Crimine farmaceutico: meno furti, ma il web è pieno di insidie

Farmaci
Pubblicato il: 14 Ottobre 2016|

Meno furti di farmaci in Italia, ma ancora tanta preoccupazione per il commercio illegale di prodotti contraffatti, un business che valica i confini nazionali e approfitta del web. Emblematico il caso di una confezione di Sofosbuvir per l’epatite C rubata in Pakistan, riconfezionata come Harvoni (che costa di più), arrivata a un intermediario in Svizzera e poi venduta in Israele, citato oggi  nel corso della conferenza internazionale sul progetto Fakeshare II organizzata a Roma dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa). Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea, ha come scopo l’implementazione della piattaforma per la condivisione di informazioni su casi riconducibili alla vendita illegale attraverso siti web non autorizzati ad altre tipologie di crimine farmaceutico, ovvero la produzione di farmaci falsificati, la promozione di farmaci attraverso i social network e i casi di furto e riciclaggio di medicinali.

Per quanto riguarda il fenomeno dei furti di medicinali, dopo anni di crescita siamo di fronte a una evidente battuta d’arresto. A spiegarlo è Domenico Di Giorgio, direttore dell’ufficio Qualità Prodotti e Contraffazione dell’Aifa: “Quest’anno si è avuta qualche segnalazione, ma nel complesso c’è stato un grosso stop rispetto a pochi anni fa, per effetto delle misure che abbiamo messo in atto per chiudere i canali di distribuzione”. Secondo i numeri a disposizione, si è passati da 5-6 segnalazioni al mese di furti negli ospedali nel 2013 a nessun caso tra maggio 2014 e 2015. Quanto ai furti ai danni di autotrasportatori, tre anni fa il 20% riguardava medicinali, percentuale scesa al 3% nel 2015.

Sebbene in calo, i furti rappresentano, oltre che un danno economico, un problema rilevante per la sicurezza dei pazienti, poiché medicinali rubati finiscono per essere immessi nuovamente in commercio attraverso più canali, leciti o meno. E costituiscono solo uno dei filoni del crimine farmaceutico, fatto da produzione e distribuzione di farmaci falsificati o illegali, promozione di medicinali attraverso farmacie web non autorizzate o social network. Recenti e tragici casi di effetti collaterali letali riconducibili a farmaci acquistati da fonti non sicure – commenta il presidente dell’Aifa, Mario Melazzini –   testimoniano infatti come il farmaco, laddove vengano meno quei requisiti indispensabili di qualità e sicurezza, rischi invece di diventare tutt’altro che uno strumento di difesa della salute”. Come ad aprile scorso, quando una giovane culturista di Foggia è morta, secondo le prime ricostruzioni, in seguito “all’assunzione di una sostanza anabolizzante illegale”, ricorda Melazzini.

Secondi i dati di una ricerca Aifa-Università La Sapienza diffusi a maggio – e aggiornati ora con i numeri relativi a Portogallo, Spagna e Regno Unito – il 26% degli internauti italiani usa il web per acquistare i farmaci. E si tratta della percentuale più alta all’interno di un campione dei quattro Stati europei presi in considerazione. In tutti i Paesi, i prodotti comprati su internet sono soprattutto quelli per la perdita di peso, per trattare l’influenza e per smettere di fumare. La percentuale di prodotti contro la disfunzione erettile risulta marginale in Spagna e Portogallo, più alta in Italia e in Uk. Gli autori dell’indagine sottolineano comunque la necessità di campagne di comunicazione sensibilizzazione che mettano in guardia sui rischi legati alla scelta di acquistare farmaci online su canali non sicuri.

Farmacie ospedaliere: arriva il “certificato di eccellenza” per la sicurezza contro furti. 

Le farmacie ospedaliere sono uno degli obiettivi più sensibili quando si parla di crimine farmaceutico. Per favorirne  la messa in sicurezza arriva un certificato di eccellenza per gli ospedali che rispondono ai più stringenti requisiti anti-furto e consulenze per le strutture che hanno invece difficoltà a metterli in atto. E’ quanto prevede il progetto Padlock 2.0, annunciato oggi dalla Società dei farmacisti ospedalieri  (Sifo) come prosecuzione di una iniziativa annunciata due anni fa per migliorare la sicurezza delle farmacie ospedaliere. Le prime linee guida in materia furono pubblicate nel 2015, a fronte di uno studio analitico effettuato su un campione di 30 farmacie ospedaliere distribuite su tutto il territorio nazionale i cui risultati tracciavano un panorama non rassicurante: tre sole farmacie ospedaliere su 21 risultavano sicure. Altre 12 avevano lacune da colmare e sei erano totalmente inadeguate dal punto di vista della sicurezza. Ora il campione verrà ampliato ad ulteriori 20 centri e inoltre Sifo costituirà un comitato multidisciplinare, a cui spetterà il compito di realizzare un documento contenente i requisiti per l’Excellence contro i furti nelle farmacie ospedaliere.

Tag: Aifa / crimine farmaceutico / farmaci contraffatti / furti /

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