Federalismo al capolinea? Cittadinanzattiva: forti differenze sui ticket e non solo

Pubblicato il: 9 Maggio 2013|

Dal 2007 al 2011 l'incidenza dei ticket sulla spesa farmaceutica è passata da 539 a 1337 milioni di euro, con un incremento del 34% tra 2010 e 2011. Allo stesso tempo la spesa farmaceutica a carico del Ssn è calata del 4,6%. Nel 2011 un cittadino ha speso in media, in termini di ticket sui farmaci, 21 euro, con differenze notevoli: si va dai 7 euro della PA di Trento fino ad arrivare ai 29 della Campania e 31 della Sicilia. Altrettanto variegati i tempi di attesa per la disponibilità nei prontuari regionali dei farmaci ospedalieri: dai 530 giorni del Molise si passa ai 217 della Puglia. Questo lo scenario delineato dal Rapporto 2012 dell'Osservatorio civico sul federalismo in sanità di Cittadinanzattiva, presentato ieri a Roma, presso la Camera dei deputati.

Oltre a tracciare il quadro dell’assistenza farmaceutica il report analizza anche altre aree tematiche: si va dal percorso materno-infantile, alla procreazione medicalmente assistita, dalla prevenzione e vaccini, alla rete oncologica, fino all'assistenza territoriale. Un focus specifico è stato dedicato al livello di trasparenza delle nostre Regioni, ebbene l’Italia si colloca in fondo alla classifica dei 27 paesi europei analizzati in termini di qualità delle amministrazioni, rispetto delle regole dello stato di diritto, incidenza della corruzione e capacità di dar voce e rendere conto ai cittadini.

“Dal Rapporto di Cittadinanzattiva si evince come nelle Regioni più virtuose al primo punto delle lamentele ci sia un insufficiente rapporto con i cittadini. Ora più che mai, in questo momento di crisi, va salvaguardata la qualità del rapporto con il cittadino. Abbiamo bisogno di rinnovare il sistema mettendo al centro il paziente e i suoi bisogni. Anche in questo senso il Ssn deve prendere atto che la trasparenza deve diventare sempre più un tema fondamentale su cui abbiamo bisogno di misurarci”. Così Giovanni Bissoni, Presidente Agenas, ha commentato il Rapporto di Cittadinanzattiva, sottolineando inoltre come la differenza sostanziale tra Nord e Sud del Paese sia un tema centrale per il Ssn. “La riforma del Titolo V ha permesso ad una parte del Paese di essere competitiva con le migliori realtà europee, ma ha anche aumentato il divario con quelle zone rimaste più arretrate – ha concluso – i poteri sostitutivi, in questo senso, sono stati usati solo per correggere storture di bilancio e non per migliorare il livello dei servizi ai cittadini”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Antonio Gaudioso, Segretario generale di Cittadinanzattiva, che non ha mancato di sottolineare il fallimento di questo modello di federalismo che, ormai arrivato al capolinea, ha impoverito il servizio pubblico e i cittadini.

L'Osservatorio non si limita a scattare una fotografia, ma offre anche una ricetta per migliorare la situazione. Come ha spiegato Sabrina Nardi, responsabile del progetto "Bisogna abbandonare i tagli lineari in favore della programmazione, approvando il Piano nazionale sanitario e il nuovo Patto per la Salute. È necessario inoltre favorire la trasparenza delle scelte, della capacità' di amministrare e programmare e capacità di comunicare adeguatamente. Non meno importante la possibilità per i cittadini di avere più voce in capitolo nel monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), negli organismi indipendenti di valutazione e nella gestione delle politiche del farmaco".

Al tema del Federalismo in Sanità Aboutpharma ha dedicato il servizio di cover del numero di febbraio 2013.

 

Tag: Antonio Gaudioso / assistenza territoriale / Cittadinanzattiva / federalismo / Giovanni Bissoni / procreazione medicalmente assistita / rete oncologica / trasparenza /

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