Liberalizzazioni: anche Assofarm dice “no”

Pubblicato il: 6 Febbraio 2015|

Un “no” secco all’ipotesi del Governo in materia di liberalizzazione del sistema farmaceutico italiano. È quello di Assofarm, l’associazione della Aziende e dei Servizi socio-farmaceutici che interviene oggi in merito alle parole pronunciate ieri dal ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, sull’imminente arrivo di un “dossier” sulle liberalizzazioni che dovrebbe coinvolgere anche le farmacie.

“L’Italia non ha bisogno di più farmacie, per di più posizionate in ordine sparso sul territorio, ma ha bisogno di farmacie che assolvano appieno al loro ruolo di presidio sanitario, garantendo un migliore supporto alle terapie farmacologiche e lavorando con sistemi di remunerazione più efficienti per le casse pubbliche”, afferma il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi.

Secondo l’associazione – che raggruppa aziende speciali, consorzi, società e servizi farmaceutici comunali sul territorio – “deregolare ulteriormente l’apertura di nuovi punti, e ammettere la vendita dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione fuori dal canale tradizionale, significa accelerare la deriva commerciale della farmacia”.

Per Assofarm la farmacia italiana ha bisogno di riforme, ma “di riforme che ne rilancino il ruolo sia di assistenza sanitaria di prossimità alla cittadinanza, sia di contributo alla razionalizzazione della spesa sanitaria pubblica”. Da anni, la proposta dell’associazione va verso la “farmacia dei servizi”: “Se in farmacia si potessero dispensare effettivamente alcuni servizi sanitari di base, e se la remunerazione del farmacista non fosse legata al prezzo del farmaco, ma alla consulenza di aderenza alla terapia farmaceutica, avremmo una vera riforma”, conclude Gizzi.

Tag: Assofarm / farmacie / liberalizzazioni / venanzio gizzi /

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