Effetto Omicron: nuovi rallentamenti per le cure oncologiche e cardiovascolari

Pubblicato il: 25 Gennaio 2022|

Meno diagnosi, visite, interventi e terapie per i pazienti oncologici o con malattie cardiovascolari. La sanità italiana non ha fatto in tempo a recuperare i ritardi causati  dall’inizio della pandemia e ora deve fare i conti con i rallentamenti provocati dalla nuova ondata di Covid-19 targata Omicron. È quanto emerge da una nuova analisi realizzata da Iqvia, nell’ambito di un osservatorio lanciato a marzo 2020 in collaborazione con Farmindustria. Lo studio si basa sull’analisi di dati di real world rilevati su un campione di 900 medici di medicina generale e 450 oncologi ed ematologi. Il periodo di riferimento è racchiuso tra gennaio 2019 e dicembre 2021.

L’oncologia

Ad aprile-maggio 2021 la situazione in oncologia era in miglioramento, con un forte recupero delle diagnosi e degli interventi chirurgici posticipati.  Da dicembre scorso si assiste invece a una nuova e significativa riduzione delle nuove diagnosi (-8% 2021 vs 2019), dei ricoveri per interventi chirurgici (-3%) e delle terapie (-13%). Un trend legato alle difficoltà di accesso agli ambulatori e ai reparti.

L’area cardiovascolare

Anche in ambito cardiovascolare non sono stati recuperati tutti i ritardi e il trend di ripresa è rallentato con la nuova ondata. Le diagnosi di fibrillazione atriale sono diminuite del 6%, ovvero 41mila nuove diagnosi perse durante il periodo pandemico rispetto al periodo precedente. L’accesso alle visite specialistiche è crollato del 36% (625 mila visite in meno) e sono diminuiti del 28% gli esami diagnostici (-393 mila Ecg).

Nuovi modelli di assistenza

“Resta fondamentale continuare a tenere alta l‘attenzione sul problema dell’accesso alle diagnosi e alle cure dei pazienti non-Covid”, commenta Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia. “Molti pazienti hanno deciso di non andare in ospedale per paura del contagio e molti ospedali e ambulatori hanno temporaneamente rimandato le visite e gli interventi meno urgenti in modo da lasciar spazio all’assistenza dei pazienti contagiati. Bisogna favorire – conclude Liberatore – lo sviluppo di modelli di gestione dei pazienti che coinvolgano i medici del territorio e le modalità di gestione del paziente a distanza in modo di garantire l‘accesso e la continuità della cura”.

Grafici (Oncologia)

Grafici (Cardiovascolare)

Tag: cardiovascolare / covid / farmindustria / Iqvia / oncologia / ritardi /

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