Ausili per disabili: prezzi in crescita del 36% per il rincaro di materie prime e trasporti

Pubblicato il: 4 Ottobre 2021|

I prezzi di carrozzine e altri ausili per disabili aumentano del 36% a causa dei rincari di materie prime e trasporti. Un trend che mette a rischio le forniture per il Servizio sanitario nazionale. A segnalarlo, dopo un’analisi del Centro studi, è l’associazione Ausili di Confindustria dispositivi medici, avvertendo sulla possibilità che “in poche settimane si verifichi una grande difficoltà a reperirli e vadano deserte le gare di appalto perché non più sostenibili dalle imprese, lasciando i pazienti senza adeguata assistenza”.

L’indagine

L’allarme riguarda in particolare carrozzine manuali, elettriche e ausili complessi per disabilità gravi. Secondo l’indagine del Centro studi di Confindustria DM, l’aumento dei costi delle materie prime come il ferro (+51,6%), l’alluminio e l’acciaio inox (+39,5% e +36,3%), ma anche dei materiali plastici (+34,8%) e della componentistica elettronica (+32,1%) si somma all’impennata dei costi per il trasporti e per le importazioni di componentistica, semilavorati e prodotti finiti che fa registrare mediamente un balzo del 188,9% con picchi che nelle ultime settimane hanno superato il 400%.

Cambiare l’approvvigionamento

“Le stazioni appaltanti, le regioni e il sistema di approvvigionamento pubblico – commenta Alessandro Berti, presidente dell’associazione Ausili di Confindustria DM – devono comprendere che per le nostre imprese non è più possibile fornire il Ssn alle condizioni di qualche mese fa. Purtroppo, le numerose richieste di revisione non hanno ricevuto alcuna risposta. Per contro anche recentissime procedure di acquisizioni pubbliche hanno basi d’asta calcolate su prezzi di mercato di due o tre anni fa. Con queste premesse il sistema non può reggere e ci sono pochissime settimane di autonomia”.

Gare al ribasso

Il comparto conta in Italia oltre 300 impresi. “Negli ultimi anni – si legge in una nota – ha assistito a procedure pubbliche di acquisto improntate ad aggiudicazioni al prezzo più basso o – ancora più grave – a procedure pubbliche di acquisto in cui i criteri di valutazione della qualità erano talmente basilari e alla portata di qualsiasi fabbricante in gara che, di fatto, l’elemento dirimente risultava essere solamente il prezzo. La conseguenza di questo meccanismo, ha portato all’aggiudicazione di prodotti a basso contenuto tecnologico sui quali, tuttavia, l’incidenza delle pure materie prime produttive risulta comunque molto elevata”.

Le richieste

“L’effetto dell’aumento sproporzionale dei costi delle materie prime – continua Berti – da un lato impone alle aziende di fornire prodotti per gare già aggiudicate a un prezzo che non è più sostenibile per i cambiamenti eccezionali e repentini che impattano sugli approvvigionamenti. Dall’altro, rischia che vadano deserte procedure di acquisto future da parte di stazioni appaltanti. Ci aspettiamo quindi – conclude il presidente dell’associazione Ausili – che le diverse stazioni appaltanti diano seguito alle revisioni dei prezzi che le nostre aziende hanno richiesto secondo quanto previsto dall’art. 106 del D.Lgs 50/2016. La stessa stabilità del comparto e la vita del tessuto produttivo italiano del settore è a rischio insieme all’assistenza alla persona con disabilità”.

Tag: ausili / Confindustria dispositivi medici /

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