Cefalea malattia sociale: la proposta di legge in aula a gennaio

Riconoscere la cefalea come malattia sociale. Questo l’oggetto di una proposta di legge appena presentata dal Gruppo interparlamentare per lo studio delle Cefalee. Prima firmataria è Giuditta Pini (PD) che ha sottolineato la necessità di una veloce calendarizzazione: “Il ddl dovrebbe arrivare in aula alla Camera già a gennaio, considerando anche la necessità dell’approvazione di una legge appositamente dedicata che abbia ricadute positive sul piano etico e sociale, oltre che su quello della riduzione dei possibili costi diretti e indiretti della patologia”. Le ha fatto eco Andrea Mandelli, capogruppo di Forza Italia della V commissione bilancio del Senato: “Come parlamentare e come professionista sanitario ritengo sia doveroso impegnarsi nell’accompagnamento della legge a tutela dei malati, nel suo completo percorso. Mi adopererò affinché venga messa in agenda al più presto la discussione. Sono fermamente convinto che quanto prospettato nel provvedimento possa risolvere le diverse problematiche che affliggono i pazienti che soffrono di costanti dolori encefalici, spesso sempre più invalidanti”. Per l’onorevole Paola Binetti (Ap) ” Il tema delle cefalee croniche, è una sfida complessa non solo per gli aspetti squisitamente assistenziali, ma anche per quelli sociali altrettanto rilevanti. Nell’ultimo decennio è stata rivolta un’attenzione sempre maggiore all’impatto sociale e individuale, inteso in termini economici e di qualità di vita. Una proposta di legge sgombrerebbe anche definitivamente il campo da un’eventuale sottovalutazione della patologia”. Un’ulteriore presa di posizione netta e determinata è quella di Federico Gelli, componente della XII commissione Affari sociali: “La sottovalutazione della patologia, spesso burocraticamente non codificata come sociale, non è solo un fatto sanitario ma un atteggiamento culturale, socialmente errato, che va riconsiderato, anche dal punto di vista normativo”. Paolo Martelletti (nella foto), presidente eletto della Federazione Europea Cefalee, nonché della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee e direttore del Centro Regionale dell’Ospedale Sant’Andrea, (Università La Sapienza di Roma) saluta con favore l’iniziativa: “Fino a qualche anno fa questa patologia veniva presa relativamente sottogamba, oggi siamo in grado di riunire a un unico tavolo, multiprofessionale e multidisciplinare, istituzioni, decisori, professionisti della ricerca e della cura affinché si giunga al riconoscimento di malattia sociale e alla presa in carico dei pazienti come strumento per ridurre i costi sociali ed organizzativi”.
Secondo l’Istat l’incidenza di cefalea e emicrania interessa il 37 per cento dei cittadini in età lavorativa ed è quarta dopo l’artrosi, l’ipertensione arteriosa e le malattie allergiche. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il valore associato alla perdita di produttività per tutte le tipologie di cefalea (circa 3 miliardi e mezzo di euro annui) è addirittura superiore alla spesa sanitaria sostenuta in ciascun Paese per far fronte ad essa.


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