Le aziende francesi a Speranza: ecco le nostre proposte per la sanità

aziende francesi speranza
Pubblicato il: 31 Maggio 2022|

Un ecosistema innovativo capace di attrarre più investimenti. Una medicina territoriale più forte e integrata in una sanità davvero digitale. E ancora: una nuova governance della spesa farmaceutica al passo con i tempi. Sono queste, in sintesi, alcune richieste che il Club Santé Italie – associazione che riunisce le aziende francesi del settore healthcare presenti nel nostro Paese – hanno affidato al ministro della Salute, Roberto Speranza. Lo scambio di idee e proposte è avvenuto nel corso di un evento organizzato dal Club Santé a Roma a Palazzo Farnese, sede dall’Ambasciata di Francia. Le aziende associate rappresentano nel nostro Paese un fatturato complessivo superiore a 4,1 miliardi di euro nel 2021, investimenti per circa 6,1 miliardi e 12 mila persone impiegate.

Le priorità per le aziende francesi della salute in Italia

Le proposte delle aziende francesi, illustrate nel corso dell’evento, seguono due direttrici principali: da un lato, “l’individuazione di opportunità per la creazione di un quadro sostenibile e favorevole all’innovazione e agli investimenti in Italia”; dall’altro, “la definizione di modalità di revisione della medicina territoriale, l’assistenza a domicilio e lo sviluppo di nuove soluzioni al servizio dei pazienti e dei professionisti della sanità”.

Rispetto al primo punto, il Club Santé ritiene che la sfida più importante da affrontare sia quella di “continuare ad attrarre investimenti esteri implementando, per esempio, una strategia volta a trasformare gli stabilimenti industriali da semplici siti di produzione in veri e propri centri di eccellenza tecnologica”.  L’Italia vanta un primato nella produzione farmaceutica,  ma – sottolinea il Club Santé in una nota – altri Paesi in Europa stanno crescendo più velocemente e “se vogliamo che l’Italia, la Francia e l’Europa rimangano competitive bisogna fare scelte coraggiose, attraverso una visione strategica a lungo termine”.

C’è poi il vecchio nodo della governance della spesa farmaceutica. “Serve una politica industriale che vada di pari passo con quella farmaceutica e che porti, nel breve, al superamento dell’attuale sistema di payback, attraverso lo spostamento degli avanzi nella territoriale e, nel lungo termine, attraverso un finanziamento della spesa farmaceutica adeguato alla crescente domanda di salute e ai trend dell’innovazione. Inoltre, bisognerebbe ragionare nella logica di un modello di governance, finalizzata all’accesso all’innovazione, alla semplificazione dei percorsi di cura e all’esigenza di rafforzare strutturalmente una filiera produttiva strategica”.

Territorio e digitalizzazione

Secondo le aziende francesi, la filiera del farmaco può contribuire al potenziamento della medicina territoriale e allo sviluppo di nuove soluzioni al servizio dei pazienti e del personale sanitario, attraverso accordi di partnership tra aziende e Ssn, lavorarando insieme per “implementare una gestione efficace del percorso di cura, in particolare di pazienti anziani, fragili e affetti da patologie croniche, che necessitano di percorsi di cura personalizzati e flessibili, partendo dal proprio domicilio quale il primo luogo di assistenza anche grazie al supporto di figure professionali dedicate e sistemi interconnessi di teleconsulto e monitoraggio”.

Quella del digitale è un delle sfide centrali della Missione Salute del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “È importante per il Club Santé contribuire all’implementazione del Pnrr che rappresenta uno strumento fondamentale per il miglioramento del nostro sistema socio sanitario. Eventi come quello di oggi sono indispensabili per favorire il dialogo tra aziende e Istituzioni con l’obiettivo comune di promuovere lo sviluppo e l’innovazione nel settore della salute”, ha commentato Stéphane Brocker, presidente del Club Santé Italie e amministratore delegato di Ipsen.

Cinque azioni

In quest’ottica, il Club Santé avanza cinque precise proposte:

  1. Sviluppare anche in Italia soggetti come gli Psad (“Prestataires de santé à domicile”), per la gestione di terapie attraverso soggetti accreditati a livello nazionale che operano su indicazione del distretto dell’Asl, del Mmg/Pls, del medico specialista o dell’ospedale per l’erogazione di terapie domiciliari;
  2. Definire standard nazionali e tariffe omogenee per le prestazioni domiciliari, dall’Adi alle terapie per pazienti cronici o fragili, dal telemonitoraggio al triage telefonico, fino alle più integrate forme di telemedicina. Prevedendo anche premialità legate all’aderenza alla terapia e\o agli esiti di salute raggiunti.
  3. Implementare un Fascicolo sociosanitario elettronico unico, accessibile dai diversi attori della rete, integrato con i sistemi di telemedicina e telemonitoraggio nonché con le cure primarie, domiciliari, ambulatoriali ed ospedaliere.
  4. Sviluppare programmi di intervento simili al “Segur du numerique” francese, in grado di definire un ecosistema di prodotti e servizi digitali, con l’obiettivo di fornire standard comuni per gli utilizzatori finali.
  5. Favorire un migliore e più veloce approccio alla digitalizzazione dei professionisti sanitari, a partire dai Mmg, con l’obiettivo di accelerare un inevitabile cambiamento culturale alla gestione della medicina territoriale.

Speranza: “Diventare più attrattivi per la farmaceutica”

“Covid ci ha insegnato – ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, partecipando all’incontro – che la salute è una grande questione internazionale. E proprio per questo la costruzione di una Unione Europea della Salute va nella direzione giusta. L’iniziativa di oggi ci può aiutare a sviluppare una strategia comune di interazione tra le realtà dei nostri Paesi con l’obiettivo di avere un sistema di salute di maggiore prossimità e più innovativo. In questo contesto, inoltre, il nostro sistema Paese, dovrà realizzare quei cambiamenti funzionali a renderlo ancora più attrattivo per l’industria farmaceutica e della ricerca”.

Un asse Italia-Francia

All’incontro erano presenti anche il capo della segreteria tecnica del ministro della Salute, Antonio Gaudioso, e il viceministro allo Sviluppo economico Gilberto Pichetto Fratin. “La tutela della salute – ha commentato Pichetto Fratin – è un tema chiave che ha la massima priorità sia a livello nazionale che a livello europeo. Come Mise e come Governo abbiamo già dato un segnale importante al settore sanitario intervenendo a sostegno di tutta la filiera per rendere le nostre aziende autonome a livello industriale e in grado di produrre prodotti altamente innovativi utilizzando le tecnologie più avanzate.  L’attenzione su questi temi è molto alta: con il bando Ipcei Salute, conclusosi recentemente, abbiamo compiuto il primo passo concreto nella definizione di una strategia comune europea in cui l’Italia rivestirà un ruolo fondamentale sia a livello produttivo sia in termini di trasferimento tecnologico. Fa piacere che oggi si compiano ulteriori passi in avanti nella collaborazione tra Italia e Francia con l’auspicio di continuare a lavorare insieme a favore di tutte le misure utili per rendere il settore maggiormente resiliente, in linea con gli accordi contenuti nel trattato del Quirinale appena rarificato dalla Camera”.

Così l’ambasciatore francese Christian Masset: “Questo incontro risponde allo spirito del Trattato del Quirinale. Le aziende del Club Santé danno un impulso essenziale alla cooperazione franco-italiana nel settore della salute, permettendo di individuare le possibilità di partnership tecnologiche e industriali per promuovere l’indipendenza e la sicurezza sanitaria dei nostri Paesi, un obiettivo che la Francia è determinata a perseguire nell’ambito della sua presidenza dell’Unione europea”.

L’Ipcei citato dal viceministro Pichetto Fratin è l’acronimo di “Important project of common european interest”. Il Pnrr suggerisce di svilupparne in diversi ambiti, tra cui la “smart health”. La Francia si è già fatta promotrice di un Ipcei dedicato alla salute. L’Italia ha inserito, nella missione 4 del Pnrr, un finanziamento al fondo Ipcei di 1,5 miliardi di euro sul tema della salute, che ha visto depositate oltre 150 proposte. Sempre grazie al Pnrr, le imprese hanno inoltre presentato al Mise ben 340 domande per richiedere circa 1,5 miliardi di euro di agevolazioni previsti dagli accordi per l’innovazione.

Tag: club sante / ministro salute / roberto speranza /

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