionale produttori principi attivi e intermedi per l’industria farmaceutica), in occasione del forum annuale, rischia di essere cancellato da eccesso di burocrazia e disparità di regole internazionali. “Chiediamo l’armonizzazione con le normative europee – spiega Gian Mario Baccalini, Presidente Aschimfarma – e tempi certi per le autorizzazioni, altrimenti le multinazionali straniere non investiranno più in Italia. Secondo un’indagine che abbiamo condotto nel mese di marzo il danno del disinvestimento ammonta a circa 100 milioni di euro, ma è destinato a salire”.
Aschimfarma ha redatto il documento “Richiesta di semplificazioni autorizzative per i produttori di principi attivi farmaceutici”, discusso e condiviso con Farmindustria e Assogenerici, con l'obiettivo di semplificare e snellire le procedure amministrative tra l'Aifa e le imprese. Altra criticità è la diffusione di principi attivi di scarsa qualità che può essere contrastata, secondo l’Associazione, sulla base di Accordi di Mutuo riconoscimento tra Autorità regolatorie. A questo scopo, ha sottolineato Renato Massimi, Dirigente Ufficcio Autorizzazioni Officine Aifa, l’Italia, entro il 2 gennaio 2013, deve recepire la direttiva europea sulle materie prime che dovrebbe limitare il potere d’importazione senza controllo, soprattutto dalla Cina. Ma non è solo questione di contraffazione: i player a gran voce chiedono tempi più brevi all’Aifa e soprattutto chiedono di escludere dai controlli tutti quei prodotti che sono già certificati. Secondo Giorgio Foresti, Presidente Assogenerici, l’Italia perde in competitività, a causa dei tempi di non risposta e del ritardo nel pagamento del credito.


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