Ema, Amsterdam replica: “Stiamo facendo il massimo”. Monta la polemica

ema
Pubblicato il: 30 Gennaio 2018|

“L’Olanda è orgogliosa di ospitare l’Ema. Abbiamo costruito la campagna su continuità e qualità. Il processo che ha portato alla decisione sulla nuova sede è stato giusto e onesto”. Arriva dal ministro della Salute olandese, Bruno Bruins, la replica alle polemiche suscitate dal ritardo con cui Amsterdam sta provvedendo a realizzare la nuova sede dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema). “Stiamo facendo il massimo – spiega il ministro – per assicurare un rapido trasferimento ad Amsterdam. Attueremo quanto previsto dall’offerta in stretta collaborazione con l’Ema, per assicurarne la continuità operativa”.

La Commissione: niente da aggiungere

La parole del ministro olandese provano a rassicurare l’opinione pubblica dopo l’ipotesi di un ricorso da parte del Governo italiano, ancora amareggiato per l’esclusione di Milano. Dalla Commissione europea, intanto, trapela poco: “La decisione è stata dei 27 Stati membri e non abbiamo niente da dire”, dice ai giornalisti la portavoce Margaritis Schinas. “Abbiamo fatto il nostro lavoro – aggiunge – producendo un’analisi legale di tutte le offerte ricevute in modo trasparente. Non abbiamo fatto shortlist o graduatorie, ma abbiamo fatto la nostra valutazione sulla base dei criteri decisi. E nessuno l’ha messa in dubbio”. Infine un suggerimento ai giornalisti: “Consiglio di rivolgervi a chi vuole fare il ricorso e non alla Commissione europea”.

Il Governo valuta condizioni per il ricorso

La questione del ricorso è ancora nella mani della presidenza del Consiglio. “Vedremo se ci sono le condizioni”, fa sapere il ministro per la Coesione territoriale, Claudio De Vicenti, interrogato dalla stampa a Bruxelles. “Noi – aggiunge – consideravamo Milano la candidatura assolutamente migliore e crediamo di averlo dimostrato. Se ci saranno le condizioni per rimettere in discussione la scelta che è stata fatta, lo vedremo. Noi ribadiamo: Milano è pronta per ricevere l’Ema”.

Lorenzin: ritardi scandalosi

“Milano è pronta” anche secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che non usa mezzi termini: “Credo che sia una cosa abbastanza singolare e scandalosa che Amsterdam non sia in grado di rispettare i termini dell’accordo che abbiamo presto tutti”. Per il ministro non si tratta di una questione “tecnica” o di “campanilismo”, ma di un serio problema per l’operatività dell’agenzia: “I disguidi – aggiunge – incidono sul funzionamento di un’agenzia che autorizza l’immissione in commercio di nuovi farmaci”. Una questione che riguarda dunque “tutta la popolazione”.

Sala: Italia alzi la voce

Un invito alla serietà e un appello al Governo arriva dal sindaco di Milano, Beppe Sala: “La rabbia non serve a nulla. Serve muoversi. Non sarà facile recuperare questa situazione. Non illudiamo nessuno. Però io chiedo che il nostro governo alzi la voce”. Per il primo cittadino un ricorso del Governo servirà “a sollevare la questione”, ma ci sarà bisogno di “un’azione politica”. Da qui l’auspicio che la “Commissione europea si attivi e prenda una posizione, lanciando un segnale di serietà”.

Da Sala anche una stoccata agli olandesi: “Quando gli olandesi hanno fatto la loro proposta probabilmente erano consapevoli che non sarebbero stati pronti. Quindi non hanno giocato molto pulito”, sostiene il sindaco.

Il ruolo del Parlamento Ue

La partita è complessa, ma forse l’Italia potrà fare leva sull’iter in corso al Parlamento europeo. Come spiega l’eurodeputato Giovanni La Via (Ap-Ppe), relatore della proposta per l’assegnazione della nuova sede Ema a Milano, la procedura legislativa ordinaria sul trasferimento dell’agenzia è entrata nella “seconda fase, quella relativa agli emendamenti”. A questa, precisa, seguirà “un voto alla plenaria dell’Europarlamento”. Più nel dettaglio: “Oggi – aggiunge La Via – nella fase in cui aspettiamo la chiusura dei termini per la presentazione degli emendamenti dei deputati alla Commissione competente. Questo termine scadrà domani alle ore 12 e solo dopo la presentazione degli emendamenti comincerà un confronto tra i gruppi politici”. Il voto in seduta plenaria dovrebbe arrivare a metà marzo. “Se la plenaria dovesse confermare la decisione del Consiglio – conclude La Via – allora la procedura si chiuderà, altrimenti, in caso contrario, se dunque il Parlamento dovesse votare in modo difforme, a quel punto si aprirà la procedura dei triloghi”. Ovvero un percorso congiunto tra Commissione, Consiglio e Parlamento per arrivare a una scelta condivisa.

Nel pomeriggio arriva anche il commento del presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani: “Il Parlamento Europeo in piena autonomia e indipendenza e in qualità di co-legislatore esprimerà la propria decisione sul trasferimento e sulla nuova sede dell’Ema. Sono sicuro che, come sempre, l’Europarlamento
tutelerà gli interessi dei cittadini europei”.

Tag: Amsterdam / Ema / Milano /

CONDIVIDI

AP-DATE
SCELTE DALLA REDAZIONE
RUBRICHE
FORMAZIONE