Epilessia, The European House-Ambrosetti e Angelini Pharma: il 40% non riceve assistenza in Europa

Pubblicato il: 26 Luglio 2022|

Le persone affette da epilessia ricevono bassa assistenza in tutta Europa: il 40% non viene trattato e la percentuale sfiora anche il 90% in alcune aree. L’attuazione delle politiche relative all’epilessia è disomogenea nei vari sistemi sanitari europei. È la fotografia dello studio di The European House – Ambrosetti e Angelini Pharma contenuto nell’ultimo rapporto sull’epilessia intitolato “Headway: A new roadmap for Brain Health – Focus Epilepsy”. C’è ancora tanto lavoro da fare per evitare che lo stigma e l’emarginazione continuino ad essere le cause principali dell’isolamento delle persone in ambito scolastico, lavorativo e sociale.

La gestione europea dell’epilessia

Il rapporto è stato realizzato sulla base dell’iniziativa Headway sulla salute del cervello, lanciata a inizio del 2022, che ha esaminato diverse esperienze europee nella gestione dell’epilessia, e delinea le aree di intervento prioritarie per i principali interlocutori, tra i quali gli operatori sanitari, i ricercatori, le associazioni pazienti e le istituzioni degli Stati membri europei. “L’epilessia è riconosciuta come uno dei disturbi neurologici più comuni – ha commentato Pierluigi Antonelli, ceo di Angelini Pharma – tuttavia, grazie a ricerche come questa, ora sappiamo anche che l’impatto delle malattie neurologiche sulla salute è stato sottovalutato per anni. Questo rapporto è una pietra miliare importante e mette in luce come in Europa manchi ancora una chiara consapevolezza sull’epilessia”.

Trattamento disomogeneo

Il trattamento di questa patologia nei Paesi europei è disomogeneo, si va dal 40% al 90% delle persone che non ricevono trattamenti, e questo fattore influenza la vita sociale dei pazienti e il loro stato di salute mentale. Il 51% degli adulti intervistati, infatti, si sente stigmatizzato, dei quali il 18% afferma di esserlo in maniera grave. Dall’indagine è emerso anche che lo stigma può ritardare la ricerca di un’assistenza sanitaria adeguata da parte dei pazienti, incidere sull’accesso alle cure, sul finanziamento dell’assistenza sanitaria e sulla disponibilità di opzioni terapeutiche. In generale emerge un basso livello di conoscenza e scarsa comprensione, nonché una poca consapevolezza della malattia da parte dell’opinione pubblica, che spesso si traduce in una scarsa preparazione delle istituzioni nell’affrontare il tema e in discriminazione.

L’effetto Covid

La pandemia Covid–19 ha peggiorato la condizione di queste persone: soltanto in Italia, il numero degli encefalogrammi si è ridotto del 75%.  Dato che i pazienti hanno sperimentato un aumento dei livelli di stress durante gli ultimi due anni, il 30% di loro ha sospeso i trattamenti ospedalieri e che il minor supporto sociale e l’isolamento sociale possono continuare ad influire sulla riduzione all’aderenza terapeutica e, di conseguenza, sul peggioramento del controllo delle crisi. “Il rapporto Headway evidenzia l’impatto negativo che lo stigma dell’epilessia continua ad avere in tutta Europa – ha dichiarato Francesca Sofia, presidente dell’International Bureau of Epilepsy – per questo motivo identificare la portata e la natura del problema è un primo passo importante per cambiare approccio e affrontare l’emarginazione sociale di molte persone che soffrono di crisi epilettiche”.

Tag: angelini pharma / epilessia / francesca sofia / international bureau of epilepsy / Pierluigi Antonelli / The European House – Ambrosetti /

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